lunedì 12 ottobre 2026

Barriere agli ingressi, metropolitane chiuse, internet tagliato, negozi chiusi... la capitale New Delhi si è di fatto barricata in vista di nuove manifestazioni di protesta contro il fascismo hindutva

 I portavoce degli "scarafaggi" di fatto sequestrati senza che nessuno sapesse dove fossero, sono stati rilasciati a condizione che non "violassero la pace" per un anno!

Il governo del fascista hindutva Modi sta dimostrando di essere davvero terrorizzato dalla rivolta popolare in corso e prende misure repressive che alimentano ancora di più a tutti i livelli la rabbia contro un governo corrotto fino al midollo. 

Dalla stampa borghese online riportiamo alcune notizie sull'evoluzione delle proteste che vanno avanti da mesi in India contro le manovre del governo fascista di Modi che sta provando a tagliare dagli elenchi degli elettori almeno 130 milioni di persone, soprattutto musulmani, dalit e adivasi come denunciano le studentesse e gli studenti delle università che a loro volta sono diventate bersaglio del governo perché piene di "intellettuali maoisti". Quella che segue è una breve dichiarazione delle studentesse e degli studenti dell'Università Bhaght Singh della capitale.

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il bsCEM ha partecipato alle manifestazioni contro la frode elettorale dell'Hindutva chiedendo il boicottaggio elettorale

11 ottobre 2026

bsCEM ha partecipato alla manifestazione di protesta che è scatenata in tutto il paese contro il SIR e l'attuazione indiretta della CAA-NRC attraverso di essa, che ha cancellato il nome di milioni di persone lavoratrici, in particolare i musulmani, i dalit e gli adivasi. Abbiamo messo in discussione il carattere delle false elezioni parlamentari e abbiamo chiesto alle masse di boicottare le elezioni false. Una società senza sfruttamento si realizzerà solo grazie alla Rivoluzione di Nuova Democrazia. La lotta per portare la Nuova Democrazia continuerà.


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Aggiornamenti in diretta sulla protesta di Delhi: i leader del CJP incontreranno la Polizia di Delhi, marcia di protesta dell'opposizione verso la Corte Suprema

Il leader del Cockroach Janta Party (CJP), Ashutosh Ranka, ha dichiarato che se la Polizia di Delhi non fornisce al partito "una data" entro 24 ore, organizzeranno la loro protesta.

Aggiornato: 12 ottobre 2026 09:50 IST

"Domani alle 10 del mattino, io, Saurav Das, Ratna Singh e altri leader del CJP andremo alla stazione di polizia di Parliamentary Street per ottenere una data per una protesta pacifica a Jantar Mantar", ha detto Ranka in un post su X. (PTI Photo)"Domani alle 10 del mattino, io, Saurav Das, Ratna Singh e altri leader del CJP andremo alla stazione di polizia di Parliamentary Street per ottenere una data per una protesta pacifica a Jantar Mantar", ha detto Ranka in un post su X. (PTI Photo)

I leader del CJP Abhijeet Dipke, Ashutosh Ranka e Saurav Das sono stati rilasciati domenica dopo essere stati portati davanti a un magistrato esecutivo presso la stazione di polizia del Cantonment di Delhi, a seguito del loro arresto preventivo. Il magistrato ha rilasciato i tre a condizione che non "violassero la pace" per un anno, ha dichiarato il responsabile degli affari legali del partito, Ratna Singh. Dipke, Ranka e Das erano stati arrestati all'interno di un volo Air India dopo l'atterraggio a Delhi da Mumbai, in vista della protesta prevista del partito a Jantar Mantar sabato.

Il Cockroach Janta Party (CJP) – che ha chiesto - perché "milioni di persone" siano state infastidite per proteggere il Chief Election Commissioner (CEC) Gyanesh Kumar, ha promesso di portare avanti la sua protesta contro il Commissario Elettorale Capo Gyanesh Kumar per presunte irregolarità nella Revisione Speciale Intensiva (SIR) delle liste elettorali. Questo avviene un giorno dopo che migliaia di persone sono state arrestate in tutta Delhi mentre la polizia impediva ai manifestanti di raggiungere il Jantar Mantar.

