giovedì 29 ottobre 2026

bsCEM: Dichiarazione contro il recente arresto di Randal Sequierra e Laxman Naik in lotta contro le multinazionali come Vedanta

 


bsCEM: Dichiarazione contro il recente arresto di Randal Sequierra e Laxman Naik

29 ottobre 2026

Il 16 ottobre, Randall Sequierra e Laxman Naik sono stati arrestati in relazione alle manifestazioni degli abitanti dei villaggi Adivasi contro una strada di accesso alle colline Sijimali all’interno del progetto minerario di bauxite della Vedanta il 6 e il 7 aprile di quest’anno. La polizia arrivò alla residenza di Sequierra intorno alle 11 di sera, sequestrò i telefoni di entrambi gli attivisti e li portò alla stazione di polizia. Durante tutta la loro detenzione gli è stato impedito di parlare con gli avvocati o i membri della famiglia. Questi arresti di attivisti che fanno parte della resistenza contro l’accaparramento illegale di terra sono un tentativo dello Stato di sedare e schiacciare la lotta degli Adivasi per la loro terra, e permettere il saccheggio delle multinazionali ai loro padroni.

Randall Sequierra è un medico che ha lavorato con le comunità Adivasi nei distretti di Kalahandi e Tayagada, partecipando anche alle lotte per la terra contro le acquisizioni illegali al servizio delle grandi multinazionali e i loro rappresentanti nello Stato. Laxman Naik è un attivista Dalit che lavora nella Maa Mati Mali Surakhya Manch, un’organizzazione in prima linea nella lotta contro il progetto minerario per la bauxite della Vedanta.

Nel 2023, il governo dell'Odisha ha messo all'asta la concessione mineraria per l'estrazione di bauxite a Sijimali, che fu vinta dalla Vedanta. Poiché la regione di Sijimali è protetta dal Quinto Allegato della Costituzione e richiede l’approvazione della gram sabha [assemblea di villaggio] per qualsiasi progetto, allora lo stato dichiarò come approvata una gram sabha manipolata e falsa nel dicembre 2023 nonostante la forte opposizione degli abitanti dei villaggi di Kalahandi e Rayagada.

Lo stato ha ripetutamente dimostrato di rappresentare gli interessi delle classi dominanti e di assoggettare le masse lavoratrici ad una costante sorveglianza e brutale repressione per schiacciare i loro movimenti contro il capitale. La legge esiste per preservare questa formazione sociale semi-feudale e semicoloniale, e mantenere l’India come appendice sottosviluppata delle potenze imperialiste. Gli arresti di Randall Sequierra e Laxman Naik fanno parte di questo attacco del capitale per reprimere le lotte dei locali per la loro acqua, foresta e terra e liberare la via per le operazioni minerarie della Vedanta nelle colline ricche di bauxite di Sijimali. E tutto questo viene portato avanti nel nome dello “sviluppo” e della “crescita economica”! che invece di migliorare le condizioni economiche delle vite delle masse, le soggioga ad un maggiore sfruttamento.

Condanniamo fortemente questi arresti dello stato codardo della borghesia compradora e facciamo appello a tutte le organizzazioni e individui progressisti, democratici e rivoluzionari ad esprimere solidarietà con le masse di Adivasi dell’Odisha del Sud in lotta, e ad opporsi a questo stato fascista bramanico hindutva in maniera militante, per creare una vera società democratica. Facciamo appello al popolo affinché costruisca lotte per una società di nuova democrazia, per il potere nelle mani delle masse lavoratrici, unica soluzione nell’attuale società fondata sullo sfruttamento. Tutti i nostri sforzi devono essere diretti a questo scopo, uniti.

Rilasciare Randall Sequierra e Laxman Naik!

Opporsi al saccheggio imperialista delle risorse!

Viva la lotta per l'acqua, le foreste e la terra!

Bhagat Singh Chhatra Ekta Manch (bsCEM)

La CASR condanna fermamente l'arresto di tre attivisti contro le mega dighe e la pesante militarizzazione della regione del fiume Siang

Continua e si allarga senza sosta la repressione del governo fascista hindutva di Modi messa in campo contro le masse popolari in lotta per difendere i propri diritti


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La CASR condanna fermamente l'arresto di tre attivisti anti-SUMP e la pesante militarizzazione della regione di Siang

29 ottobre 2026

Chiediamo il rilascio immediato di tutti gli attivisti arrestati e il ritiro delle forze di sicurezza dalle aree di protesta

La Campagna contro la Repressione dello Stato (CASR) condanna fermamente l'arresto di importanti attivisti anti-dighe Ebo Mili, Otul Jerang e Tajong Talom da parte della Polizia dell'Arunachal Pradesh a seguito delle recenti violenze a Pasighat. La CASR condanna inoltre il massiccio impiego delle forze di sicurezza, l'uso di gas lacrimogeni contro i manifestanti e la continua criminalizzazione del movimento democratico contro il progetto Siang Upper Multipurpose (SUMP) da 11.200 MW.

