lunedì 3 luglio 2017

giovedì 15 giugno 2017

Arundhati Roy a Milano : "Saibaba is my friend, grazie".

ieri, 14 giugno, a milano - massiccia diffusione di volantino e dossier per Saibaba e i prigionieri politici al Teatro Parenti dove 
Arundhati Roy presentava il suo nuovo libro
La scrittrice si è fermata brevemente con i compagni e ha affermato la continuità della sua battaglia per Saibaba e i prigionieri politici in India.
Su questo il 19 giugno presidio a Milano nel piazzale di Via dei Transiti dalle 17.30 Metro MM1 Pasteur 
nel quadro della mobilitazione solidale con i prigionieri politici nel mondo

mercoledì 7 giugno 2017

La salute di Saibaba peggiora - Una delegazione chiede l'intervento del Commissione nazionale per i diritti umani - NHRC

Una delegazione guidata dalla moglie del professore dell’Università di Delhi University, G N Saibaba, Vasantha Kumari, ha chiesto giovedì l'intervento della Commissione nazionale per i diritti umani per assicurare un'adeguata assistenza medica per l'accademico imprigionato. La condizione di Saibaba, attualmente nella Cella Anda della Prigione Centrale di Nagpur, “sta peggiorando di giorno in giorno", ha detto la delegazione alla NHRC. Non era in grado di urinare e il suo dolore allo stomaco era aumentato, ha detto Kumari in una lettera presentata alla NHRC a New Delhi.
Saibaba è stato condannato a vita insieme a cinque altri per legami con i Maoisti secondo la legge di prevenzione sulle atrocità illegali (UAPA) a marzo.
"È motivo di grave preoccupazione che la condizione di salute di Saibaba si stia deteriorando di giorno in giorno. Prima del suo arresto, Saibaba era sottoposto a trattamento sanitario presso l'Ospedale Rockland nella capitale nazionale", si dice nella lettera.
I medici avevano avvertito che era necessaria la rimozione chirurgica della sua vescica, vi si dice detto.
"Sono passate più di 10 settimane dal suo arresto, avvenuto il 7 marzo, e le autorità del carcere non gli offrono alcuna assistenza medica", ha affermato Kumari.
Il presidente dell’Unione dei docenti dell’Università di Delhi, Nandita Narain, l’attivista Kalyani Menon Sen e il segretario della Piattaforma nazionale per i diritti dei disabili, Muralidharan, hanno fatto parte della delegazione.
La delegazione ha inoltre chiesto l'intervento immediato in quanto l'India è firmataria del Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD) e della risoluzione 70/175 ONU Regole per il trattamento dei detenuti.

"Saibaba è una persona con disabilità. L'UNCRPD, che l'India ha anche ratificato, nonché i diritti di invalidità recentemente approvati, 2016 (DLGG), che sono stati emanati per adempiere gli obblighi dell'India sotto la convenzione di cui sopra, sono del tutto applicabili al suo caso", si dice nella lettera.

lunedì 22 maggio 2017

Dal 23 al 29 maggio - la settimana di celebrazione della rivolta di Naxalbari


mercoledì 17 maggio 2017

20 maggio – inizio della campagna prolungata per il 50° anniversario della Rivolta di Naxalbari

1
Diffusione internazionale di questo testo in tutte le azioni, incontri, manifestazioni, laddove possibile in ogni paese, per il 50° anniversario della Rivolta di Naxalbari,
2
Informazioni settimanali sulla campagna in India e nel mondo a maggio-giugno-luglio (mensilmente)
3
3 settembre – incontro internazionale per il 50° anniversario – Italia
CSGPI

***

Varavara Rao: la valutazione del PCI (Maoista) sul 50° anniversario di Naxalbari

“In India, la rivolta armata contadina di Naxalbari, di cui ricorre il cinquantesimo anniversario, fu influenzata e ispirata dalla Grande Rivoluzione Culturale Proletaria in Cina. Sotto la guida del compagno Charu Majumdar - uno dei due grandi dirigenti, maestri e fondatori del PCI (Maoista) insieme a Kanhai Chatterjee - Naxalbari fu un evento che aprì una strada, segnando un nuovo inizio nella storia della rivoluzione democratica del Paese”.
Questa è la valutazione del Comitato Centrale del PCI(Maoista), contenuta nel suo appello a celebrare i quattro grandi eventi della storia per l’edificazione del socialismo a livello mondiale, tra cui il cinquantesimo anniversario di Naxalbari.
È ovvio che i Maoisti, e ancor più il PCI (maoista), oltre ad alcuni gruppi e singoli rivoluzionari in
tutto il paese, sono i veri eredi del movimento Naxalbari in India. Senza costruire un partito bolscevico che nello spirito bolscevico riesca a unire nella rivoluzione indiana tutte queste forze rivoluzionarie, in India non si può realizzare la Rivoluzione di Nuova Democrazia, tappa verso il socialismo.
Naxalbari è una linea di demarcazione in tutti gli aspetti della politica, della società e della cultura semi-feudali e semi-coloniali indiane: tra classi sfruttatrici e sfruttate, tra oppressori e oppressi, tra la borghesia compradora e le grandi masse di contadini e operai, tra la politica parlamentare e la via alternativa del popolo. Cioè, in una parola, la lotta di classe, con la direzione dalla classe operaia come avanguardia, affinché il popolo prenda il potere statale, le forze produttive e cambi i rapporti di produzione.
Il movimento di Naxalbari definì per la prima volta il carattere dello Stato come dittatura semi-feudale e semi coloniale della borghesia compradora. Assunse il maoismo, il marxismo-leninismo di questa epoca. come visione del mondo. Respinse la politica parlamentare. Scelse la via della
Rivoluzione di Nuova Democrazia e intraprese una guerra prolungata contro lo Stato, con la lotta armata come forma principale di lotta. A Naxalbari il programma economico di lotta per la terra fu avviato il 23 maggio 1967 con le popolazioni Santali dei villaggi di Naxalbari e Kheribari che occuparono le terre e imposero il loro diritto su di esse fino al 25 maggio, dando la vita per proteggerlo contro l'intervento delle forze armate statali.
Il suo programma militare era la guerra di guerriglia fino a liberare i villaggi e per entrare infine in una guerra aperta per conquistare il Centro. Oggi, in Dandakaranya, Bastar in Chhattisgarh e Gadchiroli in Maharashtra questo stesso programma ha raggiunto la fase della guerra di movimento.
Il suo programma politico era “tutto il potere al popolo”, come quello dei soviet nella Russia sovietica e delle Comuni nella Repubblica Popolare Cinese. Questo programma politico era già effettivo, in forma embrionale, a Naxalbari, Srikakulam, Wynad e negli altri territori delle lotte contadine degli Adivasi, e per questo aspetto anche durante la lotta armata contadina in Telangana (1946-51).

