Manifestazione di protesta alla fiera del libro di Calcutta contro l'operazione Kagaar in memoria dei martiri
info per materiali e contatti e per iniziative in Italia: csgpindia@gmail.com
Manifestazione di protesta alla fiera del libro di Calcutta contro l'operazione Kagaar in memoria dei martiri
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La Campagna d’emergenza internazionale contro l’Operazione Kagaar è arrivata il 27 gennaio al Parlamento europeo, alla Commissione europea di Bruxelles, attraverso un combattivo e rappresentativo sit-in, realizzato da una delegazione internazionale di organismi, partiti di diversi paesi, e sostenuta dall’appoggio di molti altri, sia con sit-in contemporanei a Birmingham e in Italia, sia con dichiarazioni e ampia circolazione in internet e tra le masse dell’appello della Campagna.
Al presidio davanti al Parlamento europeo hanno partecipato organizzazioni provenienti da Italia, Olanda, Turchia, Tunisia, Galizia, Belgio e giovani della comunità indiana di Bruxelles.
Sin dal mattino all’ingresso del Parlamento sono stati distribuiti quattro materiali: l’appello generale, un memorandum preparato dai compagni indiani, una lettera ai singoli parlamentari, alla presidenza della Commissione esteri UE, della Commissione sezione ‘Diritti umani’, insieme alla lettera dell’alto commissariato alle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo, con la quale si richiama un’urgente azione in rapporto alla situazione dei popoli indigeni, adivasi nel distretto di Bastar distretto del Chhattisgarh.
Questi testi distribuiti sono pubblicati in altri post.
Nella piazza, davanti alla porta d’ingresso del Parlamento europeo è cominciata la manifestazione con striscioni, cartelli, slogan e interventi, mentre venivano distribuiti volantini di informazione e di appello alla solidarietà ai cittadini e alle persone nelle macchine, mezzi di trasporto, bus, fino a provocare un blocco della circolazione per decine di minuti, con intervento della polizia per interromperlo.
Due deputati italiani sono venuti al presidio per incontrare la delegazione. Con costoro rappresentanti della Campagna hanno avuto un incontro di oltre mezzora durante il quale hanno chiesto urgente presa di posizione del Parlamento europeo e un intervento delle Commissione del Parlamento, sezione ‘diritti umani’ e sezione ‘esteri’ per fermare in India il regime di Modi che con l’operazione Kagaar attua una repressione senza limiti, con massacri, arresti di massa nei confronti delle popolazioni indigene delle foreste, adivasi, in nome della lotta al “terrorismo maoista”, ma in realtà al servizio degli interessi dell’imperialismo e delle grandi multinazionali indiane che vogliono espropriare e cacciare gli adivasi dalla loro terra per appropriarsi dei giacimenti di ferro, carbone, bauxite, uranio, e realizzare miniere, acciaierie al servizio del loro profitto.
La delegazione ha inoltre illustrato la più generale repressione che si dirige verso giornalisti, associazioni di studenti, democratici, riviste, con una massiccia ondata di arresti, detenzioni che comprendono torture, e uccisioni mirate.
Il regime Modi, in nome della identità hindutva, colpisce masse di altre religioni e di altre nazionalità oppresse, in particolare del Kashmir che vive sotto occupazione militare.
I parlamentari hanno raccolto questa denuncia e il Dossier preparato dalla campagna e hanno assicurato l’inoltro di esso ad altri parlamentari di diverse tendenze e ai membri della Commissione sezione ‘Diritti umani’.
L’importanza dell’iniziativa è andata anche ben oltre questo tema, perché proprio nella stessa giornata del presidio si realizzava un grande incontro in India tra la presidente della Commissione europea, Ursula Von der line e Modi, per realizzare un gigantesco accordo commerciale, diplomatico e militare tra gli Stati imperialisti europei e il regime indiano, interno alla contesa mondiale interimperialista che si sviluppa, si approfondisce e si accelera anche per effetto dell’imperialismo Usa di Trump.