Gli arresti avvengono in un contesto delle rinnovate proteste del 23 ottobre, organizzate per chiedere il rilascio degli attivisti precedentemente arrestati e il ritiro delle forze di sicurezza schierate nella regione. La polizia ha usato gas lacrimogeni e granate stordenti per disperdere i manifestanti, scatenando panico e aumentando le tensioni.

La CASR esprime seria preoccupazione per il modello di repressione contro il movimento anti-SUMP. Dieci attivisti sarebbero già stati arrestati prima dell'ultima repressione, inclusi quattro attivisti arrestati ai sensi dell'Arunachal Pradesh Unlawful Activities (Prevention) Act (APUAPA) in relazione al loro coinvolgimento in studi relativi al progetto proposto. Gli ultimi arresti intensificano ulteriormente il clima di paura e repressione attorno a un movimento che solleva legittime questioni sui diritti indigeni, la protezione ambientale, lo sfollamento e il futuro del fiume Siang.

La mega-diga proposta ha generato ampie apprensioni tra le comunità indigene riguardo alle sue conseguenze ambientali, sociali ed economiche. Invece di affrontare queste preoccupazioni attraverso il dialogo democratico e la consultazione pubblica, la dipendenza del governo dal dispiegamento della polizia, dagli arresti e dalle misure coercitive mina proprio il processo democratico che dice di sostenere.

I doppi standard del governo statale guidato dal BJP sono particolarmente evidenti. Mentre il Primo Ministro invita pubblicamente stakeholder [portatori di interessi] e gruppi di protesta a colloqui, sostenendo che il progetto non sarà imposto contro il consenso pubblico, l'amministrazione presiede contemporaneamente alla militarizzazione delle aree di protesta e all'arresto dei leader del movimento. Un invito al dialogo non può essere credibile quando gli attivisti sono dietro le sbarre e le forze di sicurezza sono impiegate contro chi rivendica i propri diritti. Un dialogo genuino richiede la fine dell'intimidazione, non la criminalizzazione del dissenso.

La CASR sottolinea che opporsi a un progetto di sviluppo è un diritto democratico legittimo. Il popolo di Siang deve avere la libertà di esprimere le proprie preoccupazioni e determinare il futuro della propria terra, dei fiumi, delle foreste e dei mezzi di sussistenza senza affrontare arresti arbitrari, coercizioni o minacce di leggi draconiane.

La repressione a Siang fa parte di un modello più ampio in cui i movimenti che difendono i diritti indigeni, le foreste, la terra e i mezzi di sussistenza sono sempre più affrontati con militarizzazione e criminalizzazione. L'uso di leggi repressive contro gli attivisti contrari al SUMP solleva serie preoccupazioni riguardo al ristretto spazio democratico per i movimenti popolari nel Nordest.

CASR RICHIEDE:

1. Rilascio immediato e incondizionato di Ebo Mili, Otul Jerang e Tajong Talom, insieme a tutti gli altri attivisti arrestati in relazione al movimento anti-SUMP.
2. Rilascio dei quattro attivisti arrestati ai sensi dell'APUAPA e ritiro dei casi politicamente motivati e fabbricati contro gli attivisti anti-diga.
3. Ritiro immediato dell'eccessivo dispiegamento delle forze di sicurezza dalle aree di protesta e fine delle intimidazioni e delle molestie delle comunità locali.
4. Un'indagine imparziale sulla violenza in Pasighat, incluso il presunto uso di gas lacrimogeni e granate stordenti contro i manifestanti, con responsabilità per qualsiasi azione illegale della polizia.
5. Fine della criminalizzazione del dissenso pacifico e interruzione dell'imposizione forzata del proposto SUMP.
6. Dialogo serio con le comunità indigene interessate, con le loro preoccupazioni e il loro consenso informato al centro di tutte le decisioni relative al progetto.

Il fiume Siang e il futuro del suo popolo non possono essere protetti attraverso la repressione. Il governo deve smettere di trattare la resistenza democratica come un problema di ordine pubblico e iniziare ad affrontare le preoccupazioni del popolo. Il dialogo non può coesistere con militarizzazione e arresti di massa.

Liberare tutti i prigionieri politici!

Fermare la militarizzazione di Siang!

Campagna contro la repressione statale
(AIRSO, APCR, ASA, BASF, BSM, Esercito Bhim, bsCEM, CEM, COLLETTIVO, CRPP, CSM, CTF, DISSC, DSU, DTF, Forum Against Repression Telangana, Movimento delle Confraternite, IAPL, Innocence Network, Karnataka Janashakti, LAA, Mazdoor Adhikar Sangathan, Mazdoor Patrika, NAPM, Nazariya Magazine, Nishant Natya Manch, Nowruz, NTUI, People's Watch, Rihai Manch, Samajwadi Janparishad, Samajwadi Lok Manch, Bahujan Samajwadi Manch, United Peace Alliance, WSS, Y4S)

mercoledì 21 ottobre 2026

Dichiarazione del bsCEM sulle proteste in corso in tutta l'India contro il SIR e il CEC Gyanesh Kumar

 