mercoledì 3 maggio 2017

I maoisti attaccano a Sukma, nello stato del Chhattisgarh, "il 70 per cento erano donne"

Chhattisgarh, 25 aprile: Un soldato della CRPF (Forza centrale di riserva della polizia), ferito durante uno scontro a fuoco con i maoisti nella zona Kalapathar del quartiere sud di Bastar del Chhattisgarh, ha detto che il 70 per cento dei Maoisti erano donne.
Un soldato che ha rifiutato di dare il suo nome ha detto che le donne maoiste erano più rispetto agli uomini che hanno attaccato i soldati con gli AK-47.
Un altro soldato ha detto che dopo aver ucciso i soldati le donne hanno rubato le armi e sono andate via.
Almeno 26 soldati della CRPF hanno perso la vita e sei sono stati feriti il 24 aprile durante un feroce scontro a fuoco con i maoisti nella zona di Kalapathar del quartiere sud di Bastar del Chhattisgarh.
Lo scontro è avvenuto intorno alle 12.25 di lunedì, quando le truppe della CRPF appartenenti al 74° battaglione fornivano la sicurezza per i lavori di costruzione stradale.

Il Ministro dell’interno Rajnath Singh e il direttore generale aggiunto della CRPF, Sudeep Lakhtakia, è arrivato martedì a Raipur alle 10.30 e si è recato direttamente verso la sede del 4° battaglione della Forza Armata del Chhattisgarh nell'area del campo di Mana dove si è svolta la cerimonia di deposizione delle corone.

venerdì 7 aprile 2017

LIBERTA' PER GLI OPERAI DELLA MARUTI SUZUKY CONDANNATI ALL'ERGASTOLO


Gli operai e lavoratori di diversi posti di lavoro, riuniti in assemblea il 5 aprile a Taranto esprimono la loro incondizionata solidarietà internazionalista agli operai della Maruti Suzuki condannati ingiustamente dallo stato indiano al servizio dei padroni. I padroni indiani Mittal e Jindal stanno comprando la fabbrica siderurgica ILVA di Taranto per fare profitti sulla nostra pelle - noi stiamo lottando contro di essi!
La nostra lotta è comune e siamo pronti a ulteriori azioni
operai e lavoratori Ilva- Cementir- appalto Alenia - Pasquinelli/amiu - Dussmann - Kratos - appalti comunali..
Slai Cobas per il sindacato di classe Taranto
slaicobasta@gmail.com
tel. 347-1102638
questo comunicato è inviato a tutti i lavoratori e sarà letto in tutte le iniziative locali e nazionali dei prossimi giorni al comitato solidarietà india - italia con la adesione alla campagna internazionale e alle iniziative di maggio csgpindia@gmail.com

martedì 4 aprile 2017

Con gli operai della Maruti Suzuki condannati all'ergastolo dal regime fascista indu di Modi al servizio del capitale e dell'imperialismo

Lo Slai cobas per il sindacato di classe ha informato nei giorni scorsi sulla vicenda della Maruti Suzuki, e in rapporto con i comitati di sostegno e solidarietà in India sta sviluppando e proponendo una campagna nazionale, mentre avanza la mobilitazione internazionale
Già ieri a Bari, oggi a Napoli, questo appello viene portato in assemblee nazionali su altri temi
Martedì a Taranto gli operai e lavoratori prenderanno e proporranno nuove iniziative.


