Domani è prevista un’altra grande mobilitazione in India per continuare la protesta contro il governo che trucca le elezioni e reprime chi lotta.
“In vista della manifestazione prevista per sabato, centinaia di sostenitori del movimento giovanile CJP [il partito degli “scarafaggi”] hanno protestato giovedì nel polo tecnologico di Bengaluru. Molti manifestanti tenevano manifesti con la scritta: "Ogni nome conta, ogni voto conta" e "Fermate l'uccisione della democrazia".
Così scrive il Guardian di oggi: “Un portavoce del CJP, Ashutosh Ranka, ha dichiarato in un post su X giovedì che "almeno 10.000" persone provenienti da manifestazioni del CJP, organizzazioni studentesche, gruppi di base affiliati e partiti politici sono state arrestate in tutto il paese.
“Le autorità di polizia non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento di Reuters. Videocassette pubblicate sulla piattaforma social X mostravano attivisti portati via in furgoni.
“Il Presidente del Parlamento ha dichiarato che tra i detenuti c'era un gruppo di studenti della città occidentale di Pune diretti alla protesta del 10 ottobre a Delhi. Ha detto che venivano portati via in autobus verso un luogo sconosciuto.”
“La polizia ha barricato l'area di Delhi in vista delle manifestazioni previste per sabato.”
La notizia delle enormi manifestazioni in India contro il governo fascista hindutva man mano viene riportata da altre testate giornalistiche, da quelle internazionali come il New York Times a la Repubblica in Italia... dove ancora una volta sono i “compagni del movimento” che “non si accorgono” di ciò che succede nel paese più grande del mondo!
“India, esplode la protesta contro Modi per le liste elettorali” è il titolo oggi di un articolo del Sole 24 Ore. Più che per le liste si tratta proprio di brogli elettorali e ciò significa che se anche il quotidiano dei padroni italiani adesso se ne occupa vuol dire che la situazione in India sta peggiorando per il governo del fascista indù Modi, governo con il quale il governo italiano della fascista Meloni fa tanti affari e con il quale è in corso il progetto Imec.
“Il governo del primo ministro indiano Narendra Modi – scrive inifatti il quotidiano - è stato messo sotto pressione per la seconda volta nel giro di pochi mesi ieri dopo che le opposizioni hanno tentato di marciare verso la sede dell’Election Commission of India per chiedere le dimissioni del suo capo.”
Questo capo della Commissione Elettorale si chiama Kumar ed è stato eletto, insieme agli altri due membri della Commissione, da un’altra Commissione che guarda caso è composta dallo stesso Modi e dal suo braccio destro fascista “nonché titolare degli Interni, nonché stratega elettorale del partito del premier, Amit Shah.”
Da un’inchiesta giornalistica è partita la denuncia di questa sfacciata violazione di ogni regola elettorale
ed è partita anche la protesta. Nella sostanza questa Commissione al servizio di Modi ha cancellato fino ad ora circa 130milioni di nomi “dalle liste degli aventi diritto, in parte elettori deceduti o migranti interni conteggiati più volte, in parte persone sulle quali la Commissione elettorale ha ribaltato l’onere della prova, chiedendo che dimostrassero di essere cittadini mediante documenti non sempre facili da reperire e rifiutandosi – fino all’intervento della Corte Suprema – di accettarne altri di uso comune.” È stato più chiaro a tutti, a questo punto, come è stata ottenuta la vittoria alle elezioni del West Bengal: “Le opposizioni hanno accusato la Commissione di aver inquinato i risultati elettorali – come quello che per la prima volta ha visto il Bjp di Modi trionfare in West Bengal – escludendo milioni di cittadini musulmani e appartenenti ai ceti popolari”.
