martedì 12 giugno 2018

Notizie della guerra popolare: scontri con le forze della repressione ed espansione dei maoisti


Secondo un rapporto dell'agenzia TNN, che cita fonti dei corpi repressivi del regime fascista di Modi, i maoisti stanno rafforzando ed espandendo la loro influenza nelle aree urbane e in particolare nel mondo della scuola.
"Ci sono prove che suggeriscono che i maoisti stanno cercando di deviare gli studenti in attività dirompenti" per creare nuovi quadri per il Partito comunista clandestino dell'India (maoista), secondo quanto riportano fonti della polizia. In particolare accusano l'attivista di Gadchiroli, recentemente arrestato, Mahesh Raut di recarsi a Nagpur per studiare all'università e quindi essere in grado di sviluppare compiti di reclutamento tra gli studenti della stessa. Affermano inoltre che Raut si è trasferito in Brasile l'anno scorso per svolgere compiti di agitazione contro il governo indiano.
La polizia afferma inoltre che i maoisti stanno ora cercando di formare diverse organizzazioni studentesche sotto la tutela della protezione dei diritti umani e anche di lottare per formare una società libera dallo sfruttamento. "I membri di questi gruppi di studenti vengono gradualmente introdotti nell'ideologia maoista attraverso diverse attività".
Sebbene la notizia faccia parte della campagna di bufale organizzata dal regime fascista “zafferano”, ciò indica la sua preoccupazione per l'estensione del maoismo nelle varie istituzioni educative delle grandi città.


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Jharkhand: militari del CoBRA e dell’ASI morti nello scontro con i Maoisti
Lo scontro tra le forze della CRPF (Forze di polizia centrali) e i maoisti è scoppiato nella foresta di Jamaro nella zona di Toramba a Kuchai.
Una sparatoria è iniziata verso le 7:00 quando una squadra congiunta del 209° battaglione del CoBRA (battaglione di comando per azioni risolute, commandos antimaoisti-ndt) e la polizia di Jharkhand erano in giro per una operazione.
Un militare del Commando CoBRA Utpal Rabha è stato ucciso sul posto. Anche uno dell’ASI Banua Oraon è morto per le ferite da proiettile sulla strada per Ranchi.
Lo scontro è avvenuto sulle colline di Jumaro, nella zona di Porahat, sulla tri-giunzione dei distretti di Khunti, Saraikela e Ranchi.
La polizia ha detto che la sparatoria era così intensa che i militari sono rimasti bloccati per oltre tre ore nella giungla.

venerdì 25 maggio 2018

Avvelenati dal rame e presi a fucilate dalla polizia: 13 morti nel Tamil Nadu

Ecco il volto dei Padroni indiani, lo stato, il governo fascista indù -
mentre Mittal Ilva e Jindal Piombino prendono in mano le fabbriche in Italia nelle martoriate città dell'inquinamento.
Settimana di mobilitazione solidale nazionale internazionalista dello slai cobas per il sindacato di classe 
Sfocia nel sangue la lotta degli abitanti, che dura da vent’anni. E ora chi critica le forze dell’ordine finisce in carcere
Martedì 22 maggio decine di migliaia di persone che protestavano contro la riapertura di una fonderia di rame nei pressi della città di Thoothkudi (Tamil Nadu, India meridionale) sono finite sotto il fuoco delle forze dell’ordine, chiamate a sedare una protesta durata più di tre mesi.
I manifestanti da almeno vent’anni denunciavano livelli di inquinamento straordinari dovuti all’attività della fonderia operata dalla Sterlite Copper, società controllata dal conglomerato minerario britannico Vedanta Resources. Gli scarichi della fonderia, hanno documentato numerose associazioni per la tutela ambientale locale, hanno contribuito a un aumento vertiginoso di malattie legate all’apparato respiratorio e cardiaco, dermatiti e tumori
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Nonostante la fonderia fosse stata multata dalla Corte suprema nel 2013 per una perdita di gas velenosi, ha continuato a lavorare a pieno regime tanto da annunciare, lo scorso febbraio, piani per un’espansione infrastrutturale. In tutta risposta, gli attivisti e la popolazione locale hanno organizzato una serie di manifestazioni pacifiche chiedendo la chiusura definitiva dell’impianto.
Quando martedì i manifestanti hanno cercato di raggiungere la residenza del district collector di zona – la carica amministrativa che avrebbe dovuto rinnovare la licenza della fonderia, scaduta lo scorso mese di aprile – e hanno trovato a ostruire la strada le barricate della polizia, è partita una sassaiola contro le forze dell’ordine, mentre capannelli di manifestanti incendiavano automobili e autobus. La polizia ha risposto lanciando lacrimogeni e, come mai successo in Tamil Nadu nella storia recente, sparando direttamente sulla folla. Il bilancio mentre scriviamo è fermo a 13 morti e alcune decine di feriti.
La reazione sproporzionata adottata dalla polizia locale è stata criticata dalle opposizioni locali e nazionali, che hanno chiesto la testa del capo della polizia P. Mahendran, nel frattempo trasferito ad altra mansione.
Le proteste sono continuate sia nella giornata di mercoledì che ieri, con le forze dell’ordine schierate dal governo locale, guidato dal partito tamil All India Anna Dravida Munnetra Kazhagam (Aiadmk), a protezione delle sedi dell’amministrazione cittadina e della fonderia. Il chief minister – il primo ministro del governo locale – del Tamil Nadu, Edappadi K. Palaniswami, difendendo l’operato della polizia nella giornata di ieri ha dichiarato: «Se qualcuno è attaccato, il corso naturale delle cose prevede che si difenda per proteggersi. Questo è ciò che ha fatto la polizia». 
Mercoledì scorso l’amministrazione locale ha staccato la corrente alla fonderia, in risposta a voci che indicavano una ripresa delle attività nonostante la nuova licenza non fosse stata ancora rilasciata.
Matteo Miavaldi
da il manifesto