Sull’attuale movimento contro la SIR

Alla luce delle recenti proteste contro il capo della commissione Gyanesh Kumar, che chiedono il ritiro della SIR [Revisione Intensiva Speciale] e il rapido smascherarsi della democrazia che lo stato indiano ha cercato di coprire per lungo tempo, crediamo sia necessario iniziare una discussione e analisi della vera natura della democrazia in India. Le proteste spontanee sono scoppiate in tutto il paese, contro la SIR e il capo della CEC [Commissione Elettorale] Gyanesh Kumar. Le donne stanno protestando contro le violenze sessuali e la mancanza di ogni sicurezza basilare. I progetti di dighe, da Ken-Betwa fino a Upper Siang-Dam vengono contrastati dalle masse. La lotta degli Adivasi per Jal-Jangal-Jameen [acqua-foresta-terra] continua in mezzo agli attacchi massicci dello stato e al saccheggio delle multinazionali. Le moschee vengono prese di mira e demolite. Lo stesso succede ai quartieri della classe operaia che fronteggiano l’urto dei bulldozer dello stato. Gli operai contestano le leggi sul lavoro, i contadini contro le leggi commerciali e sull’agricoltura. Le grandi masse sono in miseria e lo si vede. Una democrazia, a dire il vero chiaramente, qui non esiste. Non esistono le condizioni di base per una società democratizzata. E non possono esistere fintantoché rimaniamo una semicolonia delle potenze imperialiste. Quando autoproclamati “gruppi di pressione apolitica” come lo stesso CJP [Il partito degli “scarafaggi”] hanno fatto appello al boicottaggio delle elezioni, tutti i partiti elettorali, compreso i partiti opportunisti di sinistra, stanno raccogliendo attorno a loro le masse preparandosi per le elezioni per il 2029. Stiamo assistendo ad una massiccia ondata di masse frustrate che scendono in piazza, e ancora una volta vediamo che gli opportunisti usano la rabbia a proprio vantaggio, lasciando intatte le condizioni di miseria.

La Revisione Intensiva Speciale, o SIR, messa in atto in 30 stati e territori dell’Unione, ha tolto dalle liste dei votanti circa 130 milioni di persone. La SIR, un passo della antipopolare NRC [Anagrafe nazionale] deve essere contrastata non solo per il diritto di voto ma per il diritto alla cittadinanza che viene portato via. Gyanesh Kumar è un ben noto membro del RSS-BJP. Il governo BJP ha cambiato l’importane legge nel2023 mettendo Gyanesh Kumar al posto di comando della Commissione Elettorale. Come fantoccio del RSS-BJP ha portato avanti l’agenda antipopolare in maniera egregia. I 130 milioni di votanti che sono stati rimossi dalle liste elettorali diventeranno una fonte di lavoro a basso costo per i compradores e i loro padroni imperialisti. Grazie alla SIR il BJP ha preso il potere di diversi stati dove prima non era al potere. È diventato molto chiaro che le elezioni sono truccate, antidemocratiche e negli interesse delle classi dominanti. le brutalità scatenate dalle forze dello stato contro chi protesta, e i tentativi attivi di piegare i crescente movimento, sono fatti con l’intento di proteggere lo status quo.

Iin questo frangente crediamo sia necessario avere chiara comprensione della natura delle elezioni in India. Abbiamo fatto appello al boicottaggio delle elezioni e per una rivoluzione di nuova democrazia in India. Tutte le elezioni sono state una farsa che adesso diventa chiara per le masse più sfruttate e oppresse. Lo stato indiano ha ingannato settori della popolazione lasciando credere che il regno della politica comincia e finisce con il teatro elettorale.

I voti vengono dati in base alla distribuzione di denaro e beni durante le campagne elettorali, in linea con gli interessi di casa, e scelte del «male minore» da parte di gruppi religiosi e di casta oppressi  che cerano protezione dagli attacchi fascisti, e molte altre ragioni di questo tipo che hanno poco a che fare con la coscienza democratica delle masse o la loro fiducia nel processo elettorale.  Una ricerca di CSDS-Lokniti ha rivelato che il 58% delle risposte erano di qualche o grande sfiducia nella Commissione Elettorale nel 2024. Circa il 45% credeva che “le macchine per il voto elettronico potrebbero potenzialmente essere manipolate dai partiti al potere in qualche modo”.

In una società così antidemocratica, il boicottaggio delle elezioni è un appello positivo legato  alla costruzione della rivoluzione di nuova democrazia in India. Esso ha implicazioni sia politiche che ideologiche – ideologicamente  spingerà il popolo a comprendere la necessità di farla finita con l’attuale sistema statale e la pratica nella forma di denunciare lo stato borghese emettere in campo alternative nei settori dell’economia, politica e cultura persuaderà il popolo a rigettare lo stato ci classe della borghesia compradora e dei latifondisti che agiscono come agenti  dell’imperialismo. Il boicottaggio elettorale è strettamente legato con questa ideologia e pratica; se il boicottaggio elettorale non è legato a questi aspetti perde non solo la sua efficacia ma rende questo tipo di appelli un esercizio rituale. Questa prospettiva, mantenuta dal bsCEM, sottolinea che il boicottaggio non è una mera denuncia del processo elettorale ma anche un appello a riunirsi agli studenti democratici e progressisti per impegnarsi in una azione di trasformazione per costruire la Nuova  Democrazia.