Contro tutto questo, contro la “più popolosa democrazia del pianeta”, come continua a chiamarla il quotidiano dei padroni, dalla quale però deve ammettere con una certa riluttanza che sono emerse dinamiche “affatto democratiche”, si sono riversati nelle strade di New Delhi i manifestanti, “in parte attivisti di partito, in parte sostenitori del movimento giovanile di protesta Cockroach Janta Party”, i giovani che hanno fatto dimettere il ministro dell’istruzione, che sono stati fermati dalla polizia che si è barricata nel centro della città “prima di poter raggiungere l’edificio del centro di New Delhi. Nonostante questo sono riusciti a far fare un salto di qualità alle proteste iniziate lo scorso fine settimana, costringendo sulle difensive una coalizione di governo abituata a ignorare le manifestazioni di dissenso”.
Dentro la crisi generale, queste manifestazioni di milioni di persone, soprattutto di giovani e di quello che chiamano il ceto medio, tutti colpiti dalla disoccupazione e dall’inflazione e quindi sempre più impoverito, stanno colpendo duramente il regime corrotto fascista e repressivo hindutva di Modi, completamente delegittimato agli occhi del proletariato e delle masse popolari perché sempre più al servizio dell’imperialismo e dei ricchi e che devono continuare a lottare per abbatterlo.
Anche le donne scendono sempre più in piazza a protestare contro la violenza della polizia al comando del governo fascista di Modi che rappresenta al massimo grado l'aspetto del patriarcato dentro lo sviluppo del capitalismo
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4 ottobre 2026
Oggi, 1° ottobre 2026, gli studenti della BHU (Banaras Hindu
University) hanno organizzato una marcia di protesta dal VT fino all'incrocio
MMV, sostenuta dall'unità di Varanasi della Bhagat Singh Students Morcha. Un
gran numero di studenti della BHU — in particolare studentesse — si è sollevato
contro il patriarcato.
L'aumento dei crimini contro le donne nel paese dimostra che il partito
parlamentare al potere sfrutta questa questione solo per vincere le elezioni,
mentre la sua vera agenda è saccheggiare e sfruttare il settore pubblico per i
prossimi cinque anni. Se guardiamo a qualsiasi partito parlamentare, le sue file
sono composte da leader che spesso sono stupratori — individui che godono della
protezione statale. È una conseguenza del crescente fascismo brahminico
Hindutva che le amministrazioni della BHU e di altre università incoraggino
squadre di scagnozzi affiliati al BJP-RSS ad attaccare gli studenti. Proprio
queste bande di teppisti e scagnozzi si muovono apertamente impunemente dopo
aver molestato o violentato donne. Possiamo citare l'esempio recente di
Swatantra Bhardwaj, o figure come Brij Bhushan, Prajwal Revanna, Asaram e Ram
Rahim — insieme a vari altri guru religiosi e politici — che sono apertamente
protetti dall'establishment al potere.
Sono state adottate misure preventive per impedire alle studentesse di unirsi
alla marcia di oggi, eppure, riconoscendo la propria forza, si sono presentate
in gran numero. Il campus della BHU non è sicuro per le donne; qui, quando le
studentesse alzano la voce, il personale di sicurezza maschile le trascina, le
picchia con i grandi bastoni, e le sottopongono a una sorveglianza morale.
L'amministrazione universitaria stessa protegge questi autori; le denunce
contro di loro non portano ad azioni e, al contrario, gli studenti subiscono
molestie da parte di comitati disciplinari. I teppisti e gli scagnozzi presenti
qui sono protetti, così come i professori che nutrono atteggiamenti anti-donne.
Il patriarcato presente nella società è un prodotto del sistema di
disuguaglianza economica. Pertanto, il patriarcato non può essere sradicato
dalla società senza uguaglianza economica.
Il Bhagat Singh Students' Morcha invita tutti gli studenti, operai, professori
e intellettuali a unirsi e intensificare la lotta contro l'ondata crescente del
fascismo brahminico Hindutva; questa è la via verso la liberazione femminile.
Non c'è liberazione femminile senza rivoluzione, e nessuna rivoluzione senza
liberazione femminile.
Distruggiamo il patriarcato!
Distruggiamo Manuvad!
Distruggiamo il brahmanismo!
Distruggiamo il feudalesimo!
Distruggiamo l'imperialismo!
Viva la rivoluzione!