Siete consapevoli della repressione su di noi dal nesso di società di gestione-polizia-Government, come 13 (operai) membri del MSWU (Sindacato degli operai Maruti-Suzuki) sono stati condannati al carcere a vita e altri 4 lavoratori consegnato 5 anni dalla Sessions Corte Gurgaon il 18 mar 2017 – senza uno straccio di prove, e solo sui conti falsa testimonianza da parte della direzione.
I membri del corpo MSWU sono stati presi di mira perché sono stati la direzione della lotta dal 2011 contro il sistema lavoratore a contratto illegale e per i diritti e la dignità del lavoro sindacale. Si tratta di un ‘attacco di classe’, come nelle parole del CEO Maruti RC Bhargava.Tutti i lavoratori sanno che questo verdetto palesemente ingiusto è quello di ‘dare una lezione’ a noi da quelli al potere che non dovremmo combattere per i nostri diritti e la dignità sul officina e oltre.
Ma contro questa repressione, migliaia di lavoratori in questa cintura industriale e in tutta l’India e il mondo stanno protestando. La sera del verdetto il 18 maggio, 30000 lavoratori in Gurgaon-Manesar fatto strumento giù sciopero contro l’ingiustizia. La Maruti Suzuki Mazdoor Sangh (MSMS) -la piattaforma comune di Maruti Suzuki fabbriche-aveva dato una chiamata per protesta il giorno del martirio di Bhagat Singh-Rajguru-Sukhdev il 23 marzo a Manesar.Nonostante gli ordini divieti di cui alla sezione 144, migliaia di lavoratori dalle cinghie industriali in Haryana e Rajasthan sono radunati in segno di protesta dalla fabbrica dopo fabbrica a Manesar. Una lettera da parte dei lavoratori incarcerati è stata letta, e un invito dato a intensificare la lotta per la liberazione dei lavoratori imprigionati. E ‘stato anche deciso di dare assistenza economica alle famiglie dei lavoratori imprigionati.
Su questo programma di 23 marcia di protesta, abbiamo già fatto appello a tutti di osservare 4 aprile come un all-India Day e internazionale di protesta. I preparativi per lo stesso sono già iniziati in vari luoghi. Nel frattempo, riconosciuti Sindacati centrale in seguito pubblicato un invito per organizzare tutta l’India protesta in solidarietà con i lavoratori Maruti Suzuki il 5 aprile. Così, Facciamo appello a tutti i lavoratori e le forze pro-lavoratori di osservare 4/5 Aprile 2017 da tutta l’India e internazionali giorni di protesta e di solidarietà in qualunque modo possibile.
I lavoratori in lotta nella cintura industriale di Gurgaon-Manesar-Bawal-Neemrana negli stati di Haryana-Ragiastan stanno dimostrando che essi non cedono sui loro diritti legittimi e rafforzano la loro unità di classe contro l’attacco capitalista. Abbiamo anche ricevuto grande coraggio e ringraziamo la straordinaria manifestazione di solidarietà dei lavoratori con la lotta per la giustizia di Maruti lavoratori. In questi ultimi giorni, ci sono state proteste da parte di centinaia di migliaia di lavoratori di questo e di altri cinghie industriali e di vari lavoratori, studenti-giovani, i diritti umani e le altre organizzazioni democratiche in oltre 30 città-città del paese. Abbiamo anche molto ricevuto incoraggio e ringraziamo il sorprendente spettacolo di solidarietà internazionale della classe operaia con le proteste, deputazioni e le posizioni di solidarietà e le azioni in oltre 21 paesi. Si tratta di una lunga battaglia, e solo la crescente forza del movimento e più ampia solidarietà può assumere la lotta in avanti.
Comitato di lavoro provvisorio,
Maruti Suzuki lavoratori UnionContact: 7011865350 (Ramniwas), 9.911.258,717 mila (Khusiram) per conto della PWC, MSWU.
e-mail: marutiworkerstruggle@gmail.com;
blog: marutisuzukiworkersunion.wordpress.com

lunedì 3 aprile 2017

La campagna per Saibaba arriva al Parlamento europeo e anche alla Mogherini - Invitiamo tutti a darci una mano nella campagna in Italia - solidarietà India - csgpindia@gmail.com

I parlamentari europei Lidia Senra, del gruppo Sinistra Alternativa di Galizia (GLE) e Fabio di Die Linke, inviano alla Commissione Europea una lettera circa la situazione del Professor GN Saibaba: 

Lettera aperta a Federica Mogherini

Il 29 febbraio 2016 Le ho inviato una nota scritta, prot. E-001822-16, a proposito delle condizioni di detenzione che il professor GN Saibaba soffriva in India, a cui Lei ha risposto:
"L'UE ha seguito con attenzione i casi di difensori dei diritti umani arrestati in India, compresi quelli del professor Saibaba, accusato di avere legami con militanti Naxaliti, e della signora Arundathi Roy, accusata di oltraggio alla corte per il suo articolo a difesa della posizione del professor Saibaba. La delegazione dell'UE a Nuova Delhi ha lanciato appelli in materia umanitaria alla Commissione Nazionale per i Diritti Umani.
L'UE attribuisce grande importanza ai fatti in questione, soprattutto alla libertà di espressione, al diritto ad un giusto processo e ai diritti dei difensori dei diritti umani. Queste questioni sono state sollevate anche nei colloqui UE-India sui diritti umani".
Il 7 marzo 2017, il professor GN Saibaba è stato condannato al carcere a vita insieme ad altri cinque attivisti, i quali hanno tutti denunciato di essere stati torturati mentre erano sotto custodia della polizia. L'accusa è di aver realizzato "attività illegali" ai sensi di una legge draconiana chiamata UAPA, che tutte le organizzazioni per i diritti umani in India e a livello internazionale hanno denunciato come norma volta a impedire l'esercizio della libertà di espressione e di coscienza.
Come forse sapete, il professor GN Saibaba soffre una disabilità fisica del 90%, aggravata negli ultimi mesi da una pancreatite acuta, per cui gli è stata consigliata la rimozione della cistifellea. Per questa ragione, la condanna al carcere a vita è in realtà una condanna a morte per il professore, che non ha fatto altro se non difendere con la sua voce i diritti del popolo Adivasi e dei dalit e denunciare la strategia antisovversiva detta "Operazione Green Hunt”.
Ci rivolgiamo a Lei per richiedere alla Commissione europea di adottare le misure necessarie per evitare la reclusione di GN Saibaba, ed esigere per lui e le altre persone perseguite il rispetto di tutte le garanzie di legge secondo i più elevati standard di diritti umani.
Se ciò non avviene, in linea con la difesa dei diritti umani a cui l'UE è impegnata, riteniamo che sarebbe opportuno sospendere tutti gli accordi dell'UE con l'India.


