DICHIARAZIONE CONGIUNTA INTERNAZIONALE
"NON
POSSIAMO PERMETTERE CHE LA REPUBBLICA UCCIDA I PROPRI FIGLI"
REVOCARE
LE CONDANNE A MORTE DEI 10 DEL GHATI DI JHIRAM
REVOCARE
LE PENE ALL'ERGASTOLO DEI 23 DEL SILDA
LIBERARE
TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI
Ci
opponiamo fermamente alle condanne a morte inflitte dal Tribunale della Special
National Investigation Agency (NIA) a Jagdalpur, Chhattisgarh a dieci maoisti e
adivasi nel caso dell'attacco di Jhiram Ghati del 2013. Tredici anni dopo il
fatto, il tribunale ha condannato a morte Pramila Modiyam, Sumitra Punem, Kosa
Kawasi, Mukka Mandavi, Markami Deva, Aita Markam, Banjami Sanna, Chaitu Lekam,
Joga Markami e Mahadev Naga. Ci opponiamo fermamente anche alle pene
all'ergastolo inflitte ai 23 imputati nel caso Silda nel Bengala Occidentale,
riguardanti l'attacco del 2010 al campo dei Eastern Frontier Rifles [Fucilieri
della Frontiera Orientale]. La detenzione prolungata e le pene severe imposte
in entrambi i casi sollevano gravi questioni riguardo al giusto processo, alla
proporzionalità delle punizioni, al trattamento dei prigionieri politici e al
diritto a un processo giudiziario equo.
Chiediamo
la revoca immediata delle condanne a morte inflitte ai dieci imputati nel caso
Jhiram Ghati. Chiediamo inoltre la revoca delle pene all'ergastolo inflitte ai
23 imputati nel caso Silda e il rilascio di tutti i prigionieri politici. La
nostra posizione si basa sulla difesa del diritto alla vita, delle garanzie
costituzionali e del principio democratico secondo cui la giustizia non deve
diventare uno strumento di vendetta statale. Qualsiasi esame dell'attacco di
Jhiram Ghati deve considerare le più ampie circostanze politiche che vi hanno
portato. Lanciato nel 2005 con il pretesto di combattere l'insurrezione
maoista, Salwa Judum è stato caratterizzato da violenza diffusa, sfollamenti forzati
e distruzione dei villaggi e dei mezzi di sussistenza adivasi. Sebbene la Corte
Suprema abbia ordinato allo stato nel 2011 di cessare di sostenere i gruppi
civili armati coinvolti nel Salwa Judum, l'assorbimento del personale del Salwa
Judum nelle Guardie di Riserva Distrettuali, insieme a progetti simili attuati
successivamente, come l'Operazione Green Hunt, SAMADHAN-Prahaar e l'Operazione
Kagar, sollevano serie preoccupazioni riguardo alla responsabilità statale e
alla continuazione della repressione militare contro il popolo adivasi. Decenni
di appropriazioni territoriali antidemocratiche, restrizioni all'accesso alle
foreste e sviluppo estrattivo sostenuto dallo stato hanno ulteriormente privato
le comunità adivasi. Lo stato non può essere assolto dal suo obbligo di
garantire processi equi e proteggere i diritti fondamentali di ogni imputato
nel caso Jhiram Ghati.
Pertanto, chiediamo la sospensione immediata di tutti i procedimenti di esecuzione contro le dieci persone coinvolte nel caso Jhiram Ghati. Le condanne a morte, imposte dopo tredici anni di detenzione e prolungati procedimenti giudiziari, sollevano serie preoccupazioni sull'amministrazione della giustizia, soprattutto considerando che un imputato era morto durante il processo e che famiglie e organizzazioni per le libertà civili hanno sollevato gravi interrogativi riguardo a false implicazioni e prove inadeguate contro gli imputati. Queste preoccupazioni richiedono un'inchiesta giudiziaria trasparente e indipendente.