Noi sosteniamo il movimento attuale contro la SIR e chiediamo:

1.      L’arresto del capo della CEC Gyanesh Kumar

2.      Il ritiro della SIR e la reintroduzione dei nomi di tutti quelli che erano stati rimossi dalle liste elettorali, eccetto i deceduti

3.      Ritiro del Censimento, che è il prossimo passo della NRC

4.      Revoca delle accuse contro tutti i manifestanti

5.      Riilascio di tutti coloro che sono stati arrestati in maniera antidemocratica, compreso i leader del CJP Saurav Das, Ashutosh Ranka

6.      Immediato ritiro di tutte le forze dispiegate per piegare  le proteste

7.      Agire contro tutti coloro che sono coinvolti nelle violenze fisiche e sessuali nei confronti dei manifestanti

8.      Azione immediata e provvedimenti contro gli scagnozzi di destra che hanno minacciato e attaccato i manifestanti progressisti.

Facciamo anche appello alle larghe masse a boicottare le prossime elezioni, e a occupare le strade per protesta. La farsa democratica deve essere abbattuta, e al suo posto deve essere costruita una società di nuova democrazia.

Distruggere il fascismo bramanico hindutva!

Boicottare le elezioni!

Lottare per una società di nuova democrazia!

 

Bhagat Singh Chhatra Ekta Manch (bsCEM- organizzazione studentesca democratica attiva presso l'Università di Delhi e nei campus circostanti in India)

venerdì 16 ottobre 2026

New Delhi ancora blindata da 6.000 poliziotti e continuano gli arresti illegali anche per aver sventolato la bandiera indiana...

 Il regime messo in piedi dal fascismo hindutva di Modi non sopporta più nessun ostacolo ai propri piani al servizio dei padroni imperialisti e dei padroni del paese, neanche il riferimento alla bandiera tricolore! e continua con gli arresti illegali, la piazza delle manifestazioni Jantar Mantar vietata per sempre, e la repressione generalizzata.

Riportiamo l'articolo di oggi del quotidiano il manifesto

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Le proteste della gen z In India l’età mediana è 29 anni, ma chi comanda, e reprime, è sempre la gerontocrazia

Leggi ancheProteste contro il governo Modi: a New Delhi 50mila persone in corteo

Edizione 17/10/2026

 

Una manifestante viene arrestata durante una protesta a Nuova Delhi – Foto di Vipin/Ap

Più il confronto tra la società civile e il governo indiano prosegue, più pare evidente che l’esecutivo guidato dalla destra hindu sconti un drammatico deficit culturale e anagrafico nei confronti di chi, da quasi tre settimane, assieme ai social media si è preso anche le piazze della capitale New Delhi e non sembra abbia alcuna intenzione di fare passi indietro. Narendra Modi, il primo ministro che dal 2014 governa ininterrottamente il Paese, ha 76 anni; Amith Shah, il suo braccio destro storico e ministro degli interni, ne ha 61; Gyanesh Kumar, il capo della commissione elettorale accusato di brogli e al centro delle proteste popolari, ne ha quasi 65. Secondo le ultime stime, l’età mediana in India supera di poco i 29 anni: cioè metà della popolazione ha meno di 29 anni, e l’altra metà di più.

È UN DATO CENTRALE per provare a capire gli effetti devastanti che l’effervescenza e la reattività fulminea della Gen Z indiana urbana, rappresentata da gruppi variabilmente politicizzati che vanno dall’apolitico Cockroach janata party (Cjp, gli «scarafaggi») fino alla sinistra radicale della All India students’ association (Aisa), sta avendo sulla macchina della repressione e della propaganda di un regime fondamentalmente gerontocratico.

IL governo fascista hindutva mette in atto una repressione a tutto spiano contro le popolazioni che si oppongono alla svendita di terra, acqua, foreste... in nome dello "sviluppo"

"Nelle regioni adivasi ricche di minerali dell'India centrale e orientale, le comunità che resistono all'estrazione mineraria, ai progetti industriali, alle dighe e ad altri grandi sviluppi infrastrutturali affrontano azioni della polizia, procedimenti penali e l'arresto di leader del movimento e difensori dei diritti umani."



riportiamo il comunicato della Campagna contro la Repressione di Stato (CASR) sugli ultimi attacchi del governo contro le popolazioni

COMUNICATO STAMPA

Data: 13 ottobre 2026

La CASR condanna fermamente l'arresto di quattro attivisti nell'ambito dell'AP-UAPA, 2014; Esprime solidarietà con il popolo dell'Arunachal Pradesh che resiste alla proposta della mega-diga di Siang

Nuova Delhi: La Campagna contro la Repressione di Stato (CASR) condanna fermamente la detenzione di quattro attivisti ai sensi dell'Arunachal Pradesh Unlawful Activities (Prevention) Act (AP-UAPA), 2014, per essersi opposti agli studi del rapporto di pre-fattibilità (PFR) relativo al progetto multiuso Siang Upper (SUMP). La CASR si mostra solidale con il popolo dell'Arunachal Pradesh che si oppone alla mega-diga proposta e chiede il rilascio immediato degli attivisti detenuti, il ritiro delle forze di sicurezza dalle aree colpite e l'abbandono del progetto proposto.

