lunedì 19 novembre 2018

ARRESTATO DI NUOVO DALLA POLIZIA FASCISTA DI MODI IL POETA VARAVARA RAO


Il poeta e intellettuale maoista, di 78 anni, Varavara Rao è stato arrestato dagli organismi repressivi al termine degli arresti domiciliari sabato scorso, ad Hyderabad, per portarlo a Pune con l’accusa di legami con i maoisti.
L’arresto è avvenuto tra grande tensione attorno al suo appartamento di Gandhinagar, dove si sono riuniti tanti simpatizzanti, attivisti dei diritti umani e membri delle organizzazioni per le libertà civili, che hanno gridato slogan contro un “arresto illegale”. “Condanniamo energicamente la brutale repressione contro gli attivisti per i diritti umani e democratici”.
“L’arresto di Varavara Rao è totalmente incostituzionale e illegale”, ha affermato l’attivisto per i diritti civili e avvocato V Raghunath. I membri della famiglia Rao, compreso sua moglie Hemalatha, si sono precipitati quando la polizia di Pune lo ha obbligato a salire su un veicolo.
È evidente che l’accanimento delle autorità reazionarie contro coloro che senza alcuna prova vengono descritti come Naxaliti Urbani legandoli ad un supposto complotto contro il premier Modi.


mercoledì 7 novembre 2018

All'interno di un campo maoista: la "città" nel mezzo di una foresta nello Jharkhand

Sempre più intellettuali e studiosi in India e nel mondo scoprono la Guerra Popolare e la vogliono conoscere meglio e raccontare.  Tanto che il regime fascista di Modi, considera tutti gli intellettuali pericolosi e ha scatenato una “caccia alle streghe” di vecchia memoria per zittire ogni opposizione alle atrocità messe in atto dal suo governo.
Questo che pubblichiamo è uno stralcio di un libro dal titolo “Nightmarch: A Journey into India's Naxal Heartlands”


(Un manifesto della campagna a difesa degli intellettuali accusati o arrestati da Modi come "minaccia per la nazione")
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India - All'interno di un campo maoista: la "città" nel mezzo di una foresta nello Jharkhand

Nel 2010, Alpa Shah, un professore di antropologia si unì a un plotone Naxalita (maoista) che partì per una marcia di sette notti attraverso 250 km attraverso il Bihar e lo Jharkhand. Un estratto dal suo viaggio.
Dopo un'ora e mezza di cammino, un giovane vestito con un'uniforme verde oliva, con un vecchio fucile a tracolla, apparve tra i cespugli. Dietro di lui c'erano cinque uomini vestiti in modo simile, a diversi metri di distanza. Il primo post di sentinella per la nostra destinazione, sospettavo.
'Lal salaam, lal salaam (saluto rosso, saluto rosso),' li salutammo uno dopo l'altro, mentre ci stringevano le mani e sollevavano i pugni a mezz'aria. L'ultimo soldato indossava una maglietta nera stampata recante la scritta: "Sono inaffidabile, inefficiente, imprevedibile, disorganizzato, indisciplinato, immaturo, ma sono divertente!" Un messaggio in netto contrasto con la linea disciplinata che i soldati avevano formato per salutarci, mi ha fatto sorridere.

sabato 3 novembre 2018

Conte in India, Il viaggio del presidente del consiglio italiano


E' passato pressoché sotto silenzio di gran parte della stampa, della Tv, il recente viaggio di due giorni del presidente del consiglio in India. Chi ne ha scritto ha parlato, però, di una missione importante, “una missione di sistema”.

Una missione che si è mossa su due piani. Quello politico-diplomatico cementato dall'incontro con Modi e quello del Vertice economico chiamato ampollosamente “Tecnology summit”.
A questo summit hanno partecipato ben 145 esponenti italiani a rappresentare 54 aziende tra le più grandi del nostro paese e tutti gli enti e le istituzioni italiane legate agli affari e interessi di queste aziende, prima tra tutte la Confindustria.

Gli investimenti italiani attuali in India sono circa 6 miliardi. Lo scopo della visita governativa è quello di mettersi in sintonia con la politica del governo Modi, che va sotto il nome di “make in India”, inaugurata da Modi nel 2014 e che vuol essere un grande appello alle multinazionali di vario ordine e tipo ad investire in India. Ed era quindi questo il vero obiettivo della visita che ha richiamato le orde fameliche delle multinazionali italiane.

Gli investimenti in India hanno in questa fase un doppio aspetto e si inseriscono nello scenario attuale del ruolo dell'India, nell'assetto imperialista e multipolare del mondo.
Per le imprese italiane è la ricerca di sbocchi di mercato, di profitti e di penetrazione tipica dell'imperialismo; quello che non è esattamente come prima è però il ruolo dell'India che utilizza gli
investimenti imperialisti per far crescere la sua economia, sempre deformata ma ciononostante in grado di far divenire l'India una presenza economica globale.
Non si tratta, vale a dire, del tradizionale “scambio diseguale”.

domenica 21 ottobre 2018

IL POPOLO NON ACCETTA IL FASCISMO!


