COMITATO DI SOSTEGNO ALLA GUERRA POPOLARE IN INDIA
martedì 14 luglio 2026
Continuare la mobilitazione contro l’Operazione Kagaar e a sostegno alla guerra popolare in India
Continuare la mobilitazione contro l’Operazione Kagaar e a sostegno alla guerra popolare in India
Dopo le iniziative contro l’operazione Kagar e di solidarietà e sostegno alla guerra popolare in India portati avanti nei mesi scorsi (ricordiamo le importantissime iniziative di Bruxelles del 27 gennaio, e del 28 marzo a Zurigo di quest’anno che hanno avuto risonanza internazionale), secondo gli impegni nazionali e internazionali assunti nelle riunioni che si sono tenute in Italia, il comitato di sostegno alla guerra popolare in India si prepara ad altre iniziative che saranno realizzate durante la prossima estate.
A proposito della grande partecipazione internazionale alle iniziative, ribadiamo quello che il Comitato ha scritto nel suo comunicato pubblicato dopo la manifestazione di Zurigo: “Il Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India (CSGPI) apprezza tutte le forze che sono scese in piazza e le considera nel loro insieme una grande base per continuare questa battaglia e una grande fonte d’incoraggiamento per le forze rivoluzionarie, democratiche e per il Partito Comunista dell’India (Maoista) che stanno combattendo coraggiosamente in India in queste ore difficili per salvaguardare il Partito, l’Esercito Popolare e il percorso e la pratica della guerra popolare”.
Oggi la pressante necessità della continuazione delle mobilitazioni è dovuta anche al fatto che il governo fascista hindutva di Narendra Modi, in particolare con l’attiva partecipazione del suo ministro degli Interni Amit Shah, continua a portare avanti la repressione in tutto il paese, una vera guerra contro
il popolo, sempre ben lontano dai riflettori internazionali che ignorano di proposito ciò che succede nel subcontinente indiano.Come raccontano i compagni indiani attraverso i loro comunicati, per raggiungere i propri obbiettivi “le forze armate stanno scatenando il regno del terrore sugli Adivasi, dallo stupro e uccisioni al bombardamento aereo e all’incendio di interi villaggi … I dirigenti e i quadri del PCI (Maoista), che sono al fianco delle popolazioni nella lotta per i loro diritti, vengono sistematicamente assassinati. Abbiamo visto come una massiccia estensione delle foreste nell’India centrale sia stata consegnata alle multinazionali subito dopo l’uccisione del segretario generale compagno Basavaraj. In questo clima, le organizzazioni politiche di massa rivoluzionarie resistono come una fortezza contro l’agenda fascista.” (RSF)
Infatti questi attacchi sono quotidiani: bombardamenti, uso di droni, dispiegamento di migliaia di poliziotti, soldati, squadroni della morte speciali come il CoBra, con assassini extragiudiziali che prendono soprattutto di mira non solo coloro che guidano le lotte ma anche chi solidarizza con queste lotte e denuncia l’attività repressiva del governo fascista hindutva, e che per questo diventa oggetto di particolare attenzione: dagli studenti, ai professori universitari, a poeti, scrittori e intellettuali sottoposti in questi giorni a perquisizione in quasi tutto il Paese e in generale tutti accusati di essere “maoisti” o “maoisti urbani”, intellettuali accusati e arrestati e fatti morire in carcere perché “pensano”, come ha detto il procuratore dello Stato indiano dinanzi alla Corte Suprema in relazione al dottor G.N. Saibaba, che presentava una disabilità del 94%. "Il cervello è più pericoloso del corpo"! ha infatti detto.
Questi attacchi incessanti sono rivolti contro gli operai, le lavoratrici e i lavoratori e le masse indiane in generale, attacchi ai loro diritti fondamentali: diritto al salario, al lavoro e alla sicurezza sul lavoro, alla casa, diritto alla terra e ad una vita dignitosa, diritto delle donne a non essere violentate, attacchi alla libertà di espressione, libertà di manifestazione, libertà religiosa, attraverso espulsioni forzate dalle foreste per fare posto alle multinazionali industriali e minerarie interne ed esterne al Paese che sono nelle mani principalmente dei capitalisti amici di Modi, e cioè i miliardari Adani, Ambani, Agarwal, Tata, Jindal… sempre al servizio, quindi, delle classi dirigenti indiane e dell’imperialismo, non solo quello degli USA, ma anche quello russo, cinese e tutti gli altri.
Il governo indiano è molto apprezzato da questi paesi imperialisti perché mette a lor disposizione una quantità immensa di forza lavoro a basso costo, resa ancora più precaria con la riforma dei codici del lavoro, sia dentro il Paese, che fuori dal Paese con l’emigrazione. Tutto ciò alimenta la miseria (ricordiamo che il governo è costretto a dare 5 chili di riso al mese a circa 800 milioni di poveri!) e la disoccupazione di milioni di giovani, ed è contro chi si oppone a questa miseria crescente che il governo scatena le sue atrocità, mentre spende miliardi per la corsa al riarmo.
Una situazione che i compagni che combattono contro il governo e che guidano la guerra popolare in corso, i compagni del Partito Comunista dell’India (Maoista) e di altre organizzazioni di lotta, descrivono come difficilissima, che vede anche in atto una lotta accanita contro chi vorrebbe liquidare non solo il Partito ma tutta l’esperienza della guerra popolare, insomma una situazione che si è aggravata con l’Operazione Kagaar: una operazione feroce, una lotta senza quartiere, perché il governo vuole mettere fine alla guerra popolare in corso.
La scadenza che si era data il governo Modi e la sua banda di assassini, quella del 31 marzo, però, non sono riusciti a rispettarla, per la resistenza messa in campo dalla guerra popolare, e la mobilitazione di tante organizzazioni di lotta interne al Paese; questa data, anzi, è diventata una sfida e le mobilitazioni in tutto il mondo l’hanno trasformata in un messaggio di liberazione e rivoluzione.