Questo accordo viene scaricato sui proletari e le masse indiane, così come sui proletari e le masse europee; proprio nei giorni precedenti il presidio la stessa piazza era stata teatro della forte protesta degli agricoltori contro l’accordo Mercosur.
Nel Dossier consegnato erano contenuti documenti di denuncia provenienti da tutte le organizzazioni in lotta contro la repressione e l’operazione Kagaar in India, così come il documento di solidarietà delle organizzazioni palestinesi che si uniscono alla denuncia del genocidio degli adivasi, lanciano la parla d’ordine: “Da Gaza a Bastar”, “la solidarietà è la nostra arma”, e riaffermando l’impegno alla liberazione di tutti i popoli oppressi che lottano per la giustizia e la dignità.
Nel finale la delegazione è entrata decisamente nel piazzale del Parlamento, gridando slogan, con le forze dell’ordine che tentavano, inutilmente, di impedirlo.
Terminato con successo il presidio al Parlamento, in un clima di cameraderia e solidarietà internazionalista, la delegazione ha raggiunto l’ambasciata indiana.
E qui era in corso una forte protesta della comunità del Kashmir contro il regime di Modi e i massacri, le persecuzioni che prevedono la pena di morte per esponenti rinomati della comunità.
La delegazione ha subito salutato questa protesta, con entusiasmo da parte dei manifestanti kashmir, ha rigettato l’intenzione della polizia di impedire l’unità delle due manifestazioni, che in realtà si sono fortemente unite con interventi, parole d’ordini comuni, alzando il tiro contro il governo fascista e terrorista di Modi.
E’ apparso un ulteriore striscione a sostegno della guerra popolare e in onore e gloria del compagno Basavaraj.
Un colpo pesante per il regime di Modi, l’unità di queste due proteste che riflettono quello che avviene in India per costruire l’unità di tutti gli oppressi contro il regime fascista di Modi.
Una giornata importante che certamente avremmo voluto con maggiori presenze per dare ancora più forza alla Campagna d’emergenza, che comunque ha segnato una tappa di questa campagna internazionale che vedrà ulteriori iniziative in altre città, ambasciate, sedi istituzionali e che prepara il terreno alla clamorosa sfida di una delegazione in India non appena le condizioni saranno maturate.
Rapporto sull'azione internazionale contro l'Operazione Kagaar a Bruxelles 27 gennaio
Il 27 gennaio la manifestazione al Parlamento Europeo ha
assunto la forma di un sit-in per sollecitare la Commissione Europea, sia nella
sezione Diritti Umani che in quella degli Affari Esteri, a prendere posizione e
intervenire per fermare il regime fascista Hindutva di Modi in India. Modi,
attraverso un'operazione repressiva chiamata "Operazione Kagaar", sta
conducendo una repressione incessante in diverse regioni e stati, che si
estende su un'area di 50 milioni di abitanti. Massacri, arresti di massa, attentati
con bombe e deportazioni sono dilaganti, in particolare contro le popolazioni
forestiche indigene, gli Adivasi e altri gruppi indigeni. La repressione è in
nome della lotta contro il "terrorismo maoista", che il regime
ritiene responsabile dell'organizzazione della lotta di liberazione di questi
popoli. Questa lotta di liberazione assume la forma di una guerra popolare in
queste regioni, con l'aspirazione di diffonderla in tutta l'India.
Questo ha dato al governo Modi il pretesto per perseguire
questa politica, che persino i palestinesi non esitano a dichiarare simile a
quella in corso a Gaza e quindi parte di un vero e proprio genocidio contro
queste popolazioni (vedi la dichiarazione emessa dalla Gioventù Democratica
Palestinese).