La repressione del governo indiano fascista hindutva di Modi non ha nessuna intenzione di fermarsi, anzi, si intensifica a mano a mano che le masse protestano soprattutto contro il governo che si mostra sempre più il governo della corruzione ad ogni livello e al servizio dei ricchi padroni delle multinazionali interne e internazionali che svende letteralmente il paese.
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Il Fronte Studentesco
Rivoluzionario denuncia il tentativo di attacco dei fascisti hindutva di
attaccare il campus universitario e chiede un immediato sit-in
4 ottobre 2026
Compagni, una banda di scagnozzi dell'RSS-BJP è arrivata
oggi al campus del SRFTI per lanciare un attacco sotto la copertura di un
'raduno Jagaran indù'. Una grande folla è stata mobilitata per aggredire gli
studenti. Prevedendo un altro attacco al SRFTI, l'Unione Studentesca ha inviato
un'email alla polizia statale chiedendo la cancellazione del permesso per
questo raduno e richiedendo misure di sicurezza attive per proteggere gli
studenti; tuttavia, la polizia non ha fatto niente. Come era successo prima, i
teppisti hanno iniziato a lanciare bottiglie e pietre contro gli studenti e
stanno urlando insulti verbali. La situazione sta peggiorando. Chi è vicino, si
rechi immediatamente nel campus. Rafforziamo la resistenza di massa per
proteggere gli studenti e opporsi a questi scagnozzi dell'Hindutva.
La giornata fa parte di una campagna internazionale prolungata lanciata nel marzo 2025 che sta toccando molti paesi in tutti i continenti, in particolare in questa congiuntura in cui mentre il regime fascista hindutva di Modi dichiara che la guerra di popolo diretta dal Partito Comunista dell'India (Maoista) è stata sconfitta militarmente tramite la genocida operazione militare Kagaar, in tutta la federazione indiana sono esplose decine e decine di proteste contro l'operazione Kagaar stessa e i brutali massacri delle popolazioni adivasi, contro gli omicidi illegali di compagni e guerriglieri assassinati in falsi scontri, contro le detenzioni di compagni maoisti ma anche attivisti democratici e progressisti che protestano contro tutto cio'.
Inoltre in India si sviluppano movimenti di protesta di massa contro il regime hindutva di Modi, uno su tutti l'enorme movimento studentesco autodefinitosi degli "scarafaggi", che è riuscito a far dimettere il ministro dell'istruzione.
Dopo questa vittoria assistiamo ad altre lotte nel campo dell'istruzione di collettivi studenteschi rivoluzionari come il Revolutionary Students' Front (RSF) o il Baghat Singh Student Morcha che legano le lotte studentesche (come la repressione poliziesca nei campus universitari, l'ingerenza di gruppi estremisti indù legati direttamente al primo ministro, la corruzione in generale) alle battaglie rivoluzionarie, non ultima quella contro la pena di morte per i cosiddetti "Janagha 10" ovvero 10 compagni del PCI (Maoista).
Il mese scorso il regime di Modi ha quindi dichiarato che adesso la "guerra" si sposta dalle foreste alle città e l'obiettivo sono quelli che lui ha definito i "dimagi naxals" ovvero gli intellettuali naxaliti (maoisti).
Questa etichetta comprende tutti gli attivisti, non solo rivoluzionari, ma anche democratici e progressisti che osano denunciare e sfidare l'attuale regime hindutva di Modi che procede spedito verso l'hindustificazione della società indiana schiacciando tutti i movimenti di liberazione nazionale presenti, tutte le altre confessioni religiose e chiunque dissenta.
Sul piano esterno il regime hindutva in primo luogo salda la sua alleanza ideologico/strategica con l'altro regime genocida per eccellenza ovvero quello sionista, continua ad essere baluardo al servizio dell'imperialismo yankee per contenere l'espansione cinese in sud Asia, dall'altro collude con l'altro campo imperialista rappresentato da Russia e con lo stesso socialimperialismo cinese tramite l'alleanza economica dei BRICS per portare avanti il proprio piano di "sviluppo" interno verso un capitalismo non più dipendente (burocratico-compradore) ma compiuto (imperialista).