I quattro residenti di Geku nel distretto di Upper Siang—Adum Tayom, Omak Paron, Okut Paloh e Oson Paron—sono stati detenuti a seguito delle proteste contro il progetto proposto. La loro detenzione solleva serie preoccupazioni sull'uso di leggi repressive per sopprimere il dissenso democratico e criminalizzare le comunità che difendono le loro terre ancestrali, i loro mezzi di sussistenza e l'ambiente.

La lotta in Arunachal Pradesh deve essere compresa nel contesto più ampio della crescente criminalizzazione dei movimenti anti-sfollamento e del mirato sistematico verso le comunità adivasi, indigene e altre comunità marginalizzate che resistono all'appropriazione delle loro terre e risorse naturali per grandi infrastrutture e progetti aziendali.

Da Kaziranga alla Valle di Siang: Criminalizzare la resistenza allo sfollamento

mercoledì 14 ottobre 2026

Dichiarazione contro la condanna a morte per i 10 prigionieri politici di Jiramghati in India


Il "Coordinamento Internazionale in Solidarietà con i Prigionieri Politici" esprime le profonde preoccupazioni e condanna alla pena di morte inflitta a 10 prigionieri politici indigeni (Adivasi) in India il 16 settembre 2026. Questi 10 prigionieri politici adivasi (i 10 Jiramghati), accusati di far parte dell'Esercito Guerrigliero Popolare di Liberazione (PLGA) del Partito Comunista d'India (Maoista), sono stati condannati  con l’accusa di aver attaccato Jhiram Ghati (Valle di Jhiram) del 2013 da un tribunale speciale NIA nella città di Jagdalpur, nello stato di Chattisgarh, India centrale. Nell'evento di Jhiram Ghati nel 2013, un convoglio del Partito Congresso allora al potere che stava attraversando la valle di Jhiram è caduto in un'imboscata del PLGA, causando la morte di 29 leader e militanti del Congresso. Tra i caduti vi fu Mahendra Karma, fondatore e leader della famigerata Salwa Judum, una forza paramilitare di vigilanza formata reclutando alcune sezioni del popolo adivasi con il sostegno attivo del governo e delle società minerarie locali, coinvolte in attacchi diffusi, torture, molestie sessuali, incendi, saccheggi e sfollamenti delle comunità adivasi in "villaggi strategici" in nome della lotta al PCI(Maoista).

I 10 prigionieri politici adivasi condannati a morte sono stati presi nelle vicinanze
dopo l'agguato e furono accusati di essere membri attivi del PLGA e di essere coinvolti nell'attacco. Le 10 persone condannate a morte hanno costantemente dichiarato la loro innocenza, e le loro famiglie hanno sempre dichiarato di essere stati arrestati arbitrariamente e falsamente implicati nell'evento di Jhiram Ghati. Hanno trascorso gli ultimi 13 anni in prigione mentre il processo processuale era in corso.

Ora, dopo aver subito 13 anni di reclusione, sono stati condannati a morte. Uno degli imputati è persino morto durante il processo dopo aver trascorso molti anni in prigione. Sebbene la condanna a morte inflitta contemporaneamente a 10 prigionieri politici sia molto rara anche sotto governi autoritari noti, illustra chiaramente la situazione di parte, ingiusta e autoritaria del sistema "giudiziario" nella cosiddetta India "democratica". In questo sistema giudiziario, le persone provenienti da contesti poveri e svantaggiati, come i Jiramghati 10, hanno poche possibilità di difesa legale efficace e di ricorso giudiziario quando sono coinvolte in cause politiche. Questo è il caso di migliaia di prigionieri politici provenienti da origini adivasi, dalit e minoranze (musulmane) che oggi soffrono molti anni di prigionia nelle carceri indiane. Il governo fascista di Narendra Modi ha usato il sistema giudiziario stesso contro tutte le persone che si oppongono, tanto che il processo giudiziario stesso è diventato la punizione. E alla fine di questi lunghi e tortuosi processi giudiziari, ora vediamo la condanna a morte applicata su larga scala in questo caso di Jiram Ghati, dimostrando chiaramente la spirale giudiziaria.