Il regime Modi sta perseguitando i guerriglieri maoisti e le
popolazioni adivasi in questo modo perché serve gli interessi delle grandi
multinazionali indiane, che si stanno affermando con la forza della polizia,
dei gruppi paramilitari e dell'esercito stesso per occupare terre, disboscare
foreste, distruggere la fauna selvatica, costruire insediamenti industriali di
ogni tipo, spesso inquinando gravemente a modo loro, per favorire la crescita dell'India—ma
un'India capitalista, un'India dei ricchi, un'India legata a grandi
multinazionali americane, europee e russe. Ecco perché in India il
"progresso" coincide con povertà, sfruttamento e il peggioramento
delle condizioni di milioni di poveri, considerando che l'India è ora il paese
più popoloso al mondo, con più di 1.400.000 abitanti, la maggior parte dei
quali vive in estrema povertà.
Ma non è solo in queste aree che il regime indiano compie le
sue azioni; le sta anche perpettando nelle regioni abitate da minoranze
nazionali kashmire — un esempio tra altre minoranze religiose — perché questo
regime è un regime fascista di un tipo particolare: il fascismo hindutva, cioè
ideologicamente fondamentalista, simile al regime Netanyahu e al sionismo. In
India, l'induismo Hindutva è affermato come modalità di governo, come cultura e
come discriminazione di massa contro interi segmenti della popolazione.
Naturalmente, questa repressione colpisce anche studenti,
intellettuali, artisti, giornalisti, avvocati, giuristi e democratici. Poiché
denunciano ciò che il governo Modi sta facendo e si schierano con la
popolazione, vengono accusati di essere vicini ai guerriglieri maoisti. Anche
il movimento femminile, il movimento studentesco, i sindacati e le lotte dei
lavoratori sono presi di mira. In questa occasione, vi informiamo che il 12
febbraio ci sarà un massiccio sciopero dei lavoratori in India che coinvolgerà
250 milioni di lavoratori, il più grande sciopero possibile al mondo oggi, non
solo all'interno di un singolo paese ma in tutto il continente. Questo sciopero
sarà condotto con le stesse richieste di salari, posti di lavoro e
diritti—soprattutto diritti—contro il super-sfruttamento che avvengono in molte
altre parti del mondo e per cui i lavoratori, compresa l'Italia, stanno
lottando.
Una delegazione di diversi paesi europei ha tenuto una
manifestazione multinazionale al Parlamento Europeo il 27 gennaio. Oltre agli
italiani, rappresentanti turchi e curdi di gruppi politici organizzati erano
particolarmente presenti, attualmente impegnati a combattere al fianco dei
curdi del Rojava nelle regioni siriane contro la politica di bombardamenti,
massacri, espulsioni e l'eliminazione dei loro gruppi organizzati e delle
istituzioni di base istituite nel Kurdistan settentrionale e in Siria. Ci sono
stati gruppi europei che da tempo si sono impegnati nella solidarietà con i
prigionieri politici, dato che l'India è
attualmente la prigione più grande del mondo, con 10.000 prigionieri politici
appartenenti a tutti i gruppi che si oppongono al regime Modi. C'erano giovani
rivoluzionari maoisti provenienti dai Paesi Bassi e da altri gruppi. C'erano
rappresentanti delle comunità indiane in Belgio, parte delle comunità indiane
che esistono in ogni paese del mondo.
Questa manifestazione fu gemellata con un'altra
manifestazione in Inghilterra, che vide una partecipazione ancora più
significativa di gruppi di solidarietà provenienti dalla Gran Bretagna,
dall'Irlanda e dalla grande associazione dei lavoratori indiani con sede in
Inghilterra.
Stati di solidarietà per questa iniziativa provenivano da
tutto il mondo—dall'Asia, dal Nord Africa, dalla Tunisia, dall'America Latina,
dagli Stati Uniti e, naturalmente, dall'India stessa.