Tutto cio' e altro è stato portato nelle piazze e sui luoghi di lavoro in Italia dove la campagna si è sviluppata, inoltre in tutte queste iniziative è stato diffuso l'ultimo documento del PCI (Maoista) – Comitato del Nord "Celebrate the 22rd anniversary of the party’s formation everywhere with revolutionary zeal and enthusiasm!". Segue report.
Il 26 settembre, è stata la giornata internazionale di solidarietà e lotta con le masse indiane in armi e in lotta in questo Paese. È stata una giornata dedicata innanzitutto ai prigionieri politici nelle carceri indiani. L'India è il Paese con il maggior numero di prigionieri politici nel mondo. Se ne contano oltre diecimila e sono arrestati per mille ragioni perché dipendono da mille lotte contro il regime di Modi, che è un regime fascista, alleato e a servizio dell'imperialismo mondiale. E quando si dice imperialismo mondiale vuol dire che il regime di Modi è a servizio innanzitutto dei Paesi imperialisti della sua stessa natura, quelli più reazionari e fascisti, in particolare Trump e l'imperialismo americano e il regime sionista genocida israeliano di Netanyahu, ma anche dei regimi reazionari nei Paesi imperialisti, Modi è anche grande amico e alleato del governo moderno fascismo della Meloni. Ma Modi e il suo regime sono al servizio e legati ad altri Paesi imperialisti: la Russia imperialista con la quale mantiene rapporti militari e economici legati in gran parte ai problemi delle fonti di energie e non solo. Lo stesso rapporto con la Cina imperialista è di collusione e contrasto, perché chiaramente l'India si considera il grande rivale in tutta l'area e della Cina, ma nello stesso tempo vuole fare come la Cina, che vuol dire seguire le vie di sviluppo capitalistico imperialistico della Cina; ma nello stesso tempo, essendo in un'area complessa di contraddizioni interimperialiste, si mantiene le mani libere per quanto riguarda le alleanze imperialiste in funzione e nella prospettiva della guerra.
Detto questo, i prigionieri politici in India sono innanzitutto coloro che sviluppano la guerra di popolo, vale a dire il gigantesco movimento che ha raccolto decine di migliaia di combattenti e milioni di masse in lotta, tanto da parlare di “Corridoio Rosso”, cioè una serie di Stati e Regioni in cui la guerra di
popolo, guidata dai maoisti, è stata considerata ed è tuttora il principale nemico del regime di Modi. La “principale minaccia interna” è stata chiamata non solo dal regime di Modi, ma dall'imperialismo americano e da tutti coloro che sono con l'India collegati.
a Palermo forte e combattiva manifestazione popolare nella giornata internazionale di solidarietà e lotta del 26 settembre
Comunicato
A Palermo in una delle principali e affollate vie del centro storico, frequentata in particolare da migranti e adiacente ad una delle sedi dell’Università di Palermo è stata fatta l’iniziativa del Comitato di sostegno alla guerra popolare in India all’interno della giornata di solidarietà e di azione internazionale del 26 settembre.
Innanzi tutto protagonista è stata l’informazione, o per meglio dire la controinformazione sull’India e su ciò che succede in quel paese, che è di fatto inesistente in molteplici paesi compreso l’Italia imperialista. Molte persone che si sono fermate a guardare i cartelli/mostra, ad ascoltare gli interventi di denuncia costante al megafono o a parlare davanti al banchetto dei materiali, hanno confermato proprio questo aspetto e in diversi hanno ringraziato per aver fatto conoscere la condizione di oppressione/repressione subita dal popolo indiano, da parte del regime fascista di Modi, vedi la recente e criminale operazione Kagaar, così la riposta rivoluzionaria a tutto questo con la guerra di popolo guidata dal Partito comunista maoista dell’India, la questione dei prigionieri e prigioniere politici con l’appello a schierarsi in solidarietà per la loro libertà, la denuncia del governo fascista Meloni complice che stringe accordi economici/militari con regimi genocidari come quello di Modi, uno dei più forti alleati dello Stato nazisionista e genocida di Israele/Netanyahu,
il migliore sostegno internazionalista al popolo indiano così come al popolo palestinese è lottare in questo paese a tutto campo contro il governo Meloni per cacciarlo.