Domenica, Ashutosh Ranka del CJP ha dichiarato in un post su X che i leader del partito si rivolgeranno alla polizia per fissare una data per una protesta pacifica. "Domani alle 10 del mattino, io, Saurav Das, Ratna Singh e altri leader del CJP andremo alla stazione di polizia di Parliamentary Street per fissare una data per una protesta pacifica a Jantar Mantar. La polizia di Delhi può darci una data per Jantar Mantar tra 24 ore, oppure faremo un'altra chiamata di protesta noi stessi", ha detto.

I cancelli di ingresso e uscita di sei stazioni della metropolitana di Delhi — Janpath, Mandi House, Barakhamba Road, Central Secretariat, Rajiv Chowk e Patel Chowk — rimarranno chiusi fino alle 16:00 di lunedì, in vista della protesta del Congresso contro il Commissario Elettorale Capo Gyanesh Kumar. Il DMRC ha dichiarato che le strutture di interscambio rimarranno disponibili in tutte e sei le stazioni. Le agenzie di sicurezza esamineranno la situazione, con ulteriori aggiornamenti in arrivo.

Anche tutta l’opposizione parlamentare sulla scia delle proteste popolari e studentesche sta chiedendo le dimissioni di Kumar.

Il Congresso guiderà una marcia dell'opposizione verso la Corte Suprema lunedì, dopo che il Presidente della Corte Suprema dell'India Surya Kant ha rifiutato la richiesta di una riunione, citando casi pendenti e la mancanza di potere della corte di affrontare tali reclami amministrativamente. Guidata da Rahul Gandhi, la delegazione prevede di presentare un memorandum che chieda la sospensione delle liste elettorali al SIR e le dimissioni del CEC Gyanesh Kumar per presunte irregolarità elettorali. La marcia è prevista per le 13:30 da Connaught Place, con la partecipazione dei leader del blocco INDIA e dei gruppi della società civile.

I leader del CJP hanno intensificato le critiche al governo Centrale durante una conferenza stampa. Mettendo in dubbio le misure di sicurezza, hanno detto che il Primo Ministro Narendra Modi e il Ministro dell'Interno dell'Unione Amit Shah "dovrebbero vergognarsi" di permettere che la situazione degeneri in uno scenario "bellicoso". Il deputato John Brittas e la Presidente AISA Neha Bora sono stati tra coloro che sono stati arrestati dalla polizia di Delhi domenica.

La Corte Suprema domenica ha ordinato al Centro di garantire che  i servizi della metropolitana di Delhi funzionino secondo il loro normale orario e che i servizi internet rimangano ininterrotti durante le proteste. I manifestanti chiedevano le dimissioni della CEC. La corte ha affermato che le restrizioni devono rispettare le condizioni di ordine pubblico stabilite dall'articolo 19(2) della Costituzione.

domenica 11 ottobre 2026

Mega-retate per impedire la manifestazione di ieri contro il fascismo in azione di Modi... Ma la protesta è diventata permanente

dal manifesto di oggi

New Delhi, uno degli almeno settemila arresti che ieri hanno cancellato le manifestazioni contro Modi 

Non hanno nemmeno fatto in tempo a uscire dall’aereo. Appena si è aperto il portellone, una decina di agenti della polizia di New Delhi si è fatta largo tra i sedili e ha arrestato Abhijeet Dipke, Ashutosh Ranka e Saurav Das, rispettivamente il fondatore e i due portavoce del Cockroach janata party (Cjp), il movimento degli «scarafaggi» già responsabile delle dimissioni del ministro dell’istruzione quest’estate. Sono i primi arresti eccellenti del 10 ottobre 2026, data che rimarrà impressa a lungo nella storia indiana e soprattutto in quella della Gen Z, la generazione che ieri ha smascherato la deriva autoritaria della democrazia più grande del mondo, plasticamente in azione nella capitale indiana.