Durante la manifestazione furono distribuite lettere ai
parlamentari e un dossier fu consegnato alla Sezione Diritti Umani della
Commissione Europea. Abbiamo poi incontrato diversi parlamentari italiani, in
particolare quelli del gruppo Movimento Cinque Stelle, che hanno ascoltato le
ragioni della nostra presenza e si sono impegnati a portare la questione al
Parlamento Europeo per esortare la Commissione Europea — sotto la sezione
Diritti Umani — ad affrontare attivamente questa questione. Abbiamo tenuto questa
dimostrazione in un giorno speciale per l'India e l'Europa, il giorno in cui
sono stati firmati enormi accordi commerciali tra la Comunità Europea e il
governo indiano. Questi accordi commerciali mirano a costruire mercati e a
continuare la produzione profittativa durante una crisi globale nei rapporti
tra Stati Uniti ed Europa, derivante dalla politica tariffaria "America
first" adottata dalla presidenza Trump. L'Europa cerca nuovi mercati e
nuove opportunità economiche con accordi in altre parti del mondo, tra cui
l'India è la più grande, ma che include anche gli accordi di Metcosur. I
padroni traggono beneficio da questi accordi, in particolare le grandi
multinazionali e l'industria bellica, ma certamente non il proletariato, i
contadini e le masse dei paesi europei e del nostro stesso paese.
Ecco perché la nostra iniziativa mirava anche a denunciare
con forza che queste relazioni economiche servono allo sfruttamento
dell'imperialismo e della guerra, nella lotta globale per la guerra commerciale
e nella marcia verso la guerra imperialista da parte delle grandi potenze e dei
governi e stati imperialisti ad essi collegati.
Questa delegazione ha quindi svolto un ruolo importante, di
rilevanza internazionale, e ha continuato con una protesta presso l'ambasciata
indiana, simbolicamente presso l'ambasciata di Bruxelles—ma iniziative simili
sono in corso e saranno attuate nei prossimi mesi in tutte le ambasciate
indiane in quanti più paesi possibile, e certamente anche nell'ambasciata
indiana in Italia, dato il ruolo
particolare del governo filo-Trump e i suoi legami con il regime fascista,
sfruttatore e affamato di Modi di Modi. All'ambasciata indiana, le realtà del
proletariato, dei contadini e del popolo adivasi che combattevano il regime
fascista dell'Hindutva incontrarono il popolo kashmiro oppresso, sfruttato e
perseguitato. Anche loro avevano una delegazione di protesta davanti
all'ambasciata indiana, e queste due delegazioni si unirono in nome della
solidarietà internazionale con il nemico comune dell'imperialismo e i regimi
oppressivi dei loro popoli, che uccidono i loro popoli pur affermando di
rappresentarli.
Fu quindi anche un momento importante di solidarietà
internazionalista, di unità tra i popoli, per contribuire all'unità del
proletariato e delle masse indiane con le masse e i popoli del Kashmir e delle
altre realtà nazionali che costituiscono questo gigantesco paese; e, allo
stesso tempo, di unità al di là delle diverse fedi religiose esistenti in un
paese grande come l'India.
Un giorno di intensa mobilitazione, nell'interesse
dell'internazionalismo proletario, dell'interesse del proletariato
internazionale e del movimento internazionale che combatte l'imperialismo e si
schiera in solidarietà con i popoli oppressi.
Il presidio era nella forma di un sit-in per sollecitare la Commissione europea nella sezione diritti umani e sezioni esteri a prendere posizione e intervenire per fermare in India il regime fascista hindutva di Modi che con una operazione repressiva chiamata “operazione Kagaar” in diverse regioni e Stati, in un’area di 50 milioni di abitanti, conduce una repressione senza limiti con massacri, arresti di massa, bombardamenti, deportazioni, in particolare nei confronti delle popolazioni indigene delle foreste, gli adivasi e le altre realtà indigene, in nome della lotta al "terrorismo maoista", responsabile per il regime di aver organizzato la lotta di liberazione di queste popolazioni, lotta di liberazione nella forma di guerra di popolo in queste regioni con l'aspirazione di realizzarla nell'intera India.