Dell’India ne parlano i media dei padroni e della borghesia al potere ma dal punto di vista dei loro interessi capitalisti e imperialisti e non dal punto di vista degli interessi del popolo indiano che si ribella e lotta contro una condizione di sfruttamento e oppressione pesantissima e per costruire con la lotta rivoluzionaria e la guerra popolare una società diversa non più basata sullo sfruttamento di classe.
Il movimento in Italia in generale sottovaluta o non si interessa dell’India e di quanto accade in quel paese e questo non è un bene, è stato detto anche durante l’iniziativa, perché solo guardando ai legami politici/economici che ci sono tra il governo Meloni e il governo indiano Modi con la sua alleanza stretta con il nazisionismo di Israele contro la Palestina e la resistenza del popolo palestinese, dovrebbe essere quasi naturale il sostegno internazionalista alla lotta, alla guerra di popolo rivoluzionaria del popolo indiano.
I compagni presenti sono stati tutti attivi nella distribuzione di centinaia di volantini dati ai passanti, tra i quali tanti immigrati (anche diversi turisti hanno voluto sapere e si sono fermati incuriositi dai pannelli).
Visto che il presidio si è tenuto anche davanti alla facoltà universitaria di giurisprudenza, ciò ha dato l’occasione di parlare anche con gruppi di studenti di diritti assolutamente negati in India per gli studenti pesantemente repressi (vedi il movimento degli Scarafaggi che ha però inferto un colpo al governo Modi costringendo alle dimissioni il ministro dell’Istruzione, la corruzione dilaga in quel ministero e non solo), diritti basilari negati ai lavoratori, contadini, alle tribù adivasi, alle donne che subiscono una violenza indicibile ma che in tantissime hanno trasformato questa violenza in leva per ribellarsi e unirsi alla guerra popolare, ma anche di diritto internazionale che in paesi come l’India o la Palestina di fatto non esistono. Apprezzato il legame portato anche con pannelli e locandine “dall’India alla Palestina”, e con i volantini diffusi.
Sono stati diffusi due volantini in particolare, quello generale sulla situazione in India – guerra popolare e repressione del governo fascista hindutva - e quello sulla lotta degli studenti che hanno messo in pericolo il governo Modi e costretto alle dimissioni il ministro dell’Istruzione.
Tra i materiali più importanti diffuso l’ultimo documento del PCI (maoista), mentre sul banchetto anche libri e dossier presi anche da alcuni partecipanti all’iniziativa e da alcuni passanti.
la giornata si è fusa per due giorni con le iniziative contro la base navale nato e la guerra, e alla manifestazione regionale per la palestina a bari per chiudere il consolato israeliano/
striscioni, locandine e pannelli nella zona abitata da indiani e migranti di diversi paesi,...e non è finita prosegue con una assemblea il 29
a bologna affissione delle locandine in alcuni punti della città - non ci sono immagini
Corrispondenza da Ravenna
La voce della campagna internazionalista a sostegno della guerra di popolo in India si è fatta sentire all'assemblea di oggi a Ravenna del sindacato Usb, un'assemblea, a cui seguirà la mobilitazione del 30 ottobre che dai porti si estenda a tutti i lavoratori contro lo scaricamento dell'economia di guerra. una voce accompagnata dall'affissione della locandina, dal volantinaggio all'interno di una sala stracolma di persone e dall'intervento diretto.
Dell'India ne parlano i giornali dei padroni e i governi imperialisti ma di questa realtà non se ne occupano i movimenti, quello antimperialista, contro la guerra, della solidarietà alla Palestina,
"e questo è un problema per noi", è stato l'esordio dell'intervento. "Voglio accendere un riflettore sull'India, sulla situazione delle masse rivoluzionarie e sul fascismo hindutva del regime di Modi.
IMEC è una tratta commerciale che collega sì Israele, l'Italia e l'Europa; ma il compagno nell'introduzione ha dimenticato di dire da dove parte: parte dall'India, stato importante per gli interessi geostrategici dell'imperialismo e che ci riguarda, riguarda l'Italia di Meloni, gli accordi commerciali del partenariato strategico e riguarda Ravenna che da marzo è entrata a fare parte di questo corridoio.
