COMITATO DI SOSTEGNO ALLA GUERRA POPOLARE IN INDIA
sabato 14 marzo 2026
IL 28 MARZO TUTTI A ZURIGO - APPELLO ALLA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE PROLETARIA CONTRO L'OPERAZIONE KAGAAR
APPELLO ALLA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE PROLETARIA CONTRO L'OPERAZIONE KAGAAR
RACCOGLIAMO L'APPELLO INTERNAZIONALE ALL'AZIONE
CONTRO L'OPERAZIONE KAGAAR IL 28 MARZO
VIVA LA SOLIDARIETÀ PROLETARIA INTERNAZIONALE!
Forum Against Corporatization And Militarization (FACAM)
La strenua resistenza del popolo indiano contro la genocida Operazione Kagaar nell'India centrale e orientale risuona in tutto il mondo come un appello alla giustizia per le vittime di massacri di massa, sturpi, esecuzioni stragiudiziali e assassinii politici, torture e detenzioni illegali. Scosso dalla massa di cadaveri di attivisti politici e indigeni in Bastar e altre regioni, il movimento proletariato internazionale ha risposto all'appello ha raccolto singoli e organizzazioni progressisti, democratici e amanti della giustizia per esigere la fine dell'Operazione Kagaar e del genocidio del popolo Adivasi e dei suoi attivisti politici. Il 27 gennaio si sono svolte proteste e presidi a Bruxelles presso l'Ambasciata indiana e il Parlamento europeo, oltre a una grande manifestazione di protesta organizzata dal Comitato Congiunto Stop Repressione in India (JCSR) e varie altre organizzazioni presso il Consolato Generale dell'India a Birmingham, Regno Unito, lo stesso giorno. Il 28 si è tenuta anche una protesta a Vienna.
Queste proteste sono state indette all’indomani della chiusura dei negoziati sull'Accordo di libero scambio UE-India e di fronte alla Sottocommissione per i diritti umani del Parlamento europeo, nonché in occasione della celebrazione del 77° Giorno della Repubblica, il 26 gennaio 2026, per riflettere sulla natura della "Repubblica" dello Stato indiano.
In precedenza, proteste e iniziative si erano svolte anche in Turchia, Cile, Brasile, Perù, Filippine, Bangladesh, Italia, Germania, Spagna, Polonia, Stati Uniti e Grecia, per chiedere la fine della campagna di sterminio condotta in India nell'ambito dell'Operazione Kagaar, in nome dello sviluppo.
Il FACAM esprime il suo caloroso saluto internazionale proletario e rivoluzionario a tutte le organizzazioni che nel Movimento Internazionale hanno assunto la loro responsabilità storica contro l'assalto imperialista al popolo oppresso dell'India e intrapreso questa campagna.
Inviamo inoltre un saluto rivoluzionario di solidarietà alle organizzazioni della diaspora di varie nazionalità oppresse, come quelli della diaspora kashmiri e palestinese, che si sono uniti alla protesta in solidarietà con i loro fratelli oppressi.
Apprezziamo gli sforzi di e di altre organizzazioni nel
Regno Unito e a Bruxelles, che hanno denunciato le potenze imperialiste europee
che mirano a saccheggiare le ricche risorse minerarie del popolo indiano e la
nostra forza lavoro a basso costo, mentre tengono riunioni sul rispetto dei
diritti umani. Chiamando i loro governi a sospendere l'Accordo di Libero
Scambio UE-India alla luce delle palesi violazioni dei diritti umani e delle
enormi deportazioni causati dall'aziendalizzazione, dalla militarizzazione e
dalla guerra genocida nell'India centrale, questi compagni hanno chiesto
apertamente agli imperialisti europei di non intensificare e raccogliere il
bottino della guerra scatenata contro il popolo indiano, in particolare contro
popolo indigeno Adivasi, nell'ambito dell'Operazione Kagaar.