NON ERA MAI successo, nemmeno ai tempi del colonialismo britannico, che l’intera New Delhi fosse trasformata in una fortezza, presidiata da decine di migliaia di agenti tra polizia, corpi speciali e divisioni paramilitari. Tutto per impedire la protesta nazionale contro i brogli elettorali di cui è accusato Gyanesh Kumar, il capo della commissione elettorale responsabile – tra le altre cose – della cancellazione frettolosa e sospetta di 130 milioni di nominativi dai registri elettorali nazionali. Nella

pratica, una manifestazione di dissenso nei confronti del premier Narendra Modi come mai se ne sono viste dal 2014 ad oggi.

venerdì 9 ottobre 2026

mentre si prepara la grande mobilitazione di domani, continuano le proteste per la libertà dei 10.000 arrestati dal governo fascista di Modi

 


Domani è prevista un’altra grande mobilitazione in India per continuare la protesta contro il governo che trucca le elezioni e reprime chi lotta.

“In vista della manifestazione prevista per sabato, centinaia di sostenitori del movimento giovanile CJP [il partito degli “scarafaggi”] hanno protestato giovedì nel polo tecnologico di Bengaluru. Molti manifestanti tenevano manifesti con la scritta: "Ogni nome conta, ogni voto conta" e "Fermate l'uccisione della democrazia".

Così scrive il Guardian di oggi: “Un portavoce del CJP, Ashutosh Ranka, ha dichiarato in un post su X giovedì che "almeno 10.000" persone provenienti da manifestazioni del CJP, organizzazioni studentesche, gruppi di base affiliati e partiti politici sono state arrestate in tutto il paese.

“Le autorità di polizia non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento di Reuters. Videocassette pubblicate sulla piattaforma social X mostravano attivisti portati via in furgoni.

“Il Presidente del Parlamento ha dichiarato che tra i detenuti c'era un gruppo di studenti della città occidentale di Pune diretti alla protesta del 10 ottobre a Delhi. Ha detto che venivano portati via in autobus verso un luogo sconosciuto.”

“La polizia ha barricato l'area di Delhi in vista delle manifestazioni previste per sabato.”

La notizia delle enormi manifestazioni in India contro il governo fascista hindutva man mano viene riportata da altre testate giornalistiche, da quelle internazionali come il New York Times a la Repubblica in Italia... dove ancora una volta sono i “compagni del movimento” che “non si accorgono” di ciò che succede nel paese più grande del mondo!

giovedì 8 ottobre 2026

“India, esplode la protesta contro Modi”, e ancora milioni partecipano alle manifestazioni contro il governo della corruzione e della repressione

  

“India, esplode la protesta contro Modi per le liste elettorali” è il titolo oggi di un articolo del Sole 24 Ore. Più che per le liste si tratta proprio di brogli elettorali e ciò significa che se anche il quotidiano dei padroni italiani adesso se ne occupa vuol dire che la situazione in India sta peggiorando per il governo del fascista indù Modi, governo con il quale il governo italiano della fascista Meloni fa tanti affari e con il quale è in corso il progetto Imec.

“Il governo del primo ministro indiano Narendra Modi – scrive inifatti il quotidiano - è stato messo sotto pressione per la seconda volta nel giro di pochi mesi ieri dopo che le opposizioni hanno tentato di marciare verso la sede dell’Election Commission of India per chiedere le dimissioni del suo capo.”

Questo capo della Commissione Elettorale si chiama Kumar ed è stato eletto, insieme agli altri due membri della Commissione, da un’altra Commissione che guarda caso è composta dallo stesso Modi e dal suo braccio destro fascista “nonché titolare degli Interni, nonché stratega elettorale del partito del premier, Amit Shah.”

Da un’inchiesta giornalistica è partita la denuncia di questa sfacciata violazione di ogni regola elettorale

ed è partita anche la protesta. Nella sostanza questa Commissione al servizio di Modi ha cancellato fino ad ora circa 130  milioni di nomi “dalle liste degli aventi diritto, in parte elettori deceduti o migranti interni conteggiati più volte, in parte persone sulle quali la Commissione elettorale ha ribaltato l’onere della prova, chiedendo che dimostrassero di essere cittadini mediante documenti non sempre facili da reperire e rifiutandosi – fino all’intervento della Corte Suprema – di accettarne altri di uso comune.” È stato più chiaro a tutti, a questo punto, come è stata ottenuta la vittoria alle elezioni del West Bengal: “Le opposizioni hanno accusato la Commissione di aver inquinato i risultati elettorali – come quello che per la prima volta ha visto il Bjp di Modi trionfare in West Bengal – escludendo milioni di cittadini musulmani e appartenenti ai ceti popolari”.