IL POPOLO NON ACCETTA IL FASCISMO!
UN EVENTO MOLTO SIGNIFICATIVO CONTRO LA MINACCIA DEL FASCISMO

Di Harsh Thakor

Ieri ho avuto il privilegio di partecipare a una convention su "L'emergenza non dichiarata" lanciata dal "Fronte di Mumbai per Salvare la Democrazia" nel centro culturale di Dadar Matunga.
Erano presenti circa 500 persone che hanno condannato gli arresti fascisti dei democratici e la repressione dei movimenti popolari. Ho ascoltato testimonianze di prima mano sulla repressione nel Chattisgarh di Soni Sori, da un attivista Adivasi a Gadricholi e da una lavoratrice dalit della Reliance. Con esempi molti vivi hanno descritto come i sinceri attivisti democratici che facevano lavoro di base sono stati banditi e arrestati come maoisti o naxaliti. Quanto brutalmente la polizia attacca gli Adivasi e gli operai nella loro vita di tutti i giorni.

La lavoratrice della Reliance ha descritto come suo marito, l’unico che si guadagna da vivere, veniva tormentato. Gli oratori hanno illustrato chiarissimamente con esempi concreti come lo stato pianta quotidianamente i chiodi nella bara della soppressione di qualsiasi resistenza della comunità Dalit per la democrazia. Soni Sori ha detto di quanto abbia imparato lei stessa dall’essere stata messa in prigione sulla natura autocratica dello stato. Ho anche ascoltato un discorso molto toccante di Sagar, figlio di Vernon Gonzalves. Ha raccontato come è diventato una persona ancora più forte con l'attacco a suo padre, dopo essere rimasto sconvolto all'inizio e in che modo l'esperienza lo ha rivoluzionato. La manifestazione si è conclusa con una esibizione molto vivace e vivificante di Kabir Kala Manch che ha risuscitato la fiamma della resistenza.

Hanno partecipato circa 40 organizzazioni. È stato incoraggiante assistere alla presenza di così tanti giovani. Erano presenti alcuni attivisti importanti da lungo tempo come Gurbir Singh, Uttam Ghosh, Sunil Dighe, Abhilash Ramchandran. Sanober Keswar, Subodh More, Salim Saboowala, ecc.,  e anche questo è stato positivo.

Questa iniziativa, Convenzione popolare contro l'emergenza non dichiarata, si è tenuta il 12-10-2018 presso il centro culturale Dadar Matunga accanto a Yashwant Natya Mandir, Dadar, nella parte occidentale di Mumbai.

La People's Convention è stata organizzata da Mumbai Rises per Save Democracy, un forum di 40 organizzazioni che hanno lavorato e organizzato persone in diverse aree.

Baljeet Kaur ha chiamato i relatori, i familiari e gli amici sul palco.

KIS KIS KO QAID KAROGE.

"Se il crimine stesso assume autorità e potere, e dà la caccia alle persone, trattenendole come criminali, Ognuno dotato di una bocca che tace, diventa un criminale egli stesso". -Vara Vara Rao, scrittore attivista arrestato.

La guerra popolare continua a colpire


Secondo un resoconto della stampa indiana, tre agenti della Indo-Tibetan Border Police (ITBP – Polizia di frontiera indo-tibetana) sono stati feriti gravemente per lo scoppio di una bomba piazzata dall’EGPL durante un rastrellamento nel distretto di Rajnandgaon nel Chhattisgarh. Il fatto è avvenuto intorno alle 11 del mattino sulle colline vicino le abitazioni di Rajadera e Ramgar. Non si registrano perdite tra i combattenti rossi.

In un’altra azione di un plotone maoista dell’EGPL, sono stati distrutti 9 camion che trasportavano minerale di bauxite, vicino le miniere di Bagdu nel distretto di Lohardaga dove i maoisti avevano fatto appello ad un “bandh” (sciopero generale totale).

sabato 20 ottobre 2018

Boicottaggio elettorale in Telengana - Appello dei maoisti


dalla stampa borghese online

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I maoisti fanno appello al boicottaggio elettorale