Un regime fascio/induista fondato sulla discriminazione di genere e di barbarie nei confronti delle bambine

India: discriminazione di genere tra aborti selettivi e bambine morte
In India ogni anno muoiono di stenti 239 mila bambine, oltre 100 mila gli aborti selettivi di feti femminili
di Marina Zenobio
 Un nuovo studio dell’Iiasa (International Institute for Applied Systems Analysis) ha rilevato che ogni anno in India ci sono mediamente 239.000 decessi in eccesso di bambine sotto i 5 anni, pari a 2,4 milioni in un decennio, un eccesso di mortalità infantile femminile che si riscontra nel 90% dei distretti del paese. È la prima volta che il numero di morti in eccesso tra le bambine sotto i cinque anni, in India, è stato oggetto di studio a livello distrettuale, mostrando specifici modelli geografici di eccesso di mortalità femminile distribuita nei 640 distretti del paese.

 Come mostra la cartina (di Guilmoto et al 2018), il fenomeno è più evidente nell’India settentrionale, dove i quattro maggiori stati della regione, Uttar Pradesh, Bihar, Rajasthan e Madhya Pradesh, rappresentano i due terzi del totale delle morti in eccesso delle donne sotto i cinque anni. In Uttar Pradesh la mortalità femminile in eccesso è pari al 30,5 per cento; In Bihar è del 28,5, in Rajasthan del 25,4 e in Madhya Pradesh del 22,1 per cento. Secondo Nandita Saikia, ricercatrice dell’Iiasa, si tratta di morti causate, nel 22 per cento dei casi, da pregiudizi di genere. Ma in alcune parti del Rajasthan occidentale e del Bihar settentrionale l’eccesso di mortalità causata da pregiudizi di genere rappresenta il 30-50% del tasso di mortalità delle bambine sotto i cinque anni.
Le aree più colpite sono soprattutto quelle rurali agricole, con bassi livelli di istruzione, alta densità di popolazione, basso sviluppo socioeconomico e alti livelli di fertilità. Per i ricercatori dell’Iiasa molte morti di bambine sotto i cinque anni sono riconducibili a gravidanze indesiderate e alla successiva negligenza nelle cure delle figlie: carichi di lavori pesanti, alimentazione carente, mancanza di vaccini, mancanza di cure in caso di malattie. Attenzione e cure che invece le famiglie indiane preferiscono riservare ai figli maschi. Sempre quando non riescano ad accedere ad aborti selettivi. Un lento e silenzioso genocidio di genere che, secondo uno studio della rivista medica Lancet , ha significato negli ultimi trent’anni l’aborto di 12 milioni di feti femminili. Tra le motivazioni c’è il considerare i maschi più forti e più adatti a lavori faticosi. Ma c’è anche il problema della dote matrimoniale che ogni famiglia deve consegnare al momento di concedere in sposa la figlia. E’ vero che la tradizione della dote matrimoniale è stata abolita addirittura nel 1961, ma la sua pratica è ancora molto attiva in tutti i distretti indiani. Si tratta di tradizioni di una società marcatamente patriarcale e misogina che tramanda da secoli la discriminazione di genere nei confronti delle donne, considerate soltanto come un carico economico e sociale. A conclusione dello studio, Nandita Saikia dichiara: “La discriminazione nei confronti delle bambine in India non deve avere nessuna giustificazione. E’ necessario mette in atto azioni che aumentino il loro valore, attraverso una educazione di genere e l’autosufficienza”.

I MAOISTI FANNO APPELLO AD UN TERZO SCIOPERO TOTALE CONTRO IL MASSACRO NEL MAHARASHTRA


NAGPUR: I guerriglieri rossi hanno annunciato uno “sciopero totale di tutto il Maharashtra" il 25 maggio in segno di protesta contro i finti scontri a Kasnasur nei distretti di Gadchiroli e Ipenta nel Maharashtra e nel distretto di Bijapur del Chhatishgarh in aprile.
Questo è il terzo sciopero indetto dai maoisti in segno di protesta contro il falso scontro di Kasnasur nell'arco di un mese.
Le ultime informazioni sono state ricevute dalle agenzie di sicurezza attraverso uno striscione e pochi opuscoli dei rossi avvistati vicino al villaggio di Gatta Jambia domenica mattina. Lo striscione, che fa appello anche alle masse per osservare la settimana tra il 19 e il 25 maggio come "Pratirodh Saptah" o settimana di resistenza in memoria dei loro compagni martiri, è stato trovato appeso vicino al villaggio.