Con osservanza,

Si ampliano le manifestazioni di solidarietà e protesta per Saibaba, per gli operai della Maruti Suzuki, per tutti i prigionieri politici in India

INDIA: Protest demonstration for Saibaba, for Maruti Suzuki workers, for all political prisoners in India
diverse organizzazioni hanno indetto una manifestazione unitaria




sciopero generale - Bharat Bandh - indetto dai maoisti il 29 marzo per la liberazione di SAIBABA e altri prigionieri politici



New Delhi, 22,03,17

Come informa un report della agenzia stampa TNN, i naxaliti hanno convocato uno sciopero generale in protesta per la condanna all'ergastolo del professore dell'università di Delhi, G.N.SAIBABA e altri 4 attivisti.

L'azione è, prevista per il 29  marzo, giornata conclusiva della Settimana Anticapitalista che commemora l'assassinio dei leaders rivoluzionari  Bhagat Singh, Sukhdev y Rajguru. 

per la libertà di Saibaba - informazione, mobilitazione capillare, verso giornata di lotta 20 maggio - 50° anniversario della rivolta dei naxaliti, oggi guerra popolare guidata dai Maoisti

A tutte le forze antimperialiste
Alle organizzazioni contro la repressione e di solidarietà con i prigionieri politici
Ai docenti, intellettuali, studenti democratici

Protestiamo contro la condanna all’ergastolo del Prof. GN Saibaba e 5 suoi compagni!
Fermiamo il soffocamento del dissenso con leggi liberticide e processi farsa!

Libertà per tutti i prigionieri politici in India!

comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare india
csgpindia@gmail.com
tel. 347-1102638


Solidarietà con gli operai della Maruti Suzuki condannati all'ergastolo - campagna internazionalista Il documento pervenuto dai lavoratori indiani chiama tutti alla informazione e mobilitazione. Campagna internazionalista promossa dallo Slai cobas per il sindacato di classe/CN insieme al comitato internazionale india slaicobasta@gmail.com csgpindia@gmail.com 347-1102638

Chiediamo giustizia per i lavoratori Maruti Suzuli condannati al carcere a vita

https://1.bp.blogspot.com/-JGu4SZIYJa4/WNG97-P0aNI/AAAAAAAACxY/Mn55exwYx0IG5RAwZky0uPOMqvShwdrYACLcB/s400/maruti-suzuki-workers-protest.png 
Il 18 marzo 2017 il Tribunale di Gurgaon ha condannato 13 lavoratori di Maruti Suzuki all'ergastolo per omicidio. 12 di questi al tempo dei fatti erano dirigenti del sindacato dei lavoratori Maruti Suzuki, altri 18 sono stati condannati a pene da tre a cinque anni per disordini e lesioni gravi. I procedimenti contro questi lavoratori erano stati depositati nel luglio 2012, dopo gli incidenti nello stabilimento di Maruti Suzuki di Manesar, nei quali un capo aveva perso la vita. Su denuncia dell’azienda, la polizia arrestò 148 lavoratori, accusati di cospirazione e dell'uccisione del funzionario dell’azienda.