Sottolineiamo inoltre che l'Accordo di Libero Scambio UE-India non è altro che uno strumento imperialista per rafforzare la morsa imperialista sull'India e sul suo popolo, per il saccheggio sfrenato delle risorse indiane, lo sfruttamento del lavoro del popolo indiano e il prosciugamento del suo mercato, inondandolo di beni realizzati con le nostre risorse e il nostro duro lavoro a prezzi alle stelle. È uno dei tanti motivi per cui lo Stato indiano e i lacchè delle multinazionali straniere hanno tinto il suolo di Bastar e Saronda del rosso sangue del popolo Adivasi e dei ribelli maoisti.
In oltre due anni di Operazione Kagaar, quasi 700 ribelli maoisti e Adivasi hanno perso la vita nella guerra di rapina delle multinazionali, scatenata dall’alleanza Stato-aziende, occupando e distruggendo migliaia di acri di terre, fiumi e foreste per riempire il pozzo senza fondo dell'avidità aziendale. Decine di Protocolli d'Intesa sono stati firmati tra lo Stato indiano e aziende come Jindal, Adani, Ambani, Vedanta e Mittal, molto prima che iniziassero i quotidiani omicidi a sangue freddo. Sono stati firmati mentre i campi militari strangolavano le foreste di Dandaranya in Bastar e Saranda in Jharkhand, come avvoltoi che aspettano la morte di un animale, per saccheggiare le risorse dopo che i cadaveri hanno iniziato ad accumularsi su un terreno ricco di minerali.
Dopo l'uccisione di centinaia di maoisti, di importanti leader e l'arresto di attivisti del movimento democratico armato e disarmato, Bastar ha visto investimenti per oltre 500 miliardi nell'estrazione di minerale di ferro e nei lotti minerari messi all’asta.
Centinaia di migliaia di ettari di foreste sono stati abbattuti per attività mineraria nelle colline di Hasdeo, Niyamgiri, Bailadila, Amdai, Saranda, Rowghat, Sujagarh, oltre ai tagli che hanno trasformato regioni forestali ricche di minerali in una vasta rete di campi paramilitari che fungono da sistema di sicurezza per proteggere gli interessi delle multinazionali straniere dai danni prodotti alla resistenza popolare armata e disarmata.
Considerando l'intensificarsi delle contraddizioni tra l'imperialismo e i popoli oppressi del mondo, riconosciamo che una forte solidarietà antimperialista tra tutti i popoli oppressi che lottano contro l'aggressione imperialista, per la liberazione nazionale, l'autodeterminazione, la democrazia e la sovranità, è la chiamata alla lotta del momento e una necessità per il Movimento Proletario Internazionale.
Salutiamo la crescente ondata di solidarietà dei compagni del Movimento Proletario Internazionale, che si trovino nelle Filippine, in Perù, in Turchia, in Brasile, in Cile, negli Stati Uniti, nel Regno Unito, a Bruxelles, in Germania o altrove. Li apprezziamo per aver individuato il filo conduttore nella lotta dei popoli di India, Filippine e Palestina contro il nemico comune, ovvero l'imperialismo e i suoi regimi fantoccio.
Invitiamo questi compagni e amici a intensificare la propaganda internazionale e le azioni dirette per chiedere la fine dell'Operazione Kagaar e del saccheggio imperialista delle risorse del popolo indiano.
Con questa lettera, inviamo anche un caloroso saluto a tutte le organizzazioni della diaspora in Europa che si sono impegnate instancabilmente per portare il genocidio nel Bastar e nel resto dell'India centrale all'attenzione dei vari organi delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e degli organismi internazionali per i diritti umani. Il FACAM ha collaborato con molte di queste organizzazioni e riconosce il loro impegno nel contribuire alla Campagna Internazionale contro l'Operazione Kagaar. Apprezziamo in particolare gli sforzi delle organizzazioni comuniste e progressiste filippine e del movimento dei popoli indigeni nel loro costante impegno contro l'Operazione Kagaar.