Martedì scorso il partito maoista ha fatto appello al boicottaggio delle elezioni per l'Assemblea del Telangana in programma il 7 dicembre. In una dichiarazione inviata ad alcuni media, il Partito comunista indiano (maoista) ha invitato il popolo a non partecipare a quelle che definiscono elezioni "false" e a lottare per un "Telangana democratico".
Rilasciato a nome del segretario a livello di Stato del Telangana del PCI-Maoista, Haribhushan, la dichiarazione ha messo in discussione le politiche perseguite da tutti i partiti politici.
Preso atto che il Telangana Rashtra Samithi (TRS) al potere non ha rispettato le promesse fatte nelle ultime elezioni dell'Assemblea, ha detto che da allora il risentimento popolare va crescendo. Il primo ministro K. Chandrasekhar Rao ha spinto per elezioni anticipate sciogliendo l'Assemblea nove mesi prima della scadenza del suo mandato.
Haribhushan ha anche accusato il Maha Kutami o la Grande Alleanza e il Fronte di sinistra Bahujan (BLF). Ha detto che nulla si può ottenere con l'unità tra il Partito del Congresso e del Partito Desam Telugu.

mercoledì 3 ottobre 2018

DOCUMENTO SULLA ONDATA DI ARRESTI DEL GOVERNO FASCISTA DI MODI del Partito Comunista dell'India (Maoista)

Condanniamo gli arresti illegali degli attivisti sociali!
Denunciamo le false accuse montate contro di loro!
Costruiamo a livello nazionale un movimento unitario contro il fascismo brahmanico indù!
PCI(Maoista) declaration - unofficial traslation in Italian

Condanniamo gli arresti illegali degli attivisti sociali!
Denunciamo le false accuse montate contro di loro!
Costruiamo a livello nazionale un movimento unito contro il fascismo brahmanico indù!

Dal 6 giugno 2018 con l’accusa di cospirazione per i fatti di Bhima Koregaon, sono iniziati arresti di intellettuali in tutto il paese da parte della polizia di Pune. Furono arrestati allora Sudhir Dawle, Rona Wilson, Surendra Gadling, Shoma Senand Mahesh Raut. Nella seconda ondata di arresti, il 28 agosto, Varavara Rao, Vernon Gonzalves, Arun Ferriera, Gautam Navalakha e Sudha Bhardwaj sono stati prelevati dalle loro abitazioni, imputando anche loro, con la stessa accusa di cospirazione. La polizia ha fatto irruzione anche nelle case dei Prof. Anand Teltumbde (a Goa), K.Satyanarayana, dei giornalisti Kranthi e Kurmanath (Hydeabad) e di padre Stan Swamy (Ranchi). I veri responsabili delle violenze del 1° gennaio 2018 a Bhima Koregaon (Shambhaji Bhide, che Narendra Modi chiama Guruji e Milind Egbote), non sono mai stati toccati dalla polizia di Pune e il governo del Maharashtra e oggi circolano liberi.
Lo stesso giugno, attraverso media compiacenti, la polizia ha iniziato a far circolare l’ipotesi di complotto, affermando di aver recuperato dai portatili di Rona Wilson e altre lettere compromettenti e che ne provavano la partecipazione a un complotto con i maoisti per assassinare il primo ministro, Narendra Modi e fare guerra allo stato indiano.
Molti onesti intellettuali e perfino alcuni ex-ufficiali di polizia e giudici in pensione hanno denunciato la natura fabbricata delle lettere e, analizzandole, hanno concluso che non potevano che essere prove fabbricate. Hanno spiegato come nel nostro "modus operandi" e nel partito, un partito clandestino, non c'è traccia di uso di lettere e email di quel tipo, né tanto meno l'uso di nomi originali per operazioni militari o logistiche. Dunque, l’accusa contro questi intellettuali per un presunto complotto per uccidere Narendra Modi è una delle più grandi frodi propinate al popolo dell'India. Stanno cercando di mettere a tacere le voci vive del dissenso, con gli agguati mortali contro persone come Dabholkar, Pansare, Kalburgi, Gauri Lankesh, il tentato assassinio di Omar Khalid, la condanna di attivisti come GN Sai Baba e gli altri, Murugan, Chandrasekhar, Azad Ravan e infine con l'attuale ondata di arresti e incriminazioni per UAPA e leggi anti-sedizione. In realtà, è questa da parte dello Stato la vera cospirazione. Qualsiasi osservatore critico del nostro movimento confermerà che sono le nostre forze guerrigliere clandestine a essere impegnate in operazioni militari. Non può esserci alcun ruolo per attivisti come quelli che sono stati arrestati.
Tutti questi intellettuali, dal dott. Vinayak Sen e Sony Sori a Saibaba e Varavara Rao, Sudha Bharadwaj e gli altri sono attivisti per i diritti democratici e intellettuali rivoluzionari che hanno dedicato la vita a difendere i diritti degli oppressi - dalit, Adivasi, minoranze, donne, lavoratori, contadini - e il loro diritto di organizzarsi e mobilitarsi per i propri diritti. È questo attivismo che l'attuale regime fascista di Modi e Shah vuole fermare.
Il regime fascista BJP/RSS di Modi e Amith Shah sta in realtà affrontando una grave caduta di credibilità e crisi economica, politica e sociale. Le promesse elettorali di Modi di sradicare la corruzione, la disoccupazione, di raddoppiare il reddito degli agricoltori, ecc. sono cadute miseramente. Il favoritismo, il capitalismo clientelare e la corruzione che coinvolge gli Ambani e Adani, i Modi e Mallya ecc. sono sotto gli occhi di tutti. La demonetizzazione, la GST e altre politiche filo-imperialiste hanno avuto effetti devastanti sull'economia indiana e hanno portato alla chiusura di piccole e medie industrie e a un'enorme disoccupazione. Gli attacchi delle squadracce Hindutva contro Dalith, Adivasi, donne, intellettuali progressisti come Dabholkar, Gauri Lankesh e altri stanno dando origine a una nuova polarizzazione e schieramento contro queste forze fasciste.
È in questo contesto che il regime Modi-Shah ricorre alla carcerazione e all'intimidazione degli attivisti per i diritti democratici e degli intellettuali rivoluzionari