Dopo un processo durato 4 anni e mezzo, la sentenza del tribunale si basa su prove inconsistenti
. L'accusa non è riuscita a portare prove circostanziali sufficienti a dimostrare neppure che qualcuno
degli imputati fosse responsabile delle violenze avvenute, per non parlare della morte del dirigente aziendale. La sentenza contraddice anche le relazioni forensi e i rilievi post-mortem presentati alla corte. In particolare, i dirigenti della società presentati allacorte come testimoni dell'accusa hanno negato di essere presenti al momento dell'incidente. Alcuni di loro hanno addirittura ammesso di agire su ordine della direzione della Maruti-Suzuki.
117 degli operai arrestati sono stati prosciolti da tutte le accuse, nonostante l’accusa avesse mosso la stessa imputazione contro tutti i 148 lavoratori. L'assoluzione dell’80% degli operai accusati dimostra che uno dei principali scopi dell’azione della polizia fosse terrorizzare in massa i lavoratori e che i giudici avevano torto quando ha negato loro la libertà su cauzione. Questi lavoratori sono stati costretti a trascorrere 31 mesi in carcere senza alcuna colpa. Il loro diritto fondamentale alla vita e alla libertà è stato negato, ma nessuno sarà mai punito per questo.
Quella per i fatti alla Maruti è l'ultima di una serie di sentenze per incidenti verificatisi negli impianti di Pricol (Coimbatore), Graziano (Sūrajpur) e Regency Ceramics (Yanam), dove lavoratori attivisti sindacali hanno finito per essere accusati di omicidio. Mentre tutti i governi hanno mostrato scarso interesse a perseguire le violazioni delle normative sul lavoro da parte dei datori di lavoro, la punizione per i lavoratori è stata rapida e severa. In tutti questi casi tribunali hanno condannato i lavoratori per accuse prefabbricate e sono andati al di là della loro stessa legge, a riprova della natura di classe della giustizia in questo paese.
Nel maggio 2013 l’Alta Corte di Punjab e Haryana aveva negato ai lavoratori Maruti la libertà su cauzione, con l'argomentazione che se fossero stati liberati, gli investitori stranieri non sarebbero più stati propensi a investire in India, per paura di agitazioni sindacali, come se il diritto dei cittadini alla giustizia dovesse dipendesse dalla fiducia degli investitori esteri. Questo è un chiaro esempio del degrado del sistema dellagiustizia penale e di come essa non rispetti i più elementari principi di giustizia. Dovrebbe essere motivo di indignazione per ogni cittadino indiano il fatto che, mentre i leader politici responsabili di alcuni dei più odiosi pogrom della storia dell’India indipendente non sono stati nemmeno sfiorati dal sistema della giustizia penale, i lavoratori Maruti Suzuki sono stati condannati al carcere a vita su prove inconsistenti.
Un ulteriore recente sviluppo è l'uso di guardie armate private assoldate dei padroni per minacciare i lavoratori. Secondo i lavoratori dell’impianto della Honda scooter diAlwar, Rajasthan, lo scorso anno il loro sciopero è stato interrotto con l'aiuto di teppisti armati chiamati dalla direzione, che li hanno aggrediti all'interno dell’impianto e anche in città, davanti agli occhi di tutti. I lavoratori Maruti Suzuki hanno anche denunciatoche il giorno degli incidenti circolavano nello stabilimento un gran numero di energumeni assoldati per minacciare i lavoratori.
In ogni società il movimento di classe dei lavoratori è un grande baluardo di democrazia. Il popolo dei senza proprietà è riuscito a ottenere il diritto di voto e gli altri diritti democratici solo dopo le dure lotte sostenute dalle organizzazioni operaie. La politica della classe lavoratrice cerca di costruire la solidarietà tra chi lavora, al di làdelle divisioni regionali, linguistiche, religiose e di casta. Dall’altro lato, la politica di destra è una politica di odio, che divide il popolo. In India per decenni il Sangh Parivar ha diffuso l’odio contro le minoranze, ed esercitato violenza contro di esse. La lotta della classe operaia per tenere insieme tutti i lavoratori e formare sindacati indipendenti in grado di sfidare la rapina dei capitalisti è anche una sfida diretta al grandi piani dell’Hindutva.
I lavoratori Maruti Suzuki hanno sfidato con coraggio i piani oscuri di direzione, governo e polizia, e sono ancora in piedi, saldi nel loro impegno. Tutti gli operai condannati all'ergastolo dalla Corte avevano meno di trenta anni quando furonoarrestati dalla polizia. È stati necessario che il loro impegno per i diritti del popolo lavoratore fosse contrastato dalla violenza dei mazzieri del Sangh Parivar contro le minoranze, i dalit, studenti e docenti universitari, con il pieno sostegno del governo Modi. Dovrebbe essere chiaro a tutti che il futuro di questi lavoratori è il futuro della democrazia in India. E, ora che questi giovani sono stati condannati all’ergastolo, è la democrazia in India ad essere sotto processo.
Condanniamo la collusione tra azienda, polizia e magistratura nel caso Maruti Suzuki.
Condanniamo l'arresto dei manifestanti che il 16 marzo si erano ritrovati davanti alHaryana Bhavan a Delhi per esprimere la loro indignazione contro la sentenza.
Condanniamo a anche il governo dell’Haryana per per aver imposto l’art. 144 nella cintura industriale di Gurgaon Manesar, nel tentativo di impedire che i lavoratori protestasserocontro questa distorsione della giustizia.
 giustizia ai lavoratori ingiustamente condannati.
Facciamo appello a opporsi immediatamente a questa sentenza palesemente filo-padronale, che attacca i diritti legittimi del popolo lavoratore attraverso incriminazioni penali.

Salutiamo i lavoratori della cintura Gurgaon-Manesar, che a migliaia si sono mobilitati in solidarietà contro la sentenza e hanno promesso di intensificare la loro lotta nei prossimi giorni.

Dalla Tunisia all'India per la liberazione di Saibaba

Noi docenti e studenti tunisini e attivisti nei movimenti sociali nel nostro paese, denunciamo con forza l'illegittimità della recente condanna all'ergastolo del prof. G. N. Saibaba dell'università di Nuova Delhi e dello studente Hem Misra pronunciata da un tribunale dello stato indiano del Marhastra lo scorso 7 Marzo.
I compagni hanno avuto una condanna cosi grave in quanto sono accusati di avere dei legami con il PCI(m) anche se non vi sono prove di cio' e inoltre un paese che pretende di essere "la più grande democrazia al mondo" non dovrebbe condannare i propri cittadini per reati d'opinione. Infatti tutti
loro sono noti attivisti in alcuni movimenti politici e sociali in India. Hem Misra é attivo nella Democratic Student Union e Saibaba é il segretario del Fronte Democratico Rivoluzionario, organizzazioni legali che denunciano la criminale Operazione Green Hunt contro i maoisti in India.
A causa del loro attivismo costante (Saibaba da oltre 35 anni è dedito alla militanza politica rivoluzionaria) intelligente e creativa (Hem Misra è anche un musicista al servizio della causa) sono stati condannati ad una pena cosi dura applicando la legge draconiana chiamata "Unlawful Activities Prevenction Act" che perseguita chi compirebbe azioni che mettano in pericolo lo stato indiano. Per chi non lo sapesse il prof Saibaba é disabile al 90% e si muove con una sedia a rotelle...
Inoltre siamo portati a credere che questa condanna oltre ad essere una provocazione sia anche una risposta al successo della recente campagna internazionale per la liberazione dei prigionieri politici indiani tra cui questi compagni. Anche nel nostro paese la campagna si é sviluppata con successo coinvolgendo non a caso molti studenti, docenti e intellettuali in generale che hanno solidarizzato con Ajith, Saibaba ed Hem Misra.
Anche in Tunisia le persone stanno conoscendo il vero volto del regime indiano che sotto la maschera della "democrazia" nasconde quello del fascismo hindu, nelle prossime settimane si moltiplicheranno le iniziative di contro informazione per la liberazione di Saibaba, Hem Misra e gli altri condannati in scuole e università del nostro paese.