Contro tutto questo, contro la “più popolosa democrazia del pianeta”, come continua a chiamarla il quotidiano dei padroni, dalla quale però deve ammettere con una certa riluttanza che sono emerse dinamiche “affatto democratiche”, si sono riversati nelle strade di New Delhi i manifestanti, “in parte attivisti di partito, in parte sostenitori del movimento giovanile di protesta Cockroach Janta Party”, i giovani che hanno fatto dimettere il ministro dell’istruzione, che sono stati fermati dalla polizia che si è barricata nel centro della città “prima di poter raggiungere l’edificio del centro di New Delhi. Nonostante questo sono riusciti a far fare un salto di qualità alle proteste iniziate lo scorso fine settimana, costringendo sulle difensive una coalizione di governo abituata a ignorare le  manifestazioni di dissenso”.

Dentro la crisi generale, queste manifestazioni di milioni di persone, soprattutto di giovani e di quello che chiamano il ceto medio, tutti colpiti dalla disoccupazione e dall’inflazione e quindi sempre più impoverito, stanno colpendo duramente il regime corrotto fascista e repressivo hindutva di Modi, completamente delegittimato agli occhi del proletariato e delle masse popolari perché sempre più al servizio dell’imperialismo e dei ricchi e che devono continuare a lottare per abbatterlo.

martedì 6 ottobre 2026

Le universitarie manifestano in molte città contro il patriarcato e contro la violenza della polizia contro le donne - "Non c'è liberazione femminile senza rivoluzione, e nessuna rivoluzione senza liberazione femminile"

Anche le donne scendono sempre più in piazza a protestare contro la violenza della polizia al comando del governo fascista di Modi che rappresenta al massimo grado l'aspetto del patriarcato dentro lo sviluppo del capitalismo

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4 ottobre 2026

 

Oggi, 1° ottobre 2026, gli studenti della BHU (Banaras Hindu University) hanno organizzato una marcia di protesta dal VT fino all'incrocio MMV, sostenuta dall'unità di Varanasi della Bhagat Singh Students Morcha. Un gran numero di studenti della BHU — in particolare studentesse — si è sollevato contro il patriarcato.
L'aumento dei crimini contro le donne nel paese dimostra che il partito parlamentare al potere sfrutta questa questione solo per vincere le elezioni, mentre la sua vera agenda è saccheggiare e sfruttare il settore pubblico per i prossimi cinque anni. Se guardiamo a qualsiasi partito parlamentare, le sue file sono composte da leader che spesso sono stupratori — individui che godono della protezione statale. È una conseguenza del crescente fascismo brahminico Hindutva che le amministrazioni della BHU e di altre università incoraggino squadre di scagnozzi affiliati al BJP-RSS ad attaccare gli studenti. Proprio queste bande di teppisti e scagnozzi si muovono apertamente impunemente dopo aver molestato o violentato donne. Possiamo citare l'esempio recente di Swatantra Bhardwaj, o figure come Brij Bhushan, Prajwal Revanna, Asaram e Ram Rahim — insieme a vari altri guru religiosi e politici — che sono apertamente protetti dall'establishment al potere.
Sono state adottate misure preventive per impedire alle studentesse di unirsi alla marcia di oggi, eppure, riconoscendo la propria forza, si sono presentate in gran numero. Il campus della BHU non è sicuro per le donne; qui, quando le studentesse alzano la voce, il personale di sicurezza maschile le trascina, le picchia con i grandi bastoni, e le sottopongono a una sorveglianza morale. L'amministrazione universitaria stessa protegge questi autori; le denunce contro di loro non portano ad azioni e, al contrario, gli studenti subiscono molestie da parte di comitati disciplinari. I teppisti e gli scagnozzi presenti qui sono protetti, così come i professori che nutrono atteggiamenti anti-donne. Il patriarcato presente nella società è un prodotto del sistema di disuguaglianza economica. Pertanto, il patriarcato non può essere sradicato dalla società senza uguaglianza economica.
Il Bhagat Singh Students' Morcha invita tutti gli studenti, operai, professori e intellettuali a unirsi e intensificare la lotta contro l'ondata crescente del fascismo brahminico Hindutva; questa è la via verso la liberazione femminile.
Non c'è liberazione femminile senza rivoluzione, e nessuna rivoluzione senza liberazione femminile.
Distruggiamo il patriarcato!
Distruggiamo Manuvad!
Distruggiamo il brahmanismo!
Distruggiamo il feudalesimo!
Distruggiamo l'imperialismo!
Viva la rivoluzione!