Consideriamo quindi questa condanna a morte un grave caso di letale applicazione della giustizia da parte di un sistema giudiziario parziale. Comprendiamo che molti popoli adivasi nella regione di conflitto di Bastar, nell'India centrale avevano preso le armi e si erano unito all'insurrezione in una lotta di resistenza contro l'assalto statale-aziendale che ha cercato di privarli delle loro terre, vite e mezzi di sussistenza negli ultimi due decenni. Tuttavia, il semplice fatto di far parte di un'insurrezione popolare non può essere la ragione per essere condannati a morte in un procedimento penale senza un processo imparziale e un giusto processo. Questo è il risultato di un "scontro giudiziario", simile agli scontri militari in cui più di 500 Adivasi sono stati uccisi quest'anno dalle forze di sicurezza indiane nell'ambito dell'"Operazione Kagar" senza alcun processo legale. È anche un dato di fatto che nessuna persona è stata processata o condannata per i numerosi casi ben documentati di omicidi, torture, aggressioni sessuali e altre violazioni dei diritti umani da parte della milizia o delle forze di sicurezza Salwa Judum negli ultimi quindici anni, anche se la Salwa Judum è stata anch'essa vietata dalla Corte Suprema dell'India nel 2011.

Riteniamo che la condanna a morte per il Jiram Ghati 10 sia puramente l'azione di uno stato vendicativo

che vuole dare una lezione ai popoli adivasi di Bastar e a tutte le persone in difficoltà in generale che stanno resistendo agli attacchi del governo fascista di Modi contro il popolo indiano. Chiediamo quindi la revoca della condanna a morte e l'immediata liberazione dei Jiram Ghati 10 e invitiamo tutte le organizzazioni internazionali in solidarietà a unirsi al nostro appello. 

lunedì 12 ottobre 2026

Barriere agli ingressi, metropolitane chiuse, internet tagliato, negozi chiusi... la capitale New Delhi si è di fatto barricata in vista di nuove manifestazioni di protesta contro il fascismo hindutva

 I portavoce degli "scarafaggi" di fatto sequestrati senza che nessuno sapesse dove fossero, sono stati rilasciati a condizione che non "violassero la pace" per un anno!

Il governo del fascista hindutva Modi sta dimostrando di essere davvero terrorizzato dalla rivolta popolare in corso e prende misure repressive che alimentano ancora di più a tutti i livelli la rabbia contro un governo corrotto fino al midollo. 

Dalla stampa borghese online riportiamo alcune notizie sull'evoluzione delle proteste che vanno avanti da mesi in India contro le manovre del governo fascista di Modi che sta provando a tagliare dagli elenchi degli elettori almeno 130 milioni di persone, soprattutto musulmani, dalit e adivasi come denunciano le studentesse e gli studenti delle università che a loro volta sono diventate bersaglio del governo perché piene di "intellettuali maoisti". Quella che segue è una breve dichiarazione delle studentesse e degli studenti dell'Università Bhaght Singh della capitale.

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il bsCEM ha partecipato alle manifestazioni contro la frode elettorale dell'Hindutva chiedendo il boicottaggio elettorale

11 ottobre 2026

bsCEM ha partecipato alla manifestazione di protesta che è scatenata in tutto il paese contro il SIR e l'attuazione indiretta della CAA-NRC attraverso di essa, che ha cancellato il nome di milioni di persone lavoratrici, in particolare i musulmani, i dalit e gli adivasi. Abbiamo messo in discussione il carattere delle false elezioni parlamentari e abbiamo chiesto alle masse di boicottare le elezioni false. Una società senza sfruttamento si realizzerà solo grazie alla Rivoluzione di Nuova Democrazia. La lotta per portare la Nuova Democrazia continuerà.


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Aggiornamenti in diretta sulla protesta di Delhi: i leader del CJP incontreranno la Polizia di Delhi, marcia di protesta dell'opposizione verso la Corte Suprema

Il leader del Cockroach Janta Party (CJP), Ashutosh Ranka, ha dichiarato che se la Polizia di Delhi non fornisce al partito "una data" entro 24 ore, organizzeranno la loro protesta.

Aggiornato: 12 ottobre 2026 09:50 IST

"Domani alle 10 del mattino, io, Saurav Das, Ratna Singh e altri leader del CJP andremo alla stazione di polizia di Parliamentary Street per ottenere una data per una protesta pacifica a Jantar Mantar", ha detto Ranka in un post su X. (PTI Photo)"Domani alle 10 del mattino, io, Saurav Das, Ratna Singh e altri leader del CJP andremo alla stazione di polizia di Parliamentary Street per ottenere una data per una protesta pacifica a Jantar Mantar", ha detto Ranka in un post su X. (PTI Photo)

I leader del CJP Abhijeet Dipke, Ashutosh Ranka e Saurav Das sono stati rilasciati domenica dopo essere stati portati davanti a un magistrato esecutivo presso la stazione di polizia del Cantonment di Delhi, a seguito del loro arresto preventivo. Il magistrato ha rilasciato i tre a condizione che non "violassero la pace" per un anno, ha dichiarato il responsabile degli affari legali del partito, Ratna Singh. Dipke, Ranka e Das erano stati arrestati all'interno di un volo Air India dopo l'atterraggio a Delhi da Mumbai, in vista della protesta prevista del partito a Jantar Mantar sabato.