Infatti, per il proletariato la lotta del popolo indiano ha importanza internazionale e la Rivoluzione di Nuova Democrazia in India rappresenta uno dei fronti più importanti della lotta antimperialista mondiale. La sua sconfitta o vittoria avrà un impatto diretto sui rapporti di forza tra imperialismo e rivoluzione proletaria, lotta dei popoli a livello mondiale.
Ma in questi mesi il governo genocida indiano, che si vanta di entrare a far parte delle tre principali economie mondali nei prossimi anni, non si è limitato a scatenare ancora di più la repressione contro il proprio popolo, ricorrendo sempre più al carcere e il numero di prigionieri politici che subiscono torture, si è pure impegnato tantissimo per rafforzare il proprio apparato militare ad ogni livello e rafforzare il consenso internazionale intorno alla sua Operazione Kagaar.
In questo quadro di pressante ricerca di alleanze “nel mondo incerto di oggi”, come ha più volte ripetuto Modi nel suo intervento alla Knesset, al parlamento israeliano il 25 febbraio scorso, una “incertezza” dovuta alla tendenza alla guerra mondiale per una nuova spartizione del mondo, sono cominciate le “visite” a diversi Paesi, a cominciare, appunto, dalla nazisionista Israele, accusata dall’Onu ancora una volta per genocidio dei bambini di Gaza, spendendo parole di miele per stringere accordi militari e commerciali ancora più forti e confermando lo stretto legame ideologico tra il sionismo e il fascismo hindutva.
Modi è poi passato dall’Italia della fascista Meloni nel mese di maggio, e in entrambi i casi, elevando i rapporti bilaterali attraverso il Partenariato Strategico Speciale, ha stretto accordi ancora più forti dal punto di vista politico, dal punto di vista commerciale con il corridoio Imec e militare per il rafforzamento dell’apparato della guerra.
È per tutto questo che come è stato detto nell’intervento in piazza alla fine della manifestazione di Zurigo, i compiti del Comitato Internazionale di Sostegno, dei sostenitori della guerra popolare in India e del Partito Comunista dell’India (Maoista), sono quelli di continuare la denuncia e la mobilitazione a tutto campo all’interno della “Campagna Internazionale di Emergenza” contro l’Operazione Kagaar.
Nei mesi di luglio, agosto e settembre quindi, sono previste altre iniziative in Italia, come un presidio all’ambasciata indiana e una assemblea a Roma contro la repressione e per la liberazione dei prigionieri politici, una campagna di informazione e organizzazione dei lavoratori indiani e una mobilitazione antimperialista contro il progetto Imec, con particolare riguardo ai rapporti tra l’India e l’Italia della fascista Meloni, e i rapporti tra India e Israele, entrambi complici anche del genocidio in Palestina.
Comitato Internazionale di sostegno alla guerra popolare in India Giugno 2026
sabato 13 giugno 2026
La repressione del regime fascista hindutva di Modi contro gli intellettuali non si ferma
La NIA (National Intelligence Agency) all'opera per
annullare la cauzione di Gonsalves e Ferreira nel caso Elgar Parishad
Il giudice speciale Chakor S Baviskar ha ordinato a Gonsalves (68 anni) e Ferreira (53 anni) di presentare le loro risposte alle richieste, che sono state pubblicate per ulteriori considerazioni il 19 giugno.
MUMBAI: Settimane dopo aver chiesto la revoca della cauzione
concessa a Varavara Rao e Sudha Bharadwaj, la National Investigation Agency
(NIA) si è rivolta mercoledì a un tribunale speciale per chiedere la revoca
della cauzione concessa agli attivisti Vernon Gonsalves e Arun Ferreira nel
caso Elgar Parishad-Bhima Koregaon, con l’accusa di aver abbiano violato le
condizioni del loro rilascio partecipando a un incontro al Mumbai Press Club
all'inizio di quest'anno.
NIA si avvia per annullare la cauzione di Gonsalves e
Ferreira nel caso Elgar Parishad (HT PHOTO)
Il giudice speciale Chakor S Baviskar ha ordinato a
Gonsalves (68 anni) e Ferreira (53 anni) di presentare le loro risposte alle
richieste, che sono state pubblicate per ulteriori considerazioni il 19 giugno.
I due sono stati arrestati nell'agosto 2018 e sono rimasti in carcere per quasi
cinque anni prima che la Corte Suprema concedesse loro la cauzione regolare nel
luglio 2023. La corte suprema ha ordinato il loro rilascio soggettio a
condizioni e ha osservato che l'accusa sarebbe stata libera di chiedere la
cancellazione della cauzione in caso di violazione.
Le richieste della NIA derivano da un evento del Mumbai
Press Club tenutosi il 19 gennaio, a cui hanno partecipato diversi imputati,
tra cui Gonsalves, Ferreira, Rao e Bharadwaj, tutti in libertà su cauzione in
quel momento. La NIA ha sostenuto che il programma fosse stato convocato per
diffondere l'ideologia del PCI (Maoista) messo al bando e per discutere il
futuro corso del movimento "Naxalita Urbano". La NIA ha sostenuto che
la loro partecipazione all'evento, in cui hanno interagito tra loro, ha costituito
una violazione delle condizioni legate alla loro cauzione.
L'agenzia si era rivolta allo stesso tribunale il 15 maggio
chiedendo l'annullamento della cauzione concessa al poeta-attivista telugu Rao
(85 anni) e all'avvocato-attivista Bharadwaj (65 anni) per lo stesso episodio.
Rao è attualmente in libertà su cauzione per motivi medici concessa dalla Corte
Suprema, mentre Bharadwaj ha ottenuto la cauzione per inadempienza dalla Corte
Suprema di Bombay nel dicembre 2021.
Durante l'udienza su tali richieste, Rao e Bharadwaj hanno
chiesto la pubblicazione del materiale su cui l'agenzia si basava per sostenere
la sua accusa di aver violato le condizioni della cauzione. Anche Gonsalves e
Ferreira dovrebbero richiedere copie dei documenti e di altri materiali su cui
la NIA si basa a sostegno della sua richiesta di annullamento della cauzione
quando la questione sarà affrontata il 19 giugno, secondo la difesa.