Porti commerciali e, per quello che riguarda Ravenna, porto militare, (come dimostra la vicenda del ricorso delle dogane alla richiesta di conoscere quante armi vengono caricate/scaricate/in transito, in violazione della l. 185/90 e dell'art.11 della Costituzione) significano profitti e rafforzamento della politica estera dei governi, e nel caso di Modi significa genocidio delle popolazioni adivasi, attacchi violenti contro le minoranze, massacri, repressione contro il suo popolo, contro la guerra di popolo guidata dal Partito comunista dell'India (maoista) che è stato colpito duramente e la repressione sta continuando con arresti nelle università perchè Modi è ossessionato dall'ideologia maoista (dimagi nexal) che il Partito comunista dell'India (maoista) ha tenuto alta, in continuità con la grande rivolta di Naxalbari.
Il nostro governo è complice, Ravenna è complice, collaborazione economica e ideologia fascista comune ai governi".
Ho invitato l'assemblea a schierarsi con la guerra di popolo in India, a prendere posizione a sostegno della giornata internazionalista di solidarietà e lotta
nel video che segue tra gli interventi - quello per il compagno facente riferimento al comitato internazionale di sostegno della guerra popolare in india
Alla manifestazione, intervento alle masse partecipanti informando della giornata internazionalista a sostegno dei prigionieri politici in India, della repressione e dei legami Modi, Meloni e Netanyahu; dentro la più generale tendenza alla guerra e il fascismo; proponendo un fronte unito contro la repressione... In alcuni passaggi i giovani presenti hanno applaudito. Al corteo sono stati distribuiti centinaia di volantini e la Dichiarazione del PCI maoista per il 22 anniversario della fondazione.
Assemblea informativa India verso la giornata internazionale di solidarietà e lotta del 26 settembre a Milano.
E’ stato fatto un breve quadro storico dalla rivolta di Naxalbari ad oggi del movimento rivoluzionario indiano e delle diverse campagne repressive scatenate con l’obiettivo di distruggere il PC dell’India e le masse adivasi in lotta per la difesa delle foreste in cui vivono dove si trovano enormi giacimenti di minerali che il governo ha svenduto alle multinazionali. In particolare, il regime Hindutva di Modi- esempio l’operazione Prahar- ha scatenato campagne repressive contro i rivoluzionari e le masse in lotta che hanno determinato l’attuale stato di grave difficoltà che le masse e il partito comunista dell’India stanno attraversando. Modi ha dichiarato che l’insorgenza maoista è stata sul piano militare sostanzialmente battuta, ma questo non significa che è scomparsa. Modi sottolinea che ora il paese, cioè il suo regime, fronteggia una nuova battaglia contro quello che viene chiamato “Dimagi naxal”, il movimento ideologico che fa riferimento al maoismo. Significa che settori significativi saranno oggetto di repressione.
Non poteva mancare il riferimento al fatto che il regime indiano è uno dei più importanti sostenitori di Netanyahu e della sua offensiva genocida in Palestina: dalla Palestina all’India: fascismo hindutva e sionismo hanno le mani sporche di sangue con il genocidio e la repressione sempre più feroce – una parola d’ordine che spiega bene il legame tra i due regimi.
Ma anche l’implementazione degli incontri e dei rapporti commerciali tra la Meloni e Modi che ha visto lo sviluppo dell’IMEC; l’accordo di collaborazione militare. Attualmente 1.000 aziende sono reciprocamente presenti nei due paesi. E l’India rappresenta un enorme bacino di lavoratori per l’imperialismo italiano nei settori STEM è previsto l’arrivo di 9.000 infermieri quando in Italia sono 1,3 milioni i disoccupati e circa 12 milioni gli “inattivi”.
Sono stati messi sul banchetto materiali informativi e ci si è chiesti come concretamente si possa intervenire per la difesa delle condizioni dei prigionieri e per la loro liberazione.