Questo ha dato il pretesto al governo Modi per procedere in questa politica che perfino le realtà palestinesi non esitano a dichiarare essere simile a quella in atto a Gaza e quindi inserita in un vero genocidio verso queste popolazioni.
Il regime Modi sta perseguendo in questa maniera i guerriglieri maoisti e le popolazioni adivasi perché esso è al servizio delle grandi multinazionali indiane che si insediano con la forza delle polizie, gruppi paramilitari e dello stesso esercito per appropriarsi del territorio, abbattere foreste, distruggere la fauna,
per realizzare insediamenti industriali di ogni genere tipo, spesso gravemente inquinanti di proprio, a servizio della crescita dell'India ma dell'India capitalista, dell'India dei ricchi, dell'India legata alle grandi multinazionali americane, europee, russe. Per questo in India il "progresso" coincide con la povertà, lo sfruttamento e il peggioramento della condizione di milioni di masse povere, tenendo conto che l'India è ora il paese più popoloso del mondo con più di 1.400.000 abitanti di cui la gran parte vive in condizioni di estrema povertà.
Ma non è solo in queste zone che il regime indiano sta perpetrando la sua azione, lo sta perpetrando anche nelle regioni abitate dalle minoranze nazionali Kashmir - un esempio tra le altre minoranze religiose - perché questo regime è un regime fascista di tipo particolare, è fascismo hindutva, cioè ideologicamente integralista, del genere del regime di Netanyhau e del sionismo. In India l'induismo hindutva viene affermato come modalità di governo, come cultura e come discriminazione di massa di interi settori dei popoli.
Naturalmente questa repressione colpisce anche studenti, intellettuali, artisti, giornalisti, avvocati, giuristi, democratici. Per il fatto che denunciano ciò che il governo Modi sta facendo e si schierano con le popolazioni vengono accusati di essere vicini ai guerriglieri maoisti. Così come vengono colpiti il movimento delle donne, il movimento degli studenti, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le lotte dei lavoratori. Su questo informiamo che il 12 febbraio ci sarà un gigantesco sciopero dei lavoratori in India che toccherà 250 milioni di lavoratori, il più grande sciopero possibile nel mondo d'oggi non solo all'interno di un paese ma all'interno di un continente, sciopero che è fatto con le stesse rivendicazioni di salario, lavoro, diritti, soprattutto diritti, contro il supersfruttamento che si fanno in tante altre parti del mondo e per cui i lavoratori, compreso in Italia, lottano.
Questo presidio era gemellato con un altro presidio che avveniva in Inghilterra e che vedeva una partecipazione ancora più significativa di realtà solidali della Gran Bretagna, dell'Irlanda e della grande associazione dei lavoratori indiani che si trova in Inghilterra.
Da tutte le parti del mondo, dall'Asia, come dal nord Africa, dalla Tunisia, come dall'America Latina, come dagli Stati Uniti, dalla stessa India naturalmente sono venute attestazioni di solidarietà a questa iniziativa.
Durante la manifestazione sono state distribuite lettere ai parlamentari ed è stato consegnato un dossier per la Commissione europea sezione dei diritti umani. C'è stato, quindi, stati un incontro con alcuni parlamentari italiani, segnatamente del gruppo del Movimento Cinque Stelle, che hanno ascoltato le ragioni della nostra presenza e si sono impegnati a portarla all'interno del Parlamento europeo per sollecitare la Commissione europea - sotto sezione diritti umani - ad occuparsi attivamente di questo.
Questa delegazione quindi ha svolto una funzione importante, di rilievo internazionale, ed è proseguita con un presidio all'ambasciata indiana, simbolicamente all'ambasciata di Bruxelles - ma analoghe iniziative si stanno realizzando e si realizzeranno nei prossimi mesi presso tutte le ambasciate indiane nel maggior numero dei paesi del mondo, e certamente anche all'ambasciata indiana in Italia dato il ruolo particolare del nostro governo pro-Trump e i legami con il regime fascista, sfruttatore e affamatore dei popoli di Modi.