Il caso Elgar Parishad deriva da una denuncia fatta dopo che
è scoppiata una violenza vicino al memoriale di guerra di Bhima Koregaon nel
distretto di Pune il 1° gennaio 2018, durante la commemorazione del
bicentenario della Battaglia di Bhima Koregaon. Gli investigatori hanno
affermato che i discorsi tenuti al conclave dell'Elgar Parishad tenutosi a
Shaniwar Wada a Pune il 31 dicembre 2017 hanno contribuito alla violenza e che
l'evento avesse legami con il PCI (Maoista) messo al bando. Gli imputati hanno
negato le accuse.
Nello stesso procedimento di mercoledì, il tribunale
speciale ha anche ordinato l'emissione di mandati di comparizione contro due
presunti accusati fuggitivi, Prakash alias Ritupan Goswami e Ganapathy alias
Mupalla Laxman Rao, dopo che la NIA ha presentato ricorso per l’avvio di un "processo
coercitivo".
Il prigioniero politico Varavara Rao presenta un ricorso presso la Corte Suprema di Bombay per trasferirsi a Hyderabad
Distretto della Città di Mumbai, 12 giugno 2026: Venerdì, l'Alta Corte di Mumbay
ha richiesto la risposta dell'Agenzia Nazionale d'Indagine (NIA) a una
petizione del poeta telugu Varavara Rao, imputato nel caso Bhima Koregaon, che
chiedeva il permesso di trasferirsi definitivamente da Mumbai a Hyderabad.
Un collegio di divisione composto dai giudici AS Gadkari e
Kamal Khata ha ordinato all'agenzia investigativa di presentare la sua risposta
entro due settimane, quando esaminerà la questione.
Rao si era rivolto all'Alta Corte dopo che un tribunale
speciale della NIA a Mumbai il 16 marzo aveva respinto la sua richiesta di
trasferimento a Hyderabad.
Nel suo ricorso, Rao ha detto che vivere a Mumbai è
diventato difficile a causa della sua età, delle complicazioni di salute e
dell'aumento delle spese di vita.
Rao ha detto al tribunale che lui e sua moglie hanno bisogno
del sostegno dei familiari di Hyderabad, dove possiede una casa e ha parenti.
Rao ha inoltre aggiunto che le sue spese mensili a Mumbai
superano i 77.000 rupie mentre la pensione è di circa 50.000 rupie.
Rao è stato arrestato nell'agosto 2018
nella sua residenza di Hyderabad ed è in libertà su cauzione medica concessa
dalla Corte Suprema nell'agosto 2022.
Le condizioni della cauzione impongono al tribunale di primo
grado il permesso di viaggiare fuori dalla propria giurisdizione.
A settembre, la Corte Suprema ha rifiutato di modificare
questa condizione di cauzione.
Il 15 maggio, la NIA ha chiesto l'annullamento della
cauzione concessa a Rao e all'attivista Sudha Bharadwaj, accusando di aver
violato le condizioni del loro rilascio partecipando a un raduno al Mumbai
Press Club all'inizio di quest'anno. L'agenzia aveva sostenuto che le
condizioni di cauzione per i due impedivano loro di contattare o comunicare con
altre persone accusate nello stesso caso.
La NIA sosteneva che la riunione di Rao e i suoi coimputati
fosse stata convocata con l'intento di diffondere l'ideologia del Partito
Comunista dell'India (Maoista) e di deliberare sulla futura linea d'azione per
diffondere il movimento 'Naxalita Urbano'.
Il caso
Il caso Bhima Koregaon riguarda la violenza scoppiata nei
pressi di Pune il 1° gennaio 2018, un giorno dopo l'organizzazione di un
conclave chiamato Elgar Parishad per commemorare il 200º anniversario della
battaglia di Bhima Koregaon.
La NIA ha sostenuto che l'Elgar Parishad facesse parte di
una più ampia cospirazione maoista per alimentare la violenza delle caste,
destabilizzare il governo dell'Unione e assassinare il Primo Ministro Narendra
Modi.
Rao è tra i 16 attivisti, accademici e avvocati accusati ai
sensi dell'Unlawful Activities (Prevention) Act per il loro presunto ruolo
nell'istigazione della violenza.
Dei 16 imputati, 14 sono stati rilasciati su cauzione. Il
sacerdote gesuita Stan Swamy, anch'egli accusato nel caso, è morto in prigione
nel 2021.
Un altro imputato nel caso, Surendra Gadling, ha ottenuto la
libertà su cauzione dalla Corte Suprema di Bombay il 4 maggio. Tuttavia, rimane
in carcere poiché la sua richiesta di cauzione in un caso di incendio doloso
del 2016 è pendente davanti alla Corte Suprema.
Il processo su questo caso deve ancora iniziare.
Quando la Corte Suprema lo scorso anno ha concesso la
cauzione a due persone accusate nel caso, ha osservato che le prove principali
citate dall'Agenzia Nazionale d'Indagine – un lotto di lettere – erano di
"debole valore o qualità probatoria". Inoltre, una società di
criminalistica digitale, Arsenal Consulting, ha concluso che sui laptop e sui
dispositivi dell'imputato sono state piazzate prove false.
Fonte:
https://scroll.in/latest/1093532/bhima-koregaon-case-hc-seeks-nia-response-on-varavara-raos-plea-to-move-to-hyderabad
Fonte:
https://indianexpress.com/article/legal-news/elgaar-parishad-case-bombay-high-court-seeks-nias-reply-to-varavara-raos-plea-to-permanently-reside-in-hyderabad-10736528/
Fonte:
https://www.deccanchronicle.com/nation/varavara-rao-seeks-hc-nod-to-shift-to-hyderabad-citing-health-financial-strain-1963106
Il Fronte Studentesco Rivoluzionario (RSF) condanna gli sfratti forzati nel Bengala Occidentale
“Il potere nasce dalla canna del fucile” — Compagno Mao
Tsetung
Da quando ha preso il potere nel Bengala Occidentale, il
governo brahminico fascista Hindutva RSS-BJP ha fatto un passo dopo l'altro
contro il popolo in tutto lo stato.