Docenti, studenti e intellettuali tunisini per la liberazione di Saibaba

sabato 25 marzo 2017

13 lavoratori Maruti Suzuki condannati all'ergastolo - Esigiamo giustizia!

Comunicato della Alleanza Popolare per la Democrazia e la Laicità (PADS, India)


Chiediamo giustizia per i lavoratori Maruti Suzuli 
condannati al carcere a vita

 
Il 18 marzo 2017 il Tribunale di Gurgaon ha condannato 13 lavoratori di Maruti Suzuki all'ergastolo per omicidio. 12 di questi al tempo dei fatti erano dirigenti del sindacato dei lavoratori Maruti Suzuki, altri 18 sono stati condannati a pene da tre a cinque anni per disordini e lesioni gravi. I procedimenti contro questi lavoratori erano statidepositati nel luglio 2012, dopo gli incidenti nello stabilimento di Maruti Suzuki di Manesar, nei quali un capo aveva perso la vita. Su denuncia dell’azienda, la polizia arrestò 148 lavoratori, accusati di cospirazione e dell'uccisione del funzionario dell’azienda.

Dopo un processo durato 4 anni e mezzo, la sentenza del tribunale si basa su prove inconsistenti. L'accusa non è riuscita a portare prove circostanziali sufficienti a dimostrare neppure che qualcuno
degli imputati fosse responsabile delle violenze avvenuteper non parlare della morte del dirigente aziendale. La sentenza contraddice anche le relazioni forensi e i rilievi post-mortem presentati alla corteIn particolaredirigenti della società presentati allacorte come testimoni dell'accusa hanno negato di essere presenti al momento dell'incidente. Alcuni di loro hanno addirittura ammesso di agire su ordine della direzione della Maruti-Suzuki.
117 degli operai arrestati sono stati prosciolti da tutte le accuse, nonostante l’accusa avesse mosso la stessa imputazione contro tutti i 148 lavoratori. L'assoluzione dell’80% degli operai accusati dimostra che uno dei principali scopi dell’azione della polizia fosse terrorizzare in massa i lavoratori e che i giudici avevano torto quando ha negato loro la libertà su cauzione. Questi lavoratori sono stati costretti a trascorrere 31 mesi in carcere senza alcuna colpa. Il loro diritto fondamentale alla vita e alla libertà è stato negato, ma nessuno sarà mai punito per questo.
Quella per i fatti alla Maruti è l'ultima di una serie di sentenze per incidenti verificatisi negli impianti di Pricol (Coimbatore), Graziano (Sūrajpur) e Regency Ceramics (Yanam), dove lavoratori attivisti sindacali hanno finito per essere accusati di omicidio. Mentre tutti i governi hanno mostrato scarso interesse a perseguire le violazioni delle normative sul lavoro da parte dei datori di lavoro, la punizione per i lavoratori è stata rapida severa. In tutti questi casi tribunali hanno condannato i lavoratori per accuse prefabbricate e sono andati al di là della loro stessa legge, a riprova della natura di classe della giustizia in questo paese.
Nel maggio 2013 l’Alta Corte di Punjab e Haryana aveva negato ai lavoratori Maruti la libertà su cauzione, con l'argomentazione che se fossero stati liberati, gli investitori stranieri non sarebbero più stati propensi a investire in India, per paura di agitazioni sindacali, come se il diritto dei cittadini alla giustizia dovesse dipendesse dalla fiducia degli investitori esteri. Questo è un chiaro esempio del degrado del sistema dellagiustizia penale e di come essa non rispetti i più elementari principi di giustizia. Dovrebbe essere motivo di indignazione per ogni cittadino indiano il fatto che, mentre i leader politici responsabili di alcuni dei più odiosi pogrom della storia dell’India indipendente non sono stati nemmeno sfiorati dal sistema della giustizia penale, i lavoratori Maruti Suzuki sono stati condannati al carcere a vita su prove inconsistenti.
Un ulteriore recente sviluppo è l'uso di guardie armate private assoldate dei padroni per minacciare i lavoratori. Secondo i lavoratori dell’impianto della Honda scooter diAlwar, Rajasthan, lo scorso anno il loro sciopero è stato interrotto con l'aiuto di teppisti armati chiamati dalla direzione, che li hanno aggrediti all'interno dell’impianto e anche in città, davanti agli occhi di tuttilavoratori Maruti Suzuki hanno anche denunciatoche il giorno degli incidenti circolavano nello stabilimento un gran numero di energumeni assoldati per minacciare i lavoratori.
In ogni società il movimento di classe dei lavoratori è un grande baluardo di democrazia. Il popolo dei senza proprietà è riuscito a ottenere il diritto di voto e gli altri diritti democratici solo dopo le dure lotte sostenute dalle organizzazioni operaie. La politica della classe lavoratrice cerca di costruire la solidarietà tra chi lavora, al di làdelle divisioni regionali, linguistiche, religiose e di casta. Dall’altrlato, la politica di destra è una politica di odio, che divide il popolo. In India per decenni il Sangh Parivar ha diffuso l’odio contro le minoranze, ed esercitato violenza contro di esse. La lotta della classe operaia per tenere insieme tutti i lavoratori e formare sindacati indipendenti in grado di sfidare la rapina dei capitalisti è anche una sfida diretta al grandi piani dell’Hindutva.
lavoratori Maruti Suzuki hanno sfidato con coraggio i piani oscuri di direzione, governo e polizia, e sono ancora in piedi, saldi nel loro impegno. Tutti gli operai condannati all'ergastolo dalla Corte avevano meno di trenta anni quando furonoarrestati dalla polizia. È stati necessario che il loro impegno per i diritti del popolo lavoratore fosse contrastato dalla violenza dei mazzieri del Sangh Parivar contro le minoranze, i dalit, studenti e docenti universitari, con il pieno sostegno del governo Modi. Dovrebbe essere chiaro a tutti che il futuro di questi lavoratori è il futuro della democrazia in India. E, ora che questi giovani sono stati condannati all’ergastolo, è la democrazia in India ad essere sotto processo.
La P.A.D.S. condanna la collusione tra azienda, polizia e magistratura nel caso Maruti Suzuki.
Condanna l'arresto dei manifestanti che il 16 marzo si erano ritrovati davanti alHaryana Bhavan a Delhi per esprimere la loro indignazione contro la sentenza.
Condanna anche il governo dell’Haryana per per aver imposto l’art. 144 nella cintura industriale di Gurgaon Manesar, nel tentativo di impedire che i lavoratori protestasserocontro questa distorsione della giustizia.
Chiediamo alla magistratura superiore di dare urgentemente giustizia ai lavoratori ingiustamente condannati. Salutiamo la coraggiosa lotta del Sindacato Lavoratori Maruti Suzuki.
Facciamo appello a tutte le centrali sindacali democratiche a farsi avanti unitariamentee opporsi immediatamente a questa sentenza palesemente filo-padronale, che attacca i diritti legittimi del popolo lavoratore attraverso incriminazioni penali.
Salutiamo i lavoratori della cintura Gurgaon-Manesar, che a migliaia si sono mobilitati in solidarietà contro la sentenza e hanno promesso di intensificare la loro lotta nei prossimi giorni.