Il Fronte Studentesco Rivoluzionario denuncia il tentativo di attacco dei fascisti hindutva al campus universitario

La repressione del governo indiano fascista hindutva di Modi non ha nessuna intenzione di fermarsi, anzi, si intensifica a mano a mano che le masse protestano soprattutto contro il governo che si mostra sempre più il governo della corruzione ad ogni livello e al servizio dei ricchi padroni delle multinazionali interne e internazionali che svende letteralmente il paese.

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Il Fronte Studentesco Rivoluzionario denuncia il tentativo di attacco dei fascisti hindutva di attaccare il campus universitario e chiede un immediato sit-in

4 ottobre 2026

Compagni, una banda di scagnozzi dell'RSS-BJP è arrivata oggi al campus del SRFTI per lanciare un attacco sotto la copertura di un 'raduno Jagaran indù'. Una grande folla è stata mobilitata per aggredire gli studenti. Prevedendo un altro attacco al SRFTI, l'Unione Studentesca ha inviato un'email alla polizia statale chiedendo la cancellazione del permesso per questo raduno e richiedendo misure di sicurezza attive per proteggere gli studenti; tuttavia, la polizia non ha fatto niente. Come era successo prima, i teppisti hanno iniziato a lanciare bottiglie e pietre contro gli studenti e stanno urlando insulti verbali. La situazione sta peggiorando. Chi è vicino, si rechi immediatamente nel campus. Rafforziamo la resistenza di massa per proteggere gli studenti e opporsi a questi scagnozzi dell'Hindutva.


giovedì 1 ottobre 2026

La Giornata Internazionale di Solidarietà e Lotta lanciata dal Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India (ICSPWI) del 26 settembre, si è sviluppata in Italia in 9 città da Nord a Sud toccando vari settori in lotta.

 La giornata fa parte di una campagna internazionale prolungata lanciata nel marzo 2025 che sta toccando molti paesi in tutti i continenti, in particolare in questa congiuntura in cui mentre il regime fascista hindutva di Modi dichiara che la guerra di popolo diretta dal Partito Comunista dell'India (Maoista) è stata sconfitta militarmente tramite la genocida operazione militare Kagaar, in tutta la federazione indiana sono esplose decine e decine di proteste contro l'operazione Kagaar stessa e i brutali massacri delle popolazioni adivasi, contro gli omicidi illegali di compagni e guerriglieri assassinati in falsi scontri, contro le detenzioni di compagni maoisti ma anche attivisti democratici e progressisti che protestano contro tutto cio'.

Inoltre in India si sviluppano movimenti di protesta di massa contro il regime hindutva di Modi, uno su tutti l'enorme movimento studentesco autodefinitosi degli "scarafaggi", che è riuscito a far dimettere il ministro dell'istruzione.

Dopo questa vittoria assistiamo ad altre lotte nel campo dell'istruzione di collettivi studenteschi rivoluzionari come il Revolutionary Students' Front (RSF) o  il Baghat Singh Student Morcha che legano le lotte studentesche (come la repressione poliziesca nei campus universitari, l'ingerenza di gruppi estremisti indù legati direttamente al primo ministro, la corruzione in generale) alle battaglie rivoluzionarie, non ultima quella contro la pena di morte per i cosiddetti "Janagha 10" ovvero 10 compagni del PCI (Maoista).

Il mese scorso il regime di Modi ha quindi dichiarato che adesso la "guerra" si sposta dalle foreste alle città e l'obiettivo sono quelli che lui ha definito i "dimagi naxals" ovvero gli intellettuali naxaliti (maoisti).