Per
·         - Impedire il rafforzamento dell’unità tra Dalit, minoranze e movimento rivoluzionario che si è espressa nella mobilitazione del Bhima Koregaon e nell’appello "Nayee peeshvaayi - Nahee chalegi"
·         - Distrarre l'attenzione del popolo dai veri problemi, il capitalismo clientelare, la corruzione, la disoccupazione, i prezzi alle stelle di carburante e altri beni primari, agitando lo spauracchio del naxalismo urbano, accanto al falso patriottismo, al pericolo pakistano ecc.
·         - Intensificare ulteriormente la Operazione Green Hunt lanciata dal regime del Congresso, con l’uso di bombardamenti aerei, l’ulteriore dispiegamento di forze militari e para-militari in Dandakaranya, Jharkhand e Odisha. I massacri e la feroce repressione contro gli Adivasi si sta moltiplicando di intensità. Lo stato vuole impedire qualsiasi movimento di solidarietà dall’esterno di queste aree. Gli attivisti arrestati sono stati tra quelli in prima linea nella denuncia della feroce repressione e attacchi dello Stato.
·        -  Sollevando lo spauracchio del naxalismo urbano e marchiando ogni movimento popolare contro le grandi aziende, le politiche antipopolari del governo come ispirate e sostenute dai naxaliti, lo Stato vuole reprimere qualsiasi movimento. Negli ultimi tempi lo abbiamo assistito con la lotta Thuthikudi, il movimento di Pathal Gadi, ecc. L'arresto degli attivisti è un monito per tutti gli elementi di spicco di questi movimenti.

Gli arresti e i soprusi contro ottantenni come padre Stan Swamy e Varavararao mostrano in piena evidenza la disperazione dello stato e che i suoi reali obiettivi sono quelli appena detti.
È sempre più necessario combattere le forze fasciste una per una. Ci congratuliamo con tutte le forze democratiche che denunciamo le nefande attività dello stato e in particolare della triade Modi-Shah-RSS.
Facciamo appello a tutte le forze democratiche e rivoluzionarie, agli operai, contadini, dalit, adivasi, minoranze e donne ad unirsi per combattere e sconfiggere queste forze fasciste brahminiche Hindutva.

Abhay,
portavoce,
Comitato Centrale - PCI (Maoista)

martedì 2 ottobre 2018

Nella 'settimana del Partito' appello del PCI (Maoista) ai giovani a entrare nelle fila dell'Esercito Guerrigliero Popolare di Liberazione


Secondo fonti della stampa indiana, nei distretti di Latehar, Saranda e Giridh sono apparsi numerosi manifesti e scritte del PCI (maoista) che fanno appello alla gioventù ad unirsi alle file dell’Esercito Guerrigliero Popolare di Liberazione.
I maoisti stanno celebrando la Settimana del Partito, dal 22 al 28 settembre, che festeggia la fondazione del PCI (maoista).

Il regime fascista indù, liberticida e genocida condanna due combattenti dell’EGPL e del PCI(Maoista) a morte! importante la mobilitazione internazionale per fermare la mano assassina del regime


New Delhi, 26.09.18

Due combattenti dell’Esercito Guerrigliero Popolare di Liberazione e membri del Partito Comunista dell’India (maoista) sono stati condannati a  morte da un tribunale del distretto di Dumka, come riporta un articolo dell’agenzia IANS.
I compagni Praveer (Sukhlal Murmu) e Sanata Baski (Tala Da) sono stati dichiarati colpevoli per la partecipazione alla morte in una imboscata di 6 membri dei corpi repressivi nel Jharkhand nel 2013.
Altri 5 accusati per questi fatti sono stati dichiarati innocenti da questo tribunale lo scorso 6 settembre.

Se il dissenso viene assimilato al 'naxalismo' - siamo tutti naxaliti!