giovedì 26 marzo 2026

Verso la manifestazione del 28 marzo a Zurigo... L’ INDIA sempre più strategica per l’imperialismo italiano… con la produzione militare in primo piano

E’ il programma “Make in India” del governo guidato dal fascista hindutva di Modi con cui “punta a sviluppare una supply chain tecnologica domestica nei settori aeronautico e della difesa, riducendo progressivamente la dipendenza dalle importazioni estere” che attrae sempre più gli imperialisti italiani, come dimostra l’articolo che riportiamo sotto, e soprattutto nel settore militare di altra tecnologia.

Mentre punta a “indigenizzare” la produzione, Modi continua a svendere il Paese alle multinazionali di tutto il mondo. In questo articolo si spiegano bene i motivi che spingono tante aziende italiane, sostenute dal governo tramite la SACE ad "impiantarsi" in India. 

Sempre grande disponibilità di forza lavoro a basso costo un “mercato con il tasso di crescita più elevato nel nostro settore e può contare su un bacino di competenze straordinario, con una popolazione molto giovane e un numero elevato di ingegneri. Tutti questi elementi la rendono una piattaforma altamente strategica … per servire altre aree, in particolare l’Asia-Pacifico”…  dice al padrone della Poggipolini e spiega anche le forme in cui agisce in questi paesi l’imperialismo.

Questa politica del “Make in India” alla quale si affiancano gli imperialisti italiani, e non solo, significa distruzione dell’ambiente e repressione per chi si oppone, dalle popolazioni tribali delle foreste che vengono distrutte per fare posto agli stabilimenti industriali (compreso la vendita dei fiumi!!!), ai gruppi e alle masse delle città, dagli studenti universitari agli intellettuali... che denunciano le azioni del governo, dal riarmo continuo (l’India è il primo importatore di armi del mondo) alle pratiche genocidarie!

Anche per tutto questo l'imperialismo italiano è complice della repressione dell'opposizione.

L’opposizione più minacciosa dichiarata apertamente dal governo fascista hindutva è la guerra popolare in corso diretta dal Partito Comunista dell’India (Maoista) che si sviluppa in diversi stati del Paese! È per questo che Modi e il suo ministro dell’interno Shah hanno detto che metteranno fine entro il 31 marzo prossimo alla guerra popolare che resiste e persiste!

A questa resistenza, alle masse indiane, alla guerra popolare bisogna che arrivi la solidarietà concreta di tutto il movimento progressista e rivoluzionario: e il 28 marzo a Zurigo è prevista una manifestazione internazionale e internazionalista!

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Il make in India è un’opportunità per le imprese italiane. Poggipolini spiega perché

Di Riccardo Leoni

L’India punta a rafforzare la propria industria e a indigenizzare la produzione, ma ha bisogno di partner internazionali capaci di fornire a Nuova Delhi il know-how e le capacità per farlo. In questo contesto Poggipolini, azienda bolognese specializzata nella componentistica aeronautica critica, ha acquisito la maggioranza Aero Fasteners, società indiana che vanta collaborazioni con i principali stakeholder del subcontinente. Al centro dell’operazione, un modello win-win in grado di sostenere lo sviluppo locale e di diversificare gli investimenti. L’intervista di Airpress a Michele Poggipolini

24/03/2026

In vista della manifestazione internazionalista a Zurigo 28 marzo, si susseguono le manifestazioni di protesta contro l'Operazione Kagaar: il Fronte Studentesco Rivoluzionario a Kolkata

Fronte Studentesco Rivoluzionario – Manifestazione a Kolkata contro l'Operazione Kagaar e l'aggressione imperialista-sionista

25 marzo 2026

Il 23 marzo, nel Giorno dell'Anti-Imperialismo, varie organizzazioni di massa hanno indetto una manifestazione di protesta in College Street Square per chiedere la fine dell'Operazione genocida Kagar, contro il saccheggio di acqua, foreste e terre, l'abolizione dell'anti-popolo SIR, la fine della guerra aggressiva dell'imperialismo statunitense in Medio Oriente e il rilascio di tutti i prigionieri di guerra. All'inizio, si è tenuto uno spettacolo di strada davanti alla Presidency University dal gruppo culturale del Revolutionary Students Front (RSF), Lal Lanthan.

I rappresentanti delle organizzazioni operaie-contadini-studentesche si sono uniti sotto gli slogan di protesta del corteo. Al termine del corteo, hanno parlato il compagno Sukumar Kayal del Sangrami Krishak Mancha, il compagno Sanchita del CRPP, il compagno Sushil Thakur del Sangrami Sramik Mancha, il compagno Arghyajit, portavoce del Biplobi Students Front e molti altri.