Questa etichetta comprende tutti gli attivisti, non solo rivoluzionari, ma anche democratici e progressisti che osano denunciare e sfidare l'attuale regime hindutva di Modi che procede spedito verso l'hindustificazione della società indiana schiacciando tutti i movimenti di liberazione nazionale presenti, tutte le altre confessioni religiose e chiunque dissenta.

Sul piano esterno il regime hindutva in primo luogo salda la sua alleanza ideologico/strategica con l'altro regime genocida per eccellenza ovvero quello sionista, continua ad essere baluardo al servizio dell'imperialismo yankee per contenere l'espansione cinese in sud Asia, dall'altro collude con l'altro campo imperialista rappresentato da Russia e con lo stesso socialimperialismo cinese tramite l'alleanza economica dei BRICS per portare avanti il proprio piano di "sviluppo" interno verso un capitalismo non più dipendente (burocratico-compradore) ma compiuto (imperialista).

Tutto cio' e altro è stato portato nelle piazze e sui luoghi di lavoro in Italia dove la campagna si è sviluppata, inoltre in tutte queste iniziative è stato diffuso l'ultimo documento del PCI (Maoista) – Comitato del Nord "Celebrate the 22rd anniversary of the party’s formation everywhere with revolutionary zeal and enthusiasm!". Segue report.

mercoledì 30 settembre 2026

Sulla giornata internazionale di solidarietà e lotta con le masse indiane del 26 settembre

Il 26 settembre, è stata la giornata internazionale di solidarietà e lotta con le masse indiane in armi e in lotta in questo Paese. È stata una giornata dedicata innanzitutto ai prigionieri politici nelle carceri indiani. L'India è il Paese con il maggior numero di prigionieri politici nel mondo. Se ne contano oltre diecimila e sono arrestati per mille ragioni perché dipendono da mille lotte contro il regime di Modi, che è un regime fascista, alleato e a servizio dell'imperialismo mondiale. E quando si dice imperialismo mondiale vuol dire che il regime di Modi è a servizio innanzitutto dei Paesi imperialisti della sua stessa natura, quelli più reazionari e fascisti, in particolare Trump e l'imperialismo americano e il regime sionista genocida israeliano di Netanyahu, ma anche dei regimi reazionari nei Paesi imperialisti, Modi è anche grande amico e alleato del governo moderno fascismo della Meloni. Ma Modi e il suo regime sono al servizio e legati ad altri Paesi imperialisti: la Russia imperialista con la quale mantiene rapporti militari e economici legati in gran parte ai problemi delle fonti di energie e non solo. Lo stesso rapporto con la Cina imperialista è di collusione e contrasto, perché chiaramente l'India si considera il grande rivale in tutta l'area e della Cina, ma nello stesso tempo vuole fare come la Cina, che vuol dire seguire le vie di sviluppo capitalistico imperialistico della Cina; ma nello stesso tempo, essendo in un'area complessa di contraddizioni interimperialiste, si mantiene le mani libere per quanto riguarda le alleanze imperialiste in funzione e nella prospettiva della guerra.

Detto questo, i prigionieri politici in India sono innanzitutto coloro che sviluppano la guerra di popolo, vale a dire il gigantesco movimento che ha raccolto decine di migliaia di combattenti e milioni di masse in lotta, tanto da parlare di “Corridoio Rosso”, cioè una serie di Stati e Regioni in cui la guerra di

popolo, guidata dai maoisti, è stata considerata ed è tuttora il principale nemico del regime di Modi. La “principale minaccia interna” è stata chiamata non solo dal regime di Modi, ma dall'imperialismo americano e da tutti coloro che sono con l'India collegati.

domenica 27 settembre 2026

Le manifestazioni in diverse città in occasione della giornata internazionale di solidarietà e lotta del 26 settembre - Palermo

 

 a Palermo forte e combattiva manifestazione popolare nella giornata internazionale di solidarietà e lotta del 26 settembre

 