Battini Rao, Convenor People’s Alliance for Democracy and Secularism (Alleanza Popolare per la Democrazia e la Laicità, P.A.D.S) (93938 75195, battini.rao@gmail.com )

giovedì 23 marzo 2017

L’esercito usa armi modernissime contro il popolo in lotta… L’esercito maoista risponde

L’India è uno dei paesi più poveri al mondo, ma i cui governi spendono di più per l’ammodernamento militare (circa 50 miliardi di dollari nel 2015), soprattutto per la guerra contro “la più grande minaccia interna”, come si espresse l’ex primo ministro Manmohan Singh riferendosi alla guerra popolare diretta dai maoisti, ma anche per l’occupazione militare del Kasmir ecc.; spende così tanto che i mass media parlano, anche per questo paese, di nuova corsa agli armamenti. E negli scontri con l’EGPL dei maoisti questo viene a galla come raccontato dall’articolo che riportiamo sotto.


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Una settimana dopo lo scontro di Sukma, i maoisti rilasciano le fotografie di armi moderne in possesso della CRPF (Central Reserve Police Force – Forze Centrali di Riserva di Polizia)
Una settimana dopo lo scontro di Sukma, in cui sono stati uccis 12 militari della CRPF, il partito maoista ha rilasciato un comunicato stampa che riporta l'immagine di armi moderne che erano in
possesso del personale ucciso della CRPF.
La foto, con la dichiarazione rilasciata dal Comitato di Divisione Sud Bastar del CPI (Maoista), mostrava quattro fucili d’assalto AK-47, sei fucili INSAS (Indian Small Arms System-Sistema indiano di armi leggere), una mitraglietta, uno lanciagranate, due dispositivi senza fili e oltre 1130 cartucce di proiettili portati via dai ribelli.
I maoisti hanno espresso il loro apprezzamento per i loro quadri dell’Esercito Guerrigliero Popolare di Liberazione (PLGA) - il braccio armato dell’organizzazione messa al bando – che ha 'messo in esecuzione' l'attacco durante una manifestazione pubblica, uccidendo dodici soldati (jawans) della CRPF a Sukma l’11 marzo.
Nel frattempo, la polizia del Bastar ha stigmatizzato la nota stampa maoista come 'nient’altro che propaganda'.
La dichiarazione della brigata rossa contiene anche denunce sulle atrocità che le forze di sicurezza commettono contro gli abitanti dei villaggi tribali locali nel Bastar, Chhattisgarh meridionale.
Questo è il terzo importante scontro di questo mese nella zona irrequieta del Bastar. Giovedì, due membri del CPI (Maoista) sono stati uccisi a Narayanpur e l'11 marzo i maoisti armati hanno teso un'imboscata ad una manifestazione pubblica di partito, uccidendo dodici jawans della CRPF in Sukma.
I maoisti sono presenti in almeno 16 dei 27 distretti dello Stato, ma sono più attivi nel sud della regione del Bastar, Stato del Chhattisgarh.