Apprezziamo le dichiarazioni rilasciate da vari gruppi progressisti-democratici come la Lega Internazionale delle Lotte dei Popoli e le sue varie sezioni e organizzazioni affiliate. Riteniamo inoltre che l'appello di "Allarme immediato e Azione Urgente" lanciato dal Comitato delle Nazioni Unite per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale (UN CERD) il 17 gennaio 2026, in merito alle palesi violazioni dei diritti umani a Bastar e alle evacuazioni del popolo Adivasi nell'India centro-orientale, sia il risultato del costante impegno di varie organizzazioni impegnate in questa Campagna Internazionale.
Confidiamo inoltre molto nell'Appello Internazionale
all'Azione contro l'Operazione Kagaor il 28 marzo 2026, lanciato dai vari
comitati e organizzazioni solidali con la causa del popolo indiano. Apprezziamo
la decisione del Comitato Operazione Kagaar di New York di rispondere e dare
risonanza all'Appello Internazionale all'Azione.
Invitiamo tutte le organizzazioni rivoluzionarie, progressiste e democratiche e i collettivi della diaspora a rispondere all'Appello Internazionale all'Azione contro l'Operazione Kagaar del 28 marzo 2026.
VIVA LA SOLIDARIETÀ PROLETARIA INTERNAZIONALE!
VIVA LA SOLIDARIETÀ ANTIMPERIALISTA TRA I POPOLI
OPPRESSI!
VIVA LA CAMPAGNA INTERNAZIONALE CONTRA L’OPERAZIONE
KAGAAR!
VIVA LA TRENUA RESISTENZA DEL POPOLO INDIANO!
ABBASSO L’OPERAZIONE KAGAAR E IL PIANO SURAJKUND!
ABBASSO FASCISMO BRAMINICO HINDUTVA!
Forum Against
Corporatization And Militarization (FACAM)
giovedì 12 marzo 2026
Campagna Internazionale di Emergenza contro l’Operazione Kagaar - Manifestazioni in tutto il mondo - Manifestazione internazionale a Zurigo 28 marzo
Campagna Internazionale di Emergenza
Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) chiama le forze democratiche, progressiste, antifasciste, antimperialiste e rivoluzionarie di tutto il mondo a unirsi alla Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar.
Cos'è l'Operazione Kagaar?
Dal gennaio 2024, lo Stato indiano sotto il regime fascista Hindutva di Narendra Modi conduce l'Operazione Kagaar, un'operazione militare il cui obiettivo dichiarato è la completa distruzione del movimento rivoluzionario in India entro marzo 2026. In realtà, si tratta di una guerra totale contro il popolo, principalmente contro la popolazione Adivasi, i contadini poveri, gli attivisti rivoluzionari, i giornalisti, gli studenti e i prigionieri politici. Intere regioni vengono occupate dai militari, i villaggi sono bombardati e incendiati, i civili usati come scudi umani, i prigionieri torturati ed giustiziati stragiudizialmente in cosiddetti "scontri simulati".
L'Operazione Kagaar è la continuazione ed escalation di precedenti operazioni militari controrivoluzionarie quali Samadhan-Prahar e Green Hunt. Con l’impiego di esercito, paramilitari e avizione, lo stato indiano sta tentando di distruggere il Partito Comunista dell'India (Maoista), l'Esercito Popolare di Liberazione Guerrigliero (PLGA) e la Rivoluzione di Nuova Democrazia guidata da questi. Questa offensiva controrivoluzionaria ha colpito il movimento rivoluzionario in modo particolarmente duro nel 2025, anno in cui sono stati assassinati numerosi quadri dirigenti, tra cui il segretario generale del partito, compagno Basavaraj (Nambala Keshava Rao), e altri noti dirigenti Adivasi. Allo stesso tempo, lo Stato sta intensificando la guerra psicologica, diffondendo deliberatamente voci su presunte rese, tentando di demoralizzare le forze rivoluzionarie.