Il Cockroach Janta Party (CJP) – che ha chiesto - perché "milioni di persone" siano state infastidite per proteggere il Chief Election Commissioner (CEC) Gyanesh Kumar, ha promesso di portare avanti la sua protesta contro il Commissario Elettorale Capo Gyanesh Kumar per presunte irregolarità nella Revisione Speciale Intensiva (SIR) delle liste elettorali. Questo avviene un giorno dopo che migliaia di persone sono state arrestate in tutta Delhi mentre la polizia impediva ai manifestanti di raggiungere il Jantar Mantar.

Domenica, Ashutosh Ranka del CJP ha dichiarato in un post su X che i leader del partito si rivolgeranno alla polizia per fissare una data per una protesta pacifica. "Domani alle 10 del mattino, io, Saurav Das, Ratna Singh e altri leader del CJP andremo alla stazione di polizia di Parliamentary Street per fissare una data per una protesta pacifica a Jantar Mantar. La polizia di Delhi può darci una data per Jantar Mantar tra 24 ore, oppure faremo un'altra chiamata di protesta noi stessi", ha detto.

I cancelli di ingresso e uscita di sei stazioni della metropolitana di Delhi — Janpath, Mandi House, Barakhamba Road, Central Secretariat, Rajiv Chowk e Patel Chowk — rimarranno chiusi fino alle 16:00 di lunedì, in vista della protesta del Congresso contro il Commissario Elettorale Capo Gyanesh Kumar. Il DMRC ha dichiarato che le strutture di interscambio rimarranno disponibili in tutte e sei le stazioni. Le agenzie di sicurezza esamineranno la situazione, con ulteriori aggiornamenti in arrivo.

Anche tutta l’opposizione parlamentare sulla scia delle proteste popolari e studentesche sta chiedendo le dimissioni di Kumar.

Il Congresso guiderà una marcia dell'opposizione verso la Corte Suprema lunedì, dopo che il Presidente della Corte Suprema dell'India Surya Kant ha rifiutato la richiesta di una riunione, citando casi pendenti e la mancanza di potere della corte di affrontare tali reclami amministrativamente. Guidata da Rahul Gandhi, la delegazione prevede di presentare un memorandum che chieda la sospensione delle liste elettorali al SIR e le dimissioni del CEC Gyanesh Kumar per presunte irregolarità elettorali. La marcia è prevista per le 13:30 da Connaught Place, con la partecipazione dei leader del blocco INDIA e dei gruppi della società civile.

I leader del CJP hanno intensificato le critiche al governo Centrale durante una conferenza stampa. Mettendo in dubbio le misure di sicurezza, hanno detto che il Primo Ministro Narendra Modi e il Ministro dell'Interno dell'Unione Amit Shah "dovrebbero vergognarsi" di permettere che la situazione degeneri in uno scenario "bellicoso". Il deputato John Brittas e la Presidente AISA Neha Bora sono stati tra coloro che sono stati arrestati dalla polizia di Delhi domenica.

La Corte Suprema domenica ha ordinato al Centro di garantire che  i servizi della metropolitana di Delhi funzionino secondo il loro normale orario e che i servizi internet rimangano ininterrotti durante le proteste. I manifestanti chiedevano le dimissioni della CEC. La corte ha affermato che le restrizioni devono rispettare le condizioni di ordine pubblico stabilite dall'articolo 19(2) della Costituzione.

domenica 11 ottobre 2026

Mega-retate per impedire la manifestazione di ieri contro il fascismo in azione di Modi... Ma la protesta è diventata permanente

dal manifesto di oggi

New Delhi, uno degli almeno settemila arresti che ieri hanno cancellato le manifestazioni contro Modi 

Non hanno nemmeno fatto in tempo a uscire dall’aereo. Appena si è aperto il portellone, una decina di agenti della polizia di New Delhi si è fatta largo tra i sedili e ha arrestato Abhijeet Dipke, Ashutosh Ranka e Saurav Das, rispettivamente il fondatore e i due portavoce del Cockroach janata party (Cjp), il movimento degli «scarafaggi» già responsabile delle dimissioni del ministro dell’istruzione quest’estate. Sono i primi arresti eccellenti del 10 ottobre 2026, data che rimarrà impressa a lungo nella storia indiana e soprattutto in quella della Gen Z, la generazione che ieri ha smascherato la deriva autoritaria della democrazia più grande del mondo, plasticamente in azione nella capitale indiana.

NON ERA MAI successo, nemmeno ai tempi del colonialismo britannico, che l’intera New Delhi fosse trasformata in una fortezza, presidiata da decine di migliaia di agenti tra polizia, corpi speciali e divisioni paramilitari. Tutto per impedire la protesta nazionale contro i brogli elettorali di cui è accusato Gyanesh Kumar, il capo della commissione elettorale responsabile – tra le altre cose – della cancellazione frettolosa e sospetta di 130 milioni di nominativi dai registri elettorali nazionali. Nella

pratica, una manifestazione di dissenso nei confronti del premier Narendra Modi come mai se ne sono viste dal 2014 ad oggi.

venerdì 9 ottobre 2026

mentre si prepara la grande mobilitazione di domani, continuano le proteste per la libertà dei 10.000 arrestati dal governo fascista di Modi

 


Domani è prevista un’altra grande mobilitazione in India per continuare la protesta contro il governo che trucca le elezioni e reprime chi lotta.