Dal Bangladesh a Bruxelles – Messaggio di sostegno del Movimento Giovanile Studentesco Rivoluzionario
24 gennaio
Traduzione non ufficiale, qui l'originale in Bengali:
Appello a proteste di sit-in in in tutta Europa sotto
l'iniziativa della "Campagna Internazionale d'Emergenza contro
l'Operazione Kagaar".
Da gennaio 2024, sotto il nome dell'operazione militare "Operazione Kagaar", il governo fascista Hindutva Modi sta perpettendo massacri di maoisti e adivasi in vari stati dell'India, sottoponendoli a indicibile repressione e persecuzione. Secondo la narrazione ufficiale, questa operazione mira a eliminare i maoisti entro il 31 marzo 2026. In realtà, l'obiettivo principale di questa operazione è sfrattare con la forza gli Adivasi e consegnare la loro acqua, terra e foreste alle multinazionali imperialiste, tutelando così i loro interessi. Con questo obiettivo, il governo fascista di Modi sta uccidendo centinaia di maoisti e adivasi.
Da Rojava all'India - 27 gennaio Bruxelles - delegazione dall'Italia
Dal Rojava all'India, la lotta popolare vincerà!
Le azioni di solidarietà con le rivoluzioni di Rojava e India continuano. In
risposta all'"Operazione Kagaar" lanciata dalle classi dirigenti
indiane contro il PCI (Maoista) e agli attacchi del fascismo
turco contro la Rivoluzione del Rojava condotti tramite le bande HTS, sono in
corso azioni di solidarietà in molte parti del mondo.
I militanti nelle città svizzere di Zurigo e Basilea hanno annunciato di aver
appeso striscioni con la scritta "Dal Rojava all'India, la lotta popolare
vincerà!" in segno di solidarietà con il Rojava e l'India.
Link: https://www.tkpml.com/rojavadan-hindistana-halklarin-mucadelesi-kazanacak/?swcfpc=1
Call for a European mobilization against Operation Kagaar and to denounce the EU's support for the Indian regime!
On January 26 and 27, the European Parliament's Foreign Affairs Committee - Human Rights Subcommittee will meet in Brussels. We call on all sincere democrats, progressives, human rights groups, and those advocating for freedom of expression and religion, as well as revolutionaries of all political tendencies, to participate in a sit-in protest in front of the European Parliament and the Indian Embassy in Belgium.
In fact, since January 2024, the Indian regime of Narendra Modi has launched a full-fledged military operation called "Operation Kagaar" in central India, in the states of Chattisgarh, Talengana, Odisha, Andhra Pradesh, and Jharkhand, the so-called "tribal belt" where the Adivasi populations live.
With the deployment of 60,000 paramilitary forces, air forces, drones, and armored vehicles, officially mobilized against the Communist Party of India (Maoist) with the goal of eliminating it "by March 31, 2026," Adivasi populations are being attacked to forcibly evict them from their lands for mining companies to establish.
https://www.instagram.com/p/DTitOvgCMvV/
🪧 Protesta📍
'Stop Operation Kagaar' Consolato indiano, 2 Darnley Rd, Birmingham
B16 8TE
🕰️
27 gennaio, 16:00
Saranno due proteste lo stesso giorno a Bruxelles, in concomitanza sia con un
vertice India-UE sia con la Sottocommissione Affari Esteri del Parlamento
Europeo - Diritti Umani. Queste proteste sono state indette dalla Campagna
Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar. Noi, il Comitato
Congiunto per Fermare la Repressione in India (JCSRI), invitiamo anche i
progressisti britannici a unirsi e a rendere questa una giornata internazionale
d'azione.