Contro genocidio, massacri, repressione - manifestazione internazionalista a Zurigo il 28 marzo
La manifestazione è aperta a tutti - delegazione dall'Italia - info csgpindia@gmail.com wa 3519575628
disponibili materiali, video, interventi diretti e telematici
martedì 10 marzo 2026
domenica 8 marzo 2026
8 marzo dall'India - liberare tutte le prigioniere politiche
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, dedicata alle donne che in tutto il mondo lottano per il rispetto, la giustizia, l'uguaglianza e la libertà, la Campagna contro la Repressione di Stato (CASR) esprime la sua solidarietà.
Mentre la Giornata Internazionale della Donna è celebrata come simbolo di emancipazione femminile e resistenza in tutto il mondo, molte prigioniere politiche in India sono state rinchiuse in carcere per molti anni senza essere sottoposte a frequenti processi, sotto leggi crudeli come l'UPA.
La CASR condanna fermamente la costante detenzione di attiviste, avvocate e insegnanti ai sensi dell'UAPA, con accuse fittizie. Molte di queste donne sono state sottoposte a processo e hanno trascorso anni in prigione senza mai concludere i loro casi. Coloro che sono stati condannati a una incarerazione ingiusta
Syeda Asia Andrabi, condannata a 8 anni di carcere
2. Sophie Fehmida, condannata a 8 anni di carcere
3. Nahida Nasreen, condannata a 8 anni di carcere
4. Avvocato Bellala Padma, sotto processo 2 anni e 9 mesi
5. Binda Sona, sotto processo 2 anni
6. Prabha, sotto processo 2 anni e 6 mesi
7. Sunita Potham, sotto processo 1 anno e 9 mesi
8. Sheila Marandi, sotto processo 4 anni e 4 mesi
9. Jayeta Das, sotto processo 4 anni
10. Narla Education, sotto processo 8 mesi
11. Cosy, 3 anni
12. Savitri, sotto processo 4 anni
13. Woolmaya, sotto processo 2 anni
14. Kamala, sotto processo 2 anni e 8 mesi
15. D. Devendra, sotto processo da 3 anni e 8 mesi
16. C.H. Shilpa, sotto processo da 3 anni e 8 mesi
17. K. Sirisha, sotto processo da 2 anni e 9 mesi
Ci sono molte persone che non sono in questa lista.
Queste donne rappresentano molte lotte in diversi ambiti. Il governo sta abusando dell'UAPA per renderle un reato, per sopprimere la loro voce e per trattare la fiducia politica come un crimine. La maggior parte di queste donne proviene da contesti tribali e rurali. Tutte hanno partecipato attivamente a varie attività per la liberazione delle donne prima degli arresti. Invece di affrontare le questioni relative ai legittimi diritti alla terra, alle libertà civili e alla giustizia sociale da loro sollevate, lo Stato le ha etichettate come "terroriste" e le ha incarcerate in base a rigide norme antiterrorismo. Le condizioni di queste donne prigioniere sono molto gravi. La maggior parte di loro è sotto inchiesta. Il principio fondamentale del diritto è l'assoluzione fino a prova contraria. A causa delle rigide norme sulla cauzione previste dall'UAPA, è obbligatorio il carcere prima che il reato possa essere provato.
Le donne in carcere affrontano gravi problemi di ansia.
Molte affermano che la salute fisica e mentale peggiora a causa della detenzione prolungata, della mancanza di cure mediche adeguate e della severa detenzione. Alcune persone hanno avuto gravi problemi di salute riproduttiva, come l'aborto durante la detenzione.