“In vista della manifestazione prevista per sabato, centinaia di sostenitori del movimento giovanile CJP [il partito degli “scarafaggi”] hanno protestato giovedì nel polo tecnologico di Bengaluru. Molti manifestanti tenevano manifesti con la scritta: "Ogni nome conta, ogni voto conta" e "Fermate l'uccisione della democrazia".

Così scrive il Guardian di oggi: “Un portavoce del CJP, Ashutosh Ranka, ha dichiarato in un post su X giovedì che "almeno 10.000" persone provenienti da manifestazioni del CJP, organizzazioni studentesche, gruppi di base affiliati e partiti politici sono state arrestate in tutto il paese.

“Le autorità di polizia non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento di Reuters. Videocassette pubblicate sulla piattaforma social X mostravano attivisti portati via in furgoni.

“Il Presidente del Parlamento ha dichiarato che tra i detenuti c'era un gruppo di studenti della città occidentale di Pune diretti alla protesta del 10 ottobre a Delhi. Ha detto che venivano portati via in autobus verso un luogo sconosciuto.”

“La polizia ha barricato l'area di Delhi in vista delle manifestazioni previste per sabato.”

La notizia delle enormi manifestazioni in India contro il governo fascista hindutva man mano viene riportata da altre testate giornalistiche, da quelle internazionali come il New York Times a la Repubblica in Italia... dove ancora una volta sono i “compagni del movimento” che “non si accorgono” di ciò che succede nel paese più grande del mondo!

giovedì 8 ottobre 2026

“India, esplode la protesta contro Modi”, e ancora milioni partecipano alle manifestazioni contro il governo della corruzione e della repressione

  

“India, esplode la protesta contro Modi per le liste elettorali” è il titolo oggi di un articolo del Sole 24 Ore. Più che per le liste si tratta proprio di brogli elettorali e ciò significa che se anche il quotidiano dei padroni italiani adesso se ne occupa vuol dire che la situazione in India sta peggiorando per il governo del fascista indù Modi, governo con il quale il governo italiano della fascista Meloni fa tanti affari e con il quale è in corso il progetto Imec.

“Il governo del primo ministro indiano Narendra Modi – scrive inifatti il quotidiano - è stato messo sotto pressione per la seconda volta nel giro di pochi mesi ieri dopo che le opposizioni hanno tentato di marciare verso la sede dell’Election Commission of India per chiedere le dimissioni del suo capo.”

Questo capo della Commissione Elettorale si chiama Kumar ed è stato eletto, insieme agli altri due membri della Commissione, da un’altra Commissione che guarda caso è composta dallo stesso Modi e dal suo braccio destro fascista “nonché titolare degli Interni, nonché stratega elettorale del partito del premier, Amit Shah.”

Da un’inchiesta giornalistica è partita la denuncia di questa sfacciata violazione di ogni regola elettorale

ed è partita anche la protesta. Nella sostanza questa Commissione al servizio di Modi ha cancellato fino ad ora circa 130  milioni di nomi “dalle liste degli aventi diritto, in parte elettori deceduti o migranti interni conteggiati più volte, in parte persone sulle quali la Commissione elettorale ha ribaltato l’onere della prova, chiedendo che dimostrassero di essere cittadini mediante documenti non sempre facili da reperire e rifiutandosi – fino all’intervento della Corte Suprema – di accettarne altri di uso comune.” È stato più chiaro a tutti, a questo punto, come è stata ottenuta la vittoria alle elezioni del West Bengal: “Le opposizioni hanno accusato la Commissione di aver inquinato i risultati elettorali – come quello che per la prima volta ha visto il Bjp di Modi trionfare in West Bengal – escludendo milioni di cittadini musulmani e appartenenti ai ceti popolari”.

Contro tutto questo, contro la “più popolosa democrazia del pianeta”, come continua a chiamarla il quotidiano dei padroni, dalla quale però deve ammettere con una certa riluttanza che sono emerse dinamiche “affatto democratiche”, si sono riversati nelle strade di New Delhi i manifestanti, “in parte attivisti di partito, in parte sostenitori del movimento giovanile di protesta Cockroach Janta Party”, i giovani che hanno fatto dimettere il ministro dell’istruzione, che sono stati fermati dalla polizia che si è barricata nel centro della città “prima di poter raggiungere l’edificio del centro di New Delhi. Nonostante questo sono riusciti a far fare un salto di qualità alle proteste iniziate lo scorso fine settimana, costringendo sulle difensive una coalizione di governo abituata a ignorare le  manifestazioni di dissenso”.

Dentro la crisi generale, queste manifestazioni di milioni di persone, soprattutto di giovani e di quello che chiamano il ceto medio, tutti colpiti dalla disoccupazione e dall’inflazione e quindi sempre più impoverito, stanno colpendo duramente il regime corrotto fascista e repressivo hindutva di Modi, completamente delegittimato agli occhi del proletariato e delle masse popolari perché sempre più al servizio dell’imperialismo e dei ricchi e che devono continuare a lottare per abbatterlo.