Comunicato 
A Palermo in una delle principali e affollate vie del centro storico, frequentata in particolare da migranti e adiacente ad una delle sedi dell’Università di Palermo è stata fatta l’iniziativa del Comitato di sostegno alla guerra popolare in India all’interno della giornata di solidarietà e di azione internazionale del 26 settembre.
Innanzi tutto protagonista è stata l’informazione, o per meglio dire la controinformazione sull’India e su ciò che succede in quel paese, che è di fatto inesistente in molteplici paesi compreso l’Italia imperialista. Molte persone che si sono fermate a guardare i cartelli/mostra, ad ascoltare gli interventi di denuncia costante al megafono o a parlare davanti al banchetto dei materiali, hanno confermato proprio questo aspetto e in diversi hanno ringraziato per aver fatto conoscere la condizione di oppressione/repressione subita dal popolo indiano, da parte del regime fascista di Modi, vedi la recente e criminale operazione Kagaar, così la riposta rivoluzionaria a tutto questo con la guerra di popolo guidata dal Partito comunista maoista dell’India, la questione dei prigionieri e prigioniere politici con l’appello a schierarsi in solidarietà per la loro libertà, la denuncia del governo fascista Meloni complice che stringe accordi economici/militari con regimi genocidari come quello di Modi, uno dei più forti alleati dello Stato nazisionista e genocida di Israele/Netanyahu, 
il migliore sostegno internazionalista al popolo indiano così come al popolo palestinese è lottare in questo paese a tutto campo contro il governo Meloni per cacciarlo. 
Dell’India ne parlano i media dei padroni e della borghesia al potere ma dal punto di vista dei loro interessi capitalisti e imperialisti e non dal punto di vista degli interessi del popolo indiano che si ribella e lotta contro una condizione di sfruttamento e oppressione pesantissima e per costruire con la lotta rivoluzionaria e la guerra popolare una società diversa non più basata sullo sfruttamento di classe. 
Il movimento in Italia in generale sottovaluta o non si interessa dell’India e di quanto accade in quel paese e questo non è un bene, è stato detto anche durante l’iniziativa, perché  solo guardando ai legami politici/economici che ci sono tra il governo Meloni e il governo indiano Modi con la sua alleanza stretta con il nazisionismo di Israele contro la Palestina e la resistenza del popolo palestinese, dovrebbe essere quasi naturale il sostegno internazionalista alla lotta, alla guerra di popolo rivoluzionaria del popolo indiano.
I compagni presenti sono stati tutti attivi nella distribuzione di centinaia di volantini dati ai passanti, tra i quali tanti immigrati (anche diversi turisti hanno voluto sapere e si sono fermati incuriositi dai pannelli).
Visto che il presidio si è tenuto anche davanti alla facoltà universitaria di giurisprudenza, ciò ha dato l’occasione di parlare anche con gruppi di studenti di diritti assolutamente negati in India per gli studenti pesantemente repressi (vedi il movimento degli Scarafaggi che ha però inferto un colpo al governo Modi costringendo alle dimissioni il ministro dell’Istruzione, la corruzione dilaga in quel ministero e non solo), diritti basilari negati ai lavoratori, contadini, alle tribù adivasi, alle donne che subiscono una violenza indicibile ma che in tantissime hanno trasformato questa violenza in leva per ribellarsi e unirsi alla guerra popolare, ma anche di diritto internazionale che in paesi come l’India o la Palestina di fatto non esistono. Apprezzato il legame portato anche con pannelli e locandine “dall’India alla Palestina”, e con i volantini diffusi. 
Sono stati diffusi due volantini in particolare, quello generale sulla situazione in India – guerra popolare e repressione del governo fascista hindutva -  e quello sulla lotta degli studenti che hanno messo in pericolo il governo Modi e costretto alle dimissioni il ministro dell’Istruzione.
Tra i materiali più importanti diffuso l’ultimo documento del PCI (maoista), mentre sul banchetto anche libri e dossier presi anche da alcuni partecipanti all’iniziativa e da alcuni passanti.


















 

a Taranto la giornata internazionale di solidarietà e lotta per l'India

la giornata si è fusa per due giorni con le iniziative contro la base navale nato e la guerra, e alla manifestazione regionale per la palestina a bari per chiudere il consolato israeliano/ 

striscioni, locandine e pannelli nella zona abitata da indiani e migranti di diversi paesi,...e non è finita prosegue con una assemblea il 29