CASR condanna l'uccisione extragiudiziale della leader del PCI (maoista) Madvi Hidma; Lo stato di diritto non può essere sospeso nel Bastar
Il 18 novembre 2025, Madvi Hidma, il più giovane membro del
Comitato Centrale del PCI (Maoista) e adivasi del Bastar, è stato assassinato
in un falso scontro insieme a sua moglie Rajakka e ad altri cinque membri del
partito. Hidma e gli altri sono stati rapiti illegalmente quando erano
disarmati, da un rifugio dove alloggiavano dal 28 del mese scorso. Furono poi
torturati e uccisi in uno scontro finto. Questa è una violazione palese dello
stato di diritto, delle garanzie costituzionali e delle precedenti direttive
della Corte Suprema.
Dall'inizio dell'Operazione Kagaar il 1° gennaio 2024, lo
stato fascista brahmanico hindutva indiano ha intensificato la sua ondata di
omicidi nel Bastar e in altre aree adivasi. Nel suo tentativo di schiacciare i
movimenti di massa armati e disarmati che stanno combattendo contro il
saccheggio delle risorse naturali e lo sfollamento delle aziende nell'India
centrale, ha ucciso oltre 500 persone, tra cui maoisti armati e civili
disarmati. Si è fatto beffe dello stato di diritto e dei diritti civili e
democratici.
In tutti questi scontri e esecuzioni extragiudiziali, lo
stato indiano ha ripetutamente violato l'Articolo 21 della Costituzione
indiana, che garantisce il diritto alla vita con dignità a ogni cittadino. Nel
giudizio di Om Prakash & S. contro lo Stato del Jharkhand (2012), la Corte
Suprema ha affermato che "gli scontri finti non sono altro che terrorismo
sponsorizzato dallo Stato." E nel Prakash Kadam contro Ramprasad
Vishwanath Gupta (2011), si affermava: "gli scontri finti non sono altro
che omicidi brutali e freddi da parte di persone che dovrebbero far rispettare
la legge." Nel caso PUCL contro lo Stato del Maharashtra (2014), la Corte
Suprema ha stabilito che ogni morte negli scontri deve essere trattata come un
caso di omicidio colposo e indagata tramite una denuncia indipendente,
un'inchiesta della magistratura, una piena conservazione forense delle prove e
un'immediata notificazione da parte della NHRC. La Corte ha chiarito che la
polizia non può agire come giudice, giuria e boia, e che il diritto alla vita
ai sensi dell'Articolo 21 si applica anche agli insorti e agli imputati.
Lo stato indiano ha inoltre ripetutamente
violato le linee guida della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti
Umani (UNHRD), di cui è firmatario. L'Operazione Kagaar viola chiaramente
questi standard, che richiedono che la forza letale sia usata solo come ultima
risorsa, che tutte le morti negli scontri siano indagate indipendentemente e
che anche agli insorti armati sia garantito il giusto processo. Invece, Kagaar
ha normalizzato le uccisioni extragiudiziali, sostituito l'arresto con
l'esecuzione e sottoposto le comunità adivasi a una militarizzazione
indiscriminata e a punizioni collettive. Abbandonando i principi ONU di necessità,
proporzionalità, distinzione e responsabilità, l'operazione mina lo stato di
diritto e sospende di fatto i diritti fondamentali nel Bastar.
Condanniamo questo falso scontro tra Madvi Hidma e la
spietata repressione dei movimenti popolari condotta da Adivasi e non Adivasi
contro il saccheggio delle multinazionali.
Noi chiediamo:
CAMPAGNA CONTRO LA REPRESSIONE DI STATO
(AIRSO, AISA, AISF, APCR, ASA, BASF, BSM, Bhim Army, bsCEM,
CEM, COLLETTIVI, CRPP, CSM, CTF, DISSC, DSU, DTF, Forum Against Repression
Telangana, Fraternità, IAPL, Innocence Network, Karnataka Janashakti, LAA,
Mazdoor Adhikar Sangathan, Mazdoor Patrika, NAPM, Nazariya Magazine, Nishant
Natya Manch, Nowruz, NTUI, People's Watch, Rihai Manch, Samajwadi Janparis)
21 nov 2025