La Giornata internazionale della donna è una celebrazione della giustizia, dell'uguaglianza e dell'impegno per i diritti delle donne. Ma oggi, i leader del governo, da un lato, pronunciano discorsi sull'emancipazione femminile e, dall'altro, la costante detenzione di queste prigioniere politiche è una testimonianza di questa duplice tendenza.
Il CASR ritiene che la detenzione di attiviste ai sensi delle leggi antiterrorismo sia un attacco ai diritti democratici. Il crescente numero di arresti ai sensi dell'UAPA implica che la legge venga utilizzata per reprimere l'opposizione politica, i movimenti per i diritti umani e altri movimenti di base pubblici, piuttosto che per contrastare il terrorismo. In questa Giornata Internazionale della Donna, il CASR avanza le seguenti richieste:
Tutte le prigioniere politiche incarcerate ai sensi di altre leggi brutali, inclusa l'UAPA, devono essere rilasciate immediatamente.
2. Tutte le donne in carcere devono ricevere cure mediche immediate.
3. L'abuso della legge antiterrorismo deve essere fermato per trattare il dissenso e le attività democratiche come reati.
4. Un processo rapido ed equo deve essere condotto in tutti i casi in carcere, in quanto detenute sotto processo da diversi anni.
Il CASR ha chiesto alle istituzioni democratiche, alle organizzazioni femminili e ai gruppi per i diritti civili di far sentire la propria voce in favore di queste donne che vengono incarcerate ingiustamente.
Tutte le prigioniere politiche devono essere rilasciate immediatamente.
L'UAPA deve porre fine agli abusi.
Proteggere i diritti democratici.
Campagna contro la repressione statale (CASR)
mercoledì 4 marzo 2026
BASTA CON LA GUERRA CONTRO GLI ATTIVISTI PER I DIRITTI ADIVASI! Verso il 28 marzo per la Giornata Internazionale di Lotta e la Manifestazione Europea Internazionale a Zurigo
BASTA FARE GUERRA AGLI ATTIVISTI PER I DIRITTI ADIVASI!
Oggi si celebra un anno di ingiusta incarcerazione del
difensore dei diritti umani adivasi con base nel Bastar e Presidente di
Moolwasi Bacchao Manch, Raghu Midiyami. È stato arrestato il 27 febbraio 2025
dall'Agenzia Investigativa Nazionale (NIA) di Dantewada ai sensi del FIR
RC-02/2023/NIA/Raipur mentre si stava riprendendo da gravi ferite subite in un
incidente motociclistico.
Raghu si era recato all'ospedale di Dantewada per cure
quando i funzionari della NIA lo hanno preso in custodia. Al momento del suo
arresto, era già in una fragile condizione medica. Invece di garantire cure
mediche, le autorità scelsero di incarcerarlo.
Nell'ultimo anno, lo stato non solo ha portato avanti l’accusa
della NIA, ma ha anche aggiunto *sei ulteriori accuse ai sensi dell'Unlawful
Activities (Prevention) Act (UAPA) contro di lui.* L'accumulo di più accuse
UAPA sembra essere una strategia deliberata per prolungare la sua detenzione e
negargli la libertà su cauzione. L'intenzione chiara è tenerlo dietro le sbarre
per garantire che non ci sia resistenza organizzata al saccheggio delle multinazionali
delle risorse naturali nella regione del Bastar.
Raghu Midiyami, un popolare leader giovane adivasi di 25
anni, è stato in prima linea nelle mobilitazioni pacifiche e democratiche nel
Bastar. Come parte del Moolwasi Bacchao Manch — una piattaforma ombrello
formata dai contadini adivasi — ha contribuito a coordinare quasi 30 sit-in
pacifici di protesta in tutta la regione. Queste proteste fanno richieste
costituzionali, tra cui:
- Attuazione
della PESA e del Quinto Schema
- Fermare
l'estrazione mineraria e lo sfollamento forzato
- Porre
fine a finti scontri e uccisioni di massa
- Fermare
la militarizzazione nelle aree adivasi
- Protezione
dei diritti Jal-Jangal-Jameen e della comunità
Le accuse secondo cui avrebbe ricevuto fondi da organizzazioni maoiste vengono usate per criminalizzare il dissenso democratico. Non è stata presentata alcuna prova credibile pubblica che giustifichi la sua lunga detenzione.