I compagni di Lal Lanthan hanno eseguito un canto collettivo. Infine, la manifestazione di protesta si è conclusa bruciando le bandiere dell'America imperialista e del suo sostenitore Israele fascista sionista, che stanno conducendo una guerra aggressiva in Medio Oriente, con l’impegno ad eliminare l'imperialismo e il fascismo secondo la strada indicata dal compagno Bhagat Singh.

        

 

lunedì 23 marzo 2026

Tutti in lotta il 28 marzo 2026! Manifestazione internazionalista a Zurigo!

 


La campagna mondiale contro l'Operazione Kagaar ha denunciato l'obiettivo che imperialisti e governo di Modi si sono posti: annientare il movimento rivoluzionario indiano e il PCI (maoista), che rappresentano la vera alternativa politica per i proletari e le masse popolari dell'India.

Modi ha proclamato che annienterà la guerra popolare, il movimento rivoluzionario e il PCI(M) entro il 2026.
Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) ha invitato tutti i partiti e le forze rivoluzionarie, gli amici e compagni della rivoluzione indiana, a raccogliere la sfida lanciata dal governo di Modi con una campagna di un anno, da marzo 2025 a marzo 2026. Una mobilitazione nelle strade, nei luoghi di lavoro, nelle piazze.

Il CPI(M) e le masse in India stanno resistendo e respingendo l'Operazione Kagaar, sulla base della difesa degli interessi materiali e delle condizioni di vita e di lavoro dei proletari, dei contadini e delle masse indiane.
In ogni settore dell'economia, il regime di Modi sta scaricando sulle masse la crisi causata dall'imperialismo, dai suoi lacchè e dalle politiche al servizio dei grandi capitalisti indiani, come Adani, Ambani e altri.
Ma il sistema capitalistico non ha alcuna possibilità di uscire dalla sua profonda crisi; al contrario, produce una nuova ondata di lotte e rivolte di massa.

Il regime indiano appoggia la campagna genocida in Palestina perché esso stesso, con l'Operazione Kagaar, commette massacri, deportazioni forzate, omicidi di abitanti dei villaggi e leader delle masse tribali, attivisti sociali e leader rivoluzionari, oltre a perseguitare giornalisti e attivisti per i diritti umani che si oppongono ad essa.

Sostenere la guerra popolare in India e il Partito Comunista Indiano (Maoista) è uno dei compiti fondamentali dei movimenti comunisti rivoluzionari, antifascisti e antimperialisti di tutto il mondo.
Il Partito Comunista dell’India (Maoista) guida una guerra popolare per la Rivoluzione di Nuova Democrazia, per liberare il Paese e le masse lavoratrici dallo sfruttamento e dall'oppressione e, unito ai proletari e alle masse popolari di tutto il mondo, marciare verso la rivoluzione proletaria e socialista mondiale.

Perciò è dovere di tutti noi fermare l'imperialismo, il regime di Modi e la sua mano genocida, come parte della lotta mondiale contro l'imperialismo, che porta guerre, fascismo, povertà e oppressione dei popoli.

Tutti in lotta il 28 marzo 2026!

STOP OPERATION KAGAAR!

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI IN INDIA!

FERNARE IL GENOCIDIO DEGLI ADIVASI!

SOSTENERE LA GUERRA POPOLARE IN INDIA, SOSTENERE IL PCI (MAOISTA) FINO ALLA VITTORIA!

VIVA L’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO

mercoledì 18 marzo 2026

Il governo fascista indù di Modi applica la “nuova dottrina” Prahaar contro le masse popolari e la guerra popolare

“Voglio assicurare al popolo indiano che entro il 31 marzo 2026 l'India sarà libera dal naxalismo. Coloro che sognano di creare un Corridoio Rosso da Tirupati a Pashupati [dal sud al nord! ndr] saranno completamente sconfitti e le nostre forze di sicurezza ristabiliranno il pieno controllo.”

Questo è stato ripetuto da Amit Shah, il ministro degli interni dell’India “Intervenendo alla celebrazione del 57° anniversario della Central Industrial Security Force a Cuttack”. (https://www.thehindu.com/news/national/amit-shah-reiterates-commitment-to-eliminate-maoism-by-march-31/article70710822.ece)

Ma il 31 marzo si avvicina e non sembra che il proposito del duo fascista indù Modi-Shah possa andare in porto, ed è per questo che hanno deciso di accentrare tutte le operazioni di repressione finora messe in atto dal governo, mettendolo nero su bianco in un documento chiamato Prahaar, che è un lungo acronimo dei vari aspetti di questa politica.

Ne hanno parlato naturalmente i mezzi di informazione indiani ma anche linkiesta.it vi ha dedicato un lungo e dettagliato articolo da cui traiamo alcuni pezzi.

Si tratta,  dice l’articolo, di “una dottrina completa di contrasto al terrorismo, con l’obiettivo di coordinare le diverse strutture statali e adattare gli strumenti di sicurezza alle nuove forme di minaccia.” La “minaccia” di cui si parla ma che non viene esplicitamente citata è quella ricordata invece da un attento articolo del febbraio scorso di un quotidiano giapponese online: “Secondo l'ex Primo Ministro Manmohan Singh, si tratta della "più grande sfida alla sicurezza interna" che l'India abbia "mai dovuto affrontare" (https://www.japantimes.co.jp/)

“Prahaar – continua Formiche - rappresenta il tentativo di trasformare l’approccio indiano da una gestione episodica delle crisi a un sistema permanente di prevenzione: non più uno strumento che risponde agli attacchi, ma uno che cerca di impedirli. In un contesto globale in cui il terrorismo assume forme sempre più ibride e transnazionali, questo tipo di integrazione tra intelligence, tecnologia, cooperazione internazionale e resilienza istituzionale diventa una componente centrale della sicurezza nazionale.”

La sottolineatura della “resilienza istituzionale” meriterebbe un articolo a sé! Ma qui mettiamo in evidenza il fatto che il governo fascista coglie l’occasione per riorganizzare tutta la sua strategia contro la ribellione delle masse popolari, soprattutto di quelle adivasi delle foreste, ma anche delle crescenti proteste delle città, dai lavoratori agli studenti universitari che Modi chiama “Urban maoists” mettendo insieme “un maggiore coordinamento tra il National Investigation Agency (NIA), l’Intelligence Bureau, le agenzie di sicurezza statali e le forze armate, creando meccanismi più strutturati di condivisione delle informazioni.”

Si tratta di organismi tutti già fortemente impegnati da anni nella sanguinosa repressione che ha portato a tante uccisioni e assassini a sangue freddo travestiti da scontri armati da parte dell’esercito e della polizia, ad arresti sempre più frequenti in tutti gli ambiti, dalle foreste alle città, alla creazione di campi di concentramento per gli sfollati con la forza dai villaggi, a torture di uomini e donne nel tentativo disperato di spezzare la forza ideologica che guida la ribellione, ma a quanto pare tutto questo non è bastato tanto che adesso vengono riunite in un unico centro per accrescerne il potenziale.

Da qui il documento di 9  pagine che riserva grande attenzione “alle nuove tecnologie. Il documento identifica come prioritarie le minacce emergenti legate alla radicalizzazione online, all’uso di piattaforme criptate, ai droni impiegati per il trasporto di armi o esplosivi e ai flussi finanziari che transitano attraverso criptovalute o sistemi informali. Viene inoltre rafforzato il monitoraggio dei flussi di finanziamento del terrorismo e la cooperazione internazionale nel campo dell’intelligence finanziaria.”

E quando si parla di nuove tecnologie legate alla repressione non si può che parlare dell’entità nazisionista di Israele. Sono decenni oramai che l’India e Israele hanno rapporti militari e Modi e Netanyahu si sono incontrati ancora a febbraio scorso per rafforzare questi legami. Tutte le armi che  Israele fornisce (aerei, droni, bombe… mezzi di sorveglianza) che l’India paga a suon di dollari (9 miliardi gli ultimi acquisti), vengono usate dal fascista Modi contro il proprio popolo: questo “interscambio” rende Modi complice del genocidio palestinese, mentre per i nazisionisti israeliani non è affatto un problema essere complici dei massacri del popolo indiano.

Questa nuova iniziativa del fascismo hindutva di Modi che approfondisce e renderà ancora più brutale il massacro in atto del popolo indiano, rafforza la necessità della solidarietà e della mobilitazione a sostegno delle popolazioni adivasi dell’India e della guerra popolare in corso diretta dal Partito Comunista dell’India (Maoista) incubo della classe dominante indiana.

È per questo che la Campagna Internazionale di Emergenza  contro l’Operazione Kagaar fa appello e chiama tutti i compagni e le organizzazioni solidali a partecipare al mese di azione contro l'Operazione Kagaar nel marzo 2026.

Il 28 marzo 2026 si terrà a Zurigo una manifestazione internazionale in solidarietà con il movimento rivoluzionario in India.

Oggi più che mai è importante prendere una posizione chiara. L'Operazione Kagaar deve essere fermata. I massacri della popolazione Adivasi devono essere fermati. Tutti i prigionieri politici in India devono essere rilasciati immediatamente. Il sostegno imperialista al regime indiano deve cessare.

La lotta dei rivoluzionari indiani è la nostra lotta. La loro fermezza è un appello a tutti noi a rafforzare la solidarietà internazionale e promuovere la lotta comune contro l'imperialismo, il fascismo e l'oppressione.