Abbiamo visto che le case delle popolazioni sono state
demolite in diversi luoghi, definendole 'illegali'. Le case sono state demolite
senza compenso con bulldozer in nome dell'allargamento delle strade. Gli
sfratti forzati dei venditori ambulanti sono iniziati ovunque su strade e
stazioni. Parallelamente a ciò, è in corso anche la demolizione delle
baraccopoli con l'aiuto delle autorità ferroviarie. Tutto questo avviene sotto
il fuoco di poliziotti armati e dei CAPF. Gli sfratti forzati dei venditori
ambulanti sono stati effettuati nei locali della stazione di Dum Dum intorno a
mezzanotte di questa sera. Sebbene la popolazione abbia resistito
pacificamente, i negozi sono stati demoliti in modo antidemocratico usando
bulldozer alla presenza di centinaia di forze di polizia e militari. Il governo
ha già effettuato sfratti forzati in quasi tutte le stazioni, inclusi Howrah,
Sonarpur, Sealdah, Uttarpara, Memari, Burdwan.
Da un lato, il quadro occupazionale in tutto il paese è
pessimo. La disoccupazione è la più alta degli ultimi decenni. I colloqui per
le assunzioni sono altamente irregolari. Nonostante un gran numero di posti
vacanti (oltre 1 milione) rimasti in vari settori, il reclutamento è minimo. In
effetti, molte posizioni vacanti sono state abolite invece che metterle a
disposizione per le assunzioni. Nel frattempo, tutti gli esami in corso vengono
anche rinviati a causa di varie scuse, tra cui fuga di domande, frodi. Questa è
la vera immagine dei settori dei servizi in tutto il paese. D'altra parte,
l'agricoltura è diventata non redditizia per i contadini comuni. In realtà, una
gran parte dei contadini del nostro paese non possiede terre proprie. Cioè,
lavorano come mezzadri o lavoratori agricoli sulle terre altrui. Anche in quel
caso, il reddito del raccolto finisce per pagare prestiti, fertilizzanti, semi,
noleggio macchinari, ecc. Alla fine della stagione, non rimane più nulla. Il
terribile quadro del sistema agricolo può essere compreso dalle statistiche sui
suicidi dei contadini (circa 28 contadini e lavoratori agricoli si suicidano
ogni giorno). Le condizioni dei settori del lavoro erano già malsane. Abbiamo
visto che durante la pandemia da COVID-19 ci sono stati licenziamenti massicci
in varie organizzazioni e fabbriche. Attualmente, grazie ai quattro codici del
lavoro del governo centrale, i proprietari hanno il diritto di licenziare i
lavoratori a piacimento, ridurre i salari, aumentare l'orario di lavoro e non
applicare la protezione dei lavoratori in caso di responsabilità civile.
In questa situazione, molte persone sono state costrette a
prendere prestiti da varie istituzioni private a tassi di interesse elevati per
provvedere al cibo da soli. Anche qui non hanno le possibilità delle banche
governative. L'unica fonte di reddito per molte famiglie è il loro negozio, il
risciò, il carrello o il furgone. L'attuale governo fascista è impegnato a
demolire i loro luoghi di lavoro e le loro case senza garantire un adeguato
sostentamento e riabilitazione a queste persone. Abbiamo visto che i venditori
ambulanti sono stati sfrattati durante il precedente governo Trinamool. In quel
momento, l'allora leader dell'opposizione, Shuvendu Adhikari del BJP, ha
mandato un messaggio per sostenere i venditori ambulanti. Ma oggi, avendo
assunto la carica di Primo Ministro, sta sfrattando venditori ambulanti e
baraccopoli su scala più ampia e distruttiva.
Questi piccoli commercianti o venditori sono una parte
importante della nostra economia interna. Chiaramente, il governo fascista a
doppio motore è intrinsecamente contrario ai piccoli commercianti come
intermediari della grande borghesia sia interna che estera. Dopo che i
venditori ambulanti sono stati sfrattati etichettandoli come 'illegali', altri
attacchi vengono diretti contro di loro. Sono già stati emessi avvisi ai loro
negozi in vari luoghi e sono state fatte minacce verbali.
Abbiamo visto che, da quando è arrivato al potere al governo
centrale, il governo BJP ha ripetutamente messo in pericolo i piccoli
commercianti con decisioni come la GST e la demonetizzazione. In effetti, i
grandi borghesi Adani, Ambanis, Tata, Birlaras vogliono monopolizzare i mercati
a livello di base del paese. Vengono aperti centri commerciali e grandi catene
di negozi. Il 'modello di sviluppo' del governo BJP contro venditori ambulanti
e piccoli commercianti è nell'interesse di questi capitalisti. Si sono
impegnati proprio a questo scopo con l'aiuto della cricca del
partito-polizia-goondabahini.
Noi, a nome del Fronte Studentesco Rivoluzionario (RSF),
invitiamo tutte le organizzazioni e individui democratici, antifascisti e
progressisti dello Stato a unirsi contro il piano di sfratto anti-popolare del
governo fascista. Un movimento di massa collettivo e militante antifascista
completo è l'appello del momento nell'interesse di tutte le persone oppresse ed
emarginate della società, inclusi lavoratori, contadini, venditori ambulanti,
piccoli commercianti, studenti, donne, Dalit, minoranze, tribali.
Noi chiediamo che:
1) Il governo deve risarcire tutti i venditori ambulanti e
piccoli commercianti coinvolti.
2) Il governo deve fornire lavoro e alloggio a ogni vittima.
3) Il governo illegale e incostituzionale fascista dei
bulldozer deve essere immediatamente fermato.
lunedì 8 giugno 2026
Italia-India e i nuovi accordi del Partenariato Strategico Speciale – 4: una gigantesca classe operaia a disposizione dell’imperialismo italiano
Uno dei punti importanti, molto importanti, del Partenariato Strategico Speciale firmato dal duo fascista Modi-Meloni il 20 maggio scorso, è quello che riguarda i lavoratori, la forza lavoro, e ne parla in un capitolo intitolato però Migrazione e mobilità, titolo che però rende chiaro il concetto di come deve essere per l’imperialismo odierno la forza lavoro.
Ecco il capitolo con i suoi tre punti:
Migrazione e mobilità
23. I due leader hanno concordato di migliorare la mobilità di studenti, ricercatori e lavoratori qualificati, in particolare nei settori STEM, e per ampliare la cooperazione nello sviluppo delle competenze, in linea con le esigenze del mercato del lavoro, inclusa una specifica Dichiarazione Congiunta di Intenti sulla facilitazione della mobilità degli infermieri dall'India all'Italia. In questo contesto, hanno accolto con favore la situazione in corso discussioni tra le agenzie competenti sull'Accordo di Sicurezza Sociale (SSA).
24. Hanno accolto con favore il lancio di "ICI - Italia chiama India: un ponte di talenti università-
impresa" mirato a valorizzare il talento degli studenti indiani iscritti alle università italiane offrendo percorsi concreti per la guida, l'abbinamento e l'integrazione qualificata nelle imprese italiane.25. Hanno inoltre discusso la possibilità di rafforzare la cooperazione per combattere contro
migrazione irregolare, sfruttamento del lavoro e tratta di esseri umani per garantire una migrazione sicura e legale. [il grassetto è nostro]
Anche in questo capitolo, come si vede, c’è una parte, la n. 25, fatta di frasi di circostanza che rimangono sempre lettera morta come “combattere contro lo sfruttamento del lavoro”!!! e che servono a coprire il vero intento dell’accordo che è proprio il contrario ed è quello chiarito nei due punti precedenti.
Tutto l’interesse per la “mobilità” dei lavoratori di un paese imperialista come quello italiano sta nel fatto ormai noto e ripetuto ad ogni piè sospinto da padroni lamentosi che in particolare nei paesi imperialisti “mancano i lavoratori”, carenza attribuita soprattutto al calo delle nascite, a quello che chiamano il problema demografico.
È chiaro che ancora una volta la borghesia racconta la storia a modo proprio e cade in contraddizione costantemente: non ha senso, infatti, parlare di carenza di lavoratori quando in questo paese ci sono ufficialmente 1,3 milioni di disoccupati ufficiali e circa 12 milioni di “inattivi”!
Ma per soddisfare gli interessi specifici della borghesia industriale e non industriale italiana servono lavoratori non solo perché non si “trovano” a sufficienza nel nostro paese, ma che si accontentano di salari che non hanno la “storia” di quelli italiani e cioè non hanno ottenuto negli anni con una lotta accanita miglioramenti sia salariali che di condizioni di lavoro.
È qui che entra in ballo l’India, un Paese che oltre ad avere una classe operaia immensa, di cui, secondo le statistiche ufficiali, circa 70 milioni nel settore manifatturiero, è il paese che “produce” più diplomati e laureati al mondo, dopo la Cina, nelle materie scientifiche quelle definite Stem, proprio quelle che da anni mancano ai paesi imperialisti che si “impoveriscono” di lavoratori di ogni tipo.
L’India “esporta” forza lavoro in quantità industriale, per fare una battuta: “solo” circa 9 milioni lavorano nei paesi del golfo persico! E proprio in questi paesi si palesa tutta la falsità delle frasi di circostanza, perché la condizione dei lavoratori è da schiavi e basta!
E poi in giro i lavoratori indiani emigrano in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Italia. I cosiddetti fatti di cronaca di questi giorni raccontano di come questi lavoratori, spesso impiegati nei campi e negli allevamenti vivono in condizioni di schiavitù e talvolta vengono uccisi barbaramente dai padroni.
Si tratta, quindi, di un enorme bacino di lavoratori, dagli ingegneri ai manovali, a disposizione degli imperialisti, cui attingere a piene mani, ma da quanto è scritto proprio nell’accordo firmato dal duo fascista Meloni-Modi anche di altre professionalità come gli infermieri. Nell’accordo si parla addirittura di 9 mila infermieri che devono trasferirsi dall’India all’Italia! E qui non c’è niente di “bilaterale” sono i lavoratori indiani che si trasferiscono!
Ciò è da un lato la certificazione che la formazione professionale in Italia è di fatto bloccata con i famigerati numeri chiusi per l’accesso a determinate professioni, limitazioni dovute innanzi tutto alla progressiva privatizzazione della scuola pubblica, mentre dall’altro lato c’è l’aspetto del salario. È chiaro che un infermiere indiano, soprattutto se viene a lavorare nel settore privato non percepirà lo stesso salario e a causa di questa concorrenza tra lavoratori i salari si abbassano costantemente e progressivamente in moltissimi settori. Questo è uno modi attraverso cui la classe operaia nei paesi imperialisti si impoverisce, mentre la classe operaia dell’India è costretta ad emigrare.
Per la classe borghese, per i padroni, per il capitalismo-imperialismo, ieri come oggi, la classe operaia è considera una unica classe, da sfruttare per il profitto. Ancora di più deve risaltare, oggi come ieri, che l’interesse della classe operaia è quella di unirsi a livello mondiale per mettere fine al sistema di sfruttamento rafforzato di volta in volta da questi “Partenariati” più o meno strategici.
giovedì 28 maggio 2026
Italia-India e i nuovi accordi del Partenariato Strategico Speciale – 3: La “sicurezza” al servizio della repressione contro il proprio popolo
Le implicazioni dell’accordo Italia-India secondo il Partenariato Strategico Speciale sono davvero tante e con effetto di lunga durata e riguardano tutti gli aspetti economici e politici e militari perché dallo scambio ognuno ha da guadagnare secondo i propri interessi.
L’Italia imperialista è alla ricerca innanzi tutto di un mercato abbastanza grande per poter smerciare i propri prodotti, e l’esportazione è attualmente vitale per la produzione industriale in questo paese dove le percentuali sono infime; perfino il Fondo Monetario Internazionale in questi giorni conferma la “crescita” dell’0, 5% anche per il 2027!!! Poter continuare a fare profitti in questi momenti di crisi internazionale - cronica per l’imperialismo - è l’aspetto principale dunque.
Questi profitti comunque provengono dall’investimento dei capitali finanziari, investimenti diretti esteri (IDE) sia in prestiti diretti che nelle industrie con il relativo sfruttamento della forza-lavoro, ma anche comprando buoni del tesoro e ricavandone un interesse che di fatto strozza sempre i paesi che li ricevono e che spesso non riescono mai più a ripagare la somma iniziale e devono vita natural durante continuare a pagare interessi…
Questa possibilità di continuare a fare profitti va messo in sicurezza, secondo l’Accordo firmato tra i due Paesi. In sicurezza rispetto all’esterno e all’interno, rispetto al pericolo rappresentato da altri paesi e rispetto alla possibilità di rivolta dei lavoratori e delle masse che mettono in discussione i “piani di sviluppo” orchestrati dai governi e che da queste politiche e da questi accordi vengono pesantemente colpiti.
E infatti a questo tipo di sicurezza è dedicato un pezzo dell’Accordo con i punti 20, 21 e 22.
Sicurezza
20. I due leader hanno condannato fermamente il terrorismo e l'estremismo violento in tutte le loro forme e manifestazioni, incluso il terrorismo transfrontaliero. I due leader hanno condannato
fermamente l'attacco terroristico di Pahalgam del aprile 2025 e hanno ribadito il loro impegno a cooperare nel combattere contro terroristi e gruppi terroristici e i loro affiliati, compreso quelli elencati dal regime di Sanzioni 1267 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Hanno invitato tutti i paesi a continuare a lavorare verso l'eliminazione dei rifugi e delle infrastrutture per i terroristi, interrompendo le reti terroristiche e combattere il finanziamento del terrorismo, secondo le linee guida della Financial Action Task Force. Entrambi i leader hanno ribadito il loro impegno a collaborare presso l'ONU, il FATF e altre piattaforme multilaterali.21. Entrambi i leader hanno accolto con favore la prima riunione della Task Force Permanente tra l'India e Italia sul contrasto al finanziamento del terrorismo e il prossimo incontro del Gruppo di Lavoro Congiunto sul Controterrorismo.
22. Entrambi i leader hanno accolto favorevolmente la conclusione di un MoU tra la Guardia di Finanza italiana e la Direzione per l'Applicazione della Legge dell'India attendendo con interesse la pronta conclusione dell’Accordo sullo Scambio e la Protezione Reciproca delle Informazioni Classificate e l'Accordo sul rafforzamento della Cooperazione della Polizia. Hanno inoltre accolto con favore le discussioni in corso su altri accordi tra cui il Trattato di Estradizione e il Trattato di Mutua Assistenza Legale.
Per la borghesia di ogni paese tutto ciò che mette in pericolo il suo dominio di classe è terrorismo o estremismo violento in tutte le loro forme e manifestazioni. Questo concetto allarga all’infinito il campo di intervento dei vari governi della borghesia (concetto che è stato condannato da diversi organismi internazionali per la difesa dei diritti umani).
E infatti, dai paesi imperialisti come l’Italia ad ogni altro paese si fanno leggi sempre più apertamente fasciste soprattutto per impedire che le masse possano rivendicare apertamente in piazza condizioni di vita migliori. Il governo italiano con a capo la fascista Meloni è diventato un “esempio” visto che in questi quattro anni di governo, creando ad arte un’atmosfera di “emergenza permanente” ha sfornato ben 4 decreti sicurezza (appunto!).
L’India, da parte sua, ha già delle leggi da stato di polizia e da stato fascista come L’UAPA Unlawful Activities Prevention Act (“Legge di prevenzione delle attività illegali”) del 1967! Proprio l’anno dello scoppio della rivolta armata dei contadini di Naxalbari. Una legge applicata da allora e che ha portato nelle carceri migliaia di attivisti politici, nonché persone “normali” che lottano per affermare i propri diritti. Ma allo stato indiano tutto questo non è bastato per mettersi in “sicurezza” e quindi ha affiancato a queste leggi delle Operazioni speciali con i nomi più variegati (l’’ultima si chiama Operazione Kagar) per mettere fine ad ogni ribellione.
E proprio su questo, sui modi della repressione, i firmatari dell’Accordo, con il capitolo sulla sicurezza cercano una reciproca legittimazione. Per Narendra Modi questa legittimazione è di importanza fondamentale visto che da un lato sta portando avanti una guerra contro il Pakistan per il controllo del Kashmir colpendo duramente le popolazioni locali, e dall’altro lato un genocidio interno innanzi tutto contro le popolazioni adivasi, oltre che su lavoratori, intellettuali, studenti… delle città, definiti tutti insieme “maoisti urbani”.
Ma su questo il governo fascista indù di Modi si era già portato avanti con il sostegno attivo sia in armi sofisticate che in “consulenza” del nazisionismo israeliano. E a proposito di metodi di repressione si deve notare che in questo accordo c’è anche l’insistenza sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che oltre ad essere uno strumento che agli occhi della borghesia stimolerà ulteriormente la produttività (che in definitiva significa tagliare forza-lavoro e quindi salari con la sostituzione di altre macchine) è uno strumento utilizzato per il controllo sociale preventivo.
Quindi al di là del linguaggio che vuole sembrare neutrale del capitolo sulla “sicurezza”, il vero intento dei due firmatari, ribadiamo, è quello di mettere in sicurezza profitti e interessi; mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento, soprattutto quelle del petrolio e del gas; mettere in sicurezza il “corridoio IMEC” in contrapposizione con la via della seta cinese…
È per questo che per l’ineffabile ministro degli Esteri italiano Tajani l’India è un “partner prioritario”, “fondamentale per la stabilità dell’Indo-Pacifico e per la sicurezza internazionale”, oltre che “la più grande democrazia del mondo”. E proprio dietro la copertura della “democrazia” si cela la duplice complicità del governo Meloni con il governo Modi: quando sostiene la guerra contro il Pakistan, ma soprattutto quando sostiene il genocidio del fascista indù Narendra Modi contro il proprio popolo.
mercoledì 27 maggio 2026
Italia-India e i nuovi accordi del Partenariato Strategico Speciale – 2: Rafforzare l’apparato della guerra
Durante l’incontro
che ha portato all’accordo firmato dalla Meloni e da Modi il 20 maggio scorso
chiamato Partenariato Strategico Speciale, il più alto grado di cooperazione e
relazioni diplomatiche, i due capi di governo hanno tenuto a ripetere che l’interscambio
tra i due Paesi aumenterà dagli attuali 14 miliardi a 20 miliardi. A questo
notevole incremento non può che contribuire in buona parte l’interscambio
nell’ambito del settore della “difesa” e cioè di tutto quello che riguarda le
armi. Da un lato questo viene detto esplicitamente nella dichiarazione
congiunta finale dell’incontro che comprende i punti 17, 18 e 19 e che
riportiamo:
Difesa
17. Entrambi i Primi Ministri hanno espresso
soddisfazione per l'approfondimento della cooperazione nella difesa, anche
attraverso scambi ministeriali, legami tra i servizi, visite in porto, e hanno accolto
l'adozione di una Dichiarazione Congiunta di Intenti e di una Roadmap per
l'Industria della Difesa che promuoverà collaborazioni per la cooperazione
tecnologica, la co-produzione e il co-sviluppo progetti tra cui elicotteri, piattaforme navali, armamento
della marina e per la guerra elettronica.
Hanno inoltre riconosciuto
l'importanza di proteggere le infrastrutture critiche e le relative catene di
approvvigionamento attraverso il rafforzamento della resilienza industriale.
18. Le due parti hanno concordato di esaminare la
fattibilità di istituire un dialogo strutturato annuale di alto livello
militare, che integra il lavoro del Comitato Congiunto per la Difesa e del Gruppo
di Cooperazione Militare, e promuovere esercitazioni congiunte e corsi
interforze.
19. Entrambi i leader hanno concordato di avviare un
Dialogo sulla Sicurezza Marittima, con l'obiettivo di aumentare la cooperazione
in materia di sicurezza marittima, coordinamento e scambio di informazioni e
buone pratiche nel dominio marittimo.
Come si vede si tratta di un accordo di collaborazione
militare a tutto campo. Se da un lato questi accordi vanno trasformati in
documenti più specifici per essere applicati, dall’altro spesso ci sono parti
che rimangono segrete e per cui non si può davvero comprendere fino a che punto
arriva la “collaborazione” e a quantificare quanto sarà l’impegno reale in
termini di finanziamento.
Questi accordi sulla difesa, riporta un quotidiano online “sono
stati sottoscritti dal ministro della Difesa Guido Crosetto e dal ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar nell’ambito
del vertice bilaterale che ha sancito l’elevazione delle relazioni tra i due
paesi al rango di Partenariato strategico speciale … Gli accordi si inseriscono
a loro volta nel più ampio quadro del Piano d’azione strategica congiunta
2025-2029, adottato dai due leader a margine del G20 di Rio de Janeiro di
novembre 2024, e si collocano in un percorso di relazioni bilaterali in
progressiva intensificazione negli ultimi anni, con la presenza di Modi al G7
in Italia nel giugno 2024 e la visita di Meloni in occasione del G20 in India
del 2023.”
Esistevano già, quindi, un Piano d’azione strategica
congiunta 2025-2029, un Comitato Congiunto per la Difesa e un Gruppo di
Cooperazione Militare, ai quali si aggiunge questo ultimo accordo. Tutto questo
mostra quanto grande sia l’interesse dell’imperialismo italiano per i rapporti
con il colosso indiano.
“Sul piano industriale – continua l’articolo - le relazioni
tra i due Paesi sono già da tempo in via di consolidamento. Leonardo e Adani Defence & Aerospace,
società del conglomerato indiano Adani Group, hanno siglato un memorandum
d’intesa per sviluppare in India un ecosistema industriale integrato nel
settore elicotteristico per rispondere alla domanda delle Forze armate indiane
attraverso piattaforme come l’AW169M e l’AW109 TrekkerM, prevedendo una
progressiva localizzazione produttiva e delle attività di manutenzione,
supporto logistico e addestramento. Nel settore della guerra elettronica, anche
ELT Group è presente nel subcontinente, in linea con la crescente attenzione di
Nuova Delhi verso questo tipo di capacità.
“Sul fronte navale, Fincantieri
ha più di un dossier aperto in India. La controllata Wass Submarine Systems
ha ottenuto tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 commesse di rilievo dalla
Marina indiana nel settore dei sistemi subacquei. Ha inoltre stretto accordi di
cooperazione strategica con Cochin shipyard limited (Csl), il principale
costruttore navale pubblico indiano, finalizzati allo sviluppo congiunto di
programmi cantieristici, alla cooperazione tecnologica e al rafforzamento delle
capacità industriali nel settore navale.
“Nella componentistica
critica, il gruppo bolognese Poggipolini ha recentemente acquisito una
quota di maggioranza dell’indiana Aero Fasteners, con l’obiettivo di
rafforzarne il posizionamento nel mercato dei sistemi di fissaggio ad alta
affidabilità destinati ai comparti strategici. Sul versante della supply chain aerospaziale
e della difesa, Ala Group, attivo nel campo della logistica avanzata, ha
sottoscritto un memorandum d’intesa con Tvs Supply Chain Solutions per
collaborare nel mercato indiano dell’aerospazio e della difesa, stimato in
circa 28 miliardi di dollari, con particolare attenzione ai programmi di offset
e localizzazione industriale collegati alle future commesse della difesa
indiana.”
Elicotteri, navi militari guerra
elettronica e cioè Leonardo S.p.A., Fincantieri ed ELT Group da parte italiana,
in prima linea tra le circa 1000 imprese presenti in India. Multinazionali sotto
il controllo dello Stato italiano, direttamente o indirettamente, che soprattutto
in questi anni di guerre stanno accumulando enormi quantità di profitti.
Anche le multinazionali di Ambani
e Adani, i due amici stretti di Modi, gli uomini più ricchi dell’India con un
patrimonio di circa 100 miliardi a testa, sviluppano entrambi sistemi d’arma e
fanno profitti enormi.
Il governo indiano del fascista
indù Modi ha la necessità di rafforzare ancora di più tutto il suo apparato
militare e di allargare le sue alleanze in vista degli scontri con i paesi confinanti
(Pakistan Cina…), ma anche di una partecipazione ad un possibile conflitto mondiale.
Anche il governo italiano, guidato
dalla fascista Meloni, procede speditamente verso il riarmo completo,
impegnando tutte le capacità produttive che assorbono sempre finanziamenti all’interno
di quella che diventa ogni giorno di più un’economia di guerra.
martedì 26 maggio 2026
Italia-India e gli accordi del nuovo Partenariato Strategico Speciale - 1
Il 20 maggio scorso la fascista Giorgia Meloni attuale capo del governo italiano ha accolto il fascista indù Narendra Modi a Roma per un incontro che tutti e due hanno definito storico.
Le frasi zuccherose che hanno caratterizzato tutto l’incontro del duo Melodi, vengono inserite nel giusto contesto dalla sintesi, per così dire, che in una intervista fa l’attuale ministro degli Esteri Tajani parlando chiaro di cosa vedono le imprese in questo incontro: “Le imprese indiane vedono sempre più l’Italia come porta d’accesso alle tecnologie e ai mercati europei, mentre le aziende italiane considerano l’India non soltanto una destinazione per l’export, ma anche un hub strategico per produzione e ricerca e sviluppo all’’interno delle catene globali del valore”.
Ma già a premessa dell’incontro i due avevano siglato un editoriale a quattro mani sul Times of India nel quale mettono in mostra in maniera enfatica le loro “visioni” che dovranno diventare realtà a seguito della firma dei vari accordi. Il titolo dell’editoriale: “India e Italia, un’alleanza più forte che guarda al futuro: tecnologia, energia e valori comuni per ridisegnare gli equilibri globali” è abbastanza pretenzioso visto che con questo accordo si vogliono addirittura “ridisegnare gli equilibri globali”! Ma se l’India, prossima “terza potenza economica del mondo” dopo Stati Uniti e Cina come pronosticano tutti gli esperti economici, entra di sicuro nel campo di quelli che possono determinare gli “equilibri mondiali”, l’imperialismo italiano, invece in profonda crisi, con un’economia a crescita zero e priva di peso politico a livello internazionale, non può aspirare a questo ruolo e si propone quindi come Paese centrale nel corridoio “Indo mediterraneo” e per i rapporti con l’Africa con il Piano Mattei.
L’ampollosa retorica borghese applicata in particolare a questo tipo di incontri permea tutto l’editoriale, secondo cui questi “legami si sono ampliati con uno slancio senza precedenti” (le parole “storico”, “senza precedenti”.. si sprecano) fino ad arrivare alla decisione di creare un “Partenariato Strategico Speciale” che sarebbe “fondato sui valori di libertà e democrazia, nonché su una visione comune del futuro.”
I “valori di libertà e democrazia” in Italia significano marcia verso il moderno fascismo, formazione di uno stato di polizia che cerca di eliminare progressivamente i diritti in ogni campo della vita sociale, mentre in India significano già uno stato di tipo fascista che fa la guerra contro il proprio popolo… e questi aspetti della politica interna ed esterna (per esempio il sostegno di entrambi i paesi al nazisionismo israeliano) è la loro “visione comune del futuro”.
Si tratta insomma di quelle frasi che servono ad ingannare l’opinione pubblica e rendere accettabili gli accordi che si firmano. Naturalmente insieme a queste chiacchiere da contorno ci sono le frasi che vanno diritto a ciò che davvero interessa i due esponenti politici e cioè collaborare dal punto di vista economico, ognuno secondo i propri interessi, mettendo insieme i due “sistemi produttivi”. Da parte italiana c’è “…il design italiano, l’eccellenza manifatturiera e i supercomputer di livello mondiale” che sarebbero “l’espressione della posizione dell’Italia come potenza industriale” e per quanto riguarda l’India “la rapida crescita … il talento ingegneristico, la scala produttiva… e il suo ecosistema innovativo e imprenditoriale, che conta oltre 100 unicorni e 200.000 start-up.” L’“unicorno” è una start-up che ha raggiunto il milione di dollari di capitalizzazione: in Italia ce ne sono una decina!
Ad aiutare questa integrazione produttiva c’è il nuovo Accordo di Libero Scambio tra l’Unione Europea e l’India firmato il 27 gennaio di quest’anno che abbatte i dazi quasi al 100% su quasi tutti i settori. Accordo che vuole essere una risposta alla guerra dei dazi di Trump e che dovrebbe agevolare l’integrazione delle catene di approvvigionamento.
I nuovi rapporti tra Italia e India si riferiscono “con particolare attenzione a difesa e aerospazio, tecnologie pulite, macchinari, componenti automobilistici, chimica, farmaceutica, tessile, agroalimentare, turismo e altro ancora.” Tra questo altro ci sono i minerali strategici, le terre rare. In questo senso Modi e Meloni sottolineano “il crescente interesse delle imprese italiane per la produzione per l’India e la presenza sempre più significativa delle industrie indiane in Italia — che oggi superano quota 1.000 da entrambe le parti…”.
Oltre ai settori già menzionati viene sottolineata come fondamentale la difesa - e cioè tutto ciò che concerne il settore militare - e la sicurezza, con la quale si intende tutto ciò che concerne la repressione di ogni opposizione politica e sociale, e infine l’energia con il rafforzamento del Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC).
Nei prossimi articoli entreremo nel merito dei diversi aspetti di questi accordi a cominciare dal settore della “difesa”.