Fonte: http://avaninews.com/article.php?page=1027

mercoledì 15 marzo 2017

Londra - l'associazione dei lavoratori indiani in GB per la liberazione di Saibaba e altri prigionieri politici

IWA-GB (Associazione dei lavoratori indiani in GB)

Condanniamo la sentenza contro il Prof GN Saibaba e altri 5 in India!
Condanniamo la parodia di giustizia e lo strangolamento delle voci democratiche di dissenso!
Abolizione delle leggi liberticide come l’UAPA!
Liberazione di tutti i prigionieri politici!

La condanna all’ergastolo emessa il 7 marzo 2017 dal dal Tribunale distrettuale Gadchiroli, stato del Maharashtra, contro il Professor G N Saibaba della Delhi University è scandalosamente ingiusta. La corte lo ha condannato insieme ad altri cinque in base alla draconiana legislazione antiterrorismo, Unlawful Activities Prevention Act (UAPA). I cinque condannati insieme a Saibaba sono il giornalista e attivista Prashant Rahi, lo studente della Jawaharlal Nehru University Hem Mishra e gli adivasi Pandu Narote, Mahesh Tirki e Vijay Tirki. (i primi cinque sono stati condannati all’ergastolo, Vijay Tirki a 10 anni di carcere).
È chiaro che la sentenza è stata decisa per terrorizzare tutte le voci democratiche di dissenso contro il governo delle caste superiori Brahmaniche Hindutva del BJP. Se il giudice afferma che le accuse contro gli imputati sono state “dimostrate oltre ogni ragionevole dubbio”, secondo l’avvocato difensore non vi è quasi nessuna prova contro di loro. Va ricordato che nel 2013 la polizia per due volte perquisì illegalmente l’abitazione del dottor Saibaba, sequestrando i dischi rigidi dei suoi computer senza sigillarli (come richiesto dalla procedura di polizia), gli stessi che hanno poi prodotto in tribunale come prova. Quei dischi rigidi possono essere stati facilmente manomessi mentre erano in possesso della polizia. Successivamente, nell’aprile 2014, la polizia del Maharashtra ha sequestrato lo stesso professore, costretto su sedia a rotelle, e lo ha incriminato in base a diversi articoli del UAPA, accusandolo di fare guerra allo Stato indiano. Nell’aprile 2016 la Corte Suprema ha concesso Saibaba la libertà su cauzione incondizionata, motivata dal suo stato di salute - soffre di disabilità al 90% - e dal fatto che tutti i testimoni nel processo erano già stati interrogati.
Durante i due anni trascorsi in attesa di giudizio nella prigione centrale di Nagpur, a Saibaba sono state negate terapie e assistenza medica, causando il rapido peggioramento della sua salute. Dopo la libertà su cauzione, lo scorso anno, Saibaba è stato in cura per problemi cardiaci, calcoli alla cistifellea, pancreatite e ipertensione arteriosa. È stato anche sottoposto a fisioterapia per le varie complicazioni ortopediche che si erano sviluppate alla schiena e alle spalle mentre in prigione. È stato ricoverato in terapia intensiva in un ospedale di Delhi ed è stato dimesso solo il 28 febbraio 2017. Si stava preparando a sottoporsi ad intervento chirurgico per la rimozione della cistifellea, che avrebbe dovuto effettuarsi entro un mese, quando, il 6 marzo, si è recato al tribunale di Gadchiroli per assistere alla lettura della sentenza. A Saibaba era stato lasciato intendere che avrebbe dovuto solo presenziare in tribunale per un paio d’ore e che sarebbe stato assolto. Invece, all’arrivo in tribunale Saibaba è stato immediatamente preso in custodia e condannato al carcere a vita. La corte ha anche illegittimamente rigettato la richiesta del suo difensore di emettere, sulla base delle sue condizioni ortopediche e degli altri disturbi, un ordine aggiuntivo che garantisse in carcere a Saibaba l’assistenza e le cure mediche per lui vitali.
Il professor Saibaba ha sempre lottato per i diritti dei contadini senza terra, delle popolazioni adivasi (indigeni), dei dalit (intoccabili), della classe operaia e degli settori sfruttati e oppressi della società indiana. Il professore è stato e resta una voce ascoltata contro la razzia degli stati centrali e orientali dell'India, dove gli Adivasi stanno difendendo le loro acque, le foreste e le terre per impedire che diventino preda dell’avidità delle compagnie minerarie. Ha instancabilmente denunciato il dispiegamento da parte del governo di oltre 100.000 forze paramilitari, in tutte le sue forme, dalla Operazione Green Hunt agli eserciti privati appoggiati dallo stato, come il Salwa Judum. È questa voce coraggiosa del professor Saibaba e dei suoi compagni che lo Stato indiano vuole soffocare. La sentenza del tribunale distrettuale è una prova di quanto docilmente i tribunali in India sono pronti a piegarsi alle pressioni dello stato di polizia.
Condanniamo la sentenza contro il professor Saibaba, Prashant Rahi, Hem Mishra, Pandu Narote, Mahesh Tirki e Vijay Tirki. Chiediamo che a tutti sia concessa la libertà su cauzione, garantito un processo equo, e che il professore Saibaba, costretto su sedia a rotelle, sia trattato in modo umano, conformemente alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Comitato Organizzativo Centrale

10 Marzo 2017.