STOP OPERAZIONE KAGAAR!

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI

VIVA LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE

SOLIDARIETÀ CON LA GUERRA POPOLARE IN INDIA

martedì 17 marzo 2026

28 marzo in tutti i paesi contro l’Operazione Kagaar! Sostenere la guerra popolare! Sostenere il PCI (maoista) in questa fase difficile

manifestazione internazionale e internazionalista a Zurigo info per adesioni e partecipazione csgpindia@gmail.com 

La campagna mondiale contro l'Operazione Kagaar ha denunciato l'obiettivo che imperialisti e governo di Modi si sono posti: annientare il movimento rivoluzionario indiano e il PCI (maoista), che rappresentano la vera alternativa politica per i proletari e le masse popolari dell'India.
Modi ha proclamato che annienterà la guerra popolare, il movimento rivoluzionario e il PCI(M) entro il 2026.
Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) ha invitato tutti i partiti e le forze rivoluzionarie, gli amici e compagni della rivoluzione indiana, a raccogliere la sfida lanciata dal governo di Modi con una campagna di un anno, da marzo 2025 a marzo 2026. Una mobilitazione nelle strade, nei luoghi di lavoro, nelle piazze.

Il CPI(M) e le masse in India stanno resistendo e respingendo l'Operazione Kagaar, sulla base della difesa degli interessi materiali e delle condizioni di vita e di lavoro dei proletari, dei contadini e delle masse indiane.
In ogni settore dell'economia, il regime di Modi sta scaricando sulle masse la crisi causata dall'imperialismo, dai suoi lacchè e dalle politiche al servizio dei grandi capitalisti indiani, come Adani, Ambani e altri.
Ma il sistema capitalistico non ha alcuna possibilità di uscire dalla sua profonda crisi; al contrario, produce una nuova ondata di lotte e rivolte di massa.

Il regime indiano appoggia la campagna genocida in Palestina perché esso stesso, con l'Operazione Kagaar, commette massacri, deportazioni forzate, omicidi di abitanti dei villaggi e leader delle masse tribali, attivisti sociali e leader rivoluzionari, oltre a perseguitare giornalisti e attivisti per i diritti umani che si oppongono ad essa.

Sostenere la guerra popolare in India e il Partito Comunista Indiano (Maoista) è uno dei compiti fondamentali dei movimenti comunisti rivoluzionari, antifascisti e antimperialisti di tutto il mondo.
Il Partito Comunista dell’India (Maoista) guida una guerra popolare per la Rivoluzione di Nuova Democrazia, per liberare il Paese e le masse lavoratrici dallo sfruttamento e dall'oppressione e, unito ai proletari e alle masse popolari di tutto il mondo, marciare verso la rivoluzione proletaria e socialista mondiale.

Perciò è dovere di tutti noi fermare l'imperialismo, il regime di Modi e la sua mano genocida, come parte della lotta mondiale contro l'imperialismo, che porta guerre, fascismo, povertà e oppressione dei popoli.


Tutti in lotta il 28 marzo 2026!

 
STOP OPERATION KAGAAR!

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI IN INDIA!

FERNARE IL GENOCIDIO DEGLI ADIVASI!

SOSTENERE LA GUERRA POPOLARE IN INDIA, SOSTENERE IL PCI (MAOISTA) FINO ALLA VITTORIA!

VIVA L’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO


I

 28 march in all countries -against Operation Kagar /support people's war! support CPI (maoist) 


All in struggle 28 march 2026!

The world campaign against Operation Kagaar has denounced that imperialists and Modi’s government set the target to wipe put the Indian revolutionary movement and the CPI (Maoist), that are the real political alternative for the proletarians and the people’s masses of India.

 Modi claims he will wipe out the people’s war, the revolutionary movement and the CPI(M) by 2026.
The International Committee to Support the People’s War In India (ICSPWI)  has called all the revolutionary parties and forces, the friends and comrades of the Indian revolution, to meet the challenge launched by the Modi’s government with a one-year-long campaign from March 2025 to March 2026.  . A mobilization in the streets, in the workplaces, in the squares.

The CPI(M) and the masses in India are withstanding and repelling the Operation Kagaar, based on the defense of material interests and living and working conditions of proletarians, peasants and masses of India.
In any sector of the economy, the Modi’s regime is unloading on the masses the crisis brought by imperialism, its lackeys and  the policies at the service of the big Indian capitalists, as Adani, Ambani and others.
However, there is no chance for capitalist system to way out its deep crisis; rather it produces a new wave of struggles and mass uprising.
The Indian regime supports the genocidal campaign in Palestine because itself, with the Kagaar operation, commits massacres, forced deportations, murders of villagers and leaders of the tribal masses, social activists and revolutionary leaders, as well as persecute the journalists and human rights activists who