domenica 1 marzo 2026
STOP OPERAZIONE KAGAAR! IL FACAM lancia l’Appello per una Settimana Anti-Imperialista dal 23 al 31 marzo
Esiste uno stato di guerra, e i più poveri tra i poveri
vengono uccisi, mutilati e sfollati a centinaia di migliaia ogni giorno sotto
questa guerra. Queste guerre contro le persone sono condotte al servizio delle
grandi aziende, per alimentare la loro avidità con il sangue del popolo. Questo
saccheggio imperialista distrugge la terra, i mezzi di sussistenza, la cultura
e le stesse vite delle masse più sfruttate e oppresse.
Commemorando il giorno del martirio di Bhagat Singh, Sukhdev
e Rajguru il 23 marzo, e tenendo presente la loro storica resistenza
all'imperialismo, lanciamo questo appello. Facciamo appello a tutti gli
individui e organizzazioni democratici, progressisti e amanti della giustizia
affinché celebrino la settimana anti-imperialista dal 23 al 31 marzo 2026.
Facciamo inoltre appello a tutte le forze progressiste e anti-imperialiste a
unirsi alla "Convenzione Popolare contro il Saccheggio Imperialista"
che si terrà organizzando il 31 marzo 2026.
FERMARE L'OPERAZIONE
KAGAAR!
ABBATTERE IL PIANO
SURAJKUND
FORUM CONTRO L’AZIENDALIZZAZIONE E LA MILITARIZZAZIONE
Il regime del nazista hindutva Modi lancia una nuova operazione antimaoista chiamata "KGH-2" – Sosteniamo sempre più il popolo indiano e i compagni maoisti indiani
Sosteniamo sempre più il popolo indiano e i compagni maoisti indiani verso nuove iniziative della Campagna mondiale contro l'Operazione Kagaar
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Info dalla stampa borghese indiana
Queste notizie vogliono propagandare i “successi” del governo
fascista indiano contro i maoisti che conducono la guerra popolare, ma allo
stesso tempo danno il senso dell’ampiezza del campo d’azione...
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Quasi 2.000 membri
della sicurezza lanciano un'operazione anti-maoista lungo il confine tra
Chhattisgarh e Telangana
L’operazione chiamata
"KGH-2" guidata dal CRPF (Riserva Centrale delle Forze di Polizia)
prende di mira la leadership del PCI (Maoista) mentre il governo spinge per
porre fine all'estremismo di sinistra entro marzo 2026
Circa 2.000 membri della sicurezza, guidati dalla Central
Reserve Police Force (CRPF), hanno lanciato un'operazione martedì (17 febbraio
2026) lungo il confine tra Chhattisgarh e Telangana per rintracciare i
comandanti maoisti di alto livello, come ha dichiarato mercoledì (18 febbraio
2026) un alto funzionario della CRPF.
L'operazione, con nome in codice "KGH-2", è in corso nella regione delle Colline di Nambi e Korgotalu e fa parte dell'obiettivo dichiarato del Governo dell'Unione di eradicare l'estremismo di sinistra (LWE) dal paese entro marzo 2026. Secondo il funzionario, il numero di membri del politburo e del comitato centrale del bandito Partito Comunista dell'India (Maoista)—il massimo organo decisionale—è sceso a quattro rispetto ai 20 di gennaio 2025.
giovedì 26 febbraio 2026
Contro l'alleanza infame fascio/imperialista Modi/Netanyahu sostenere la lotta del popolo palestinese e delle masse popolari indiane in armi
Modi e Bibi, accordi miliardari e un «asse delle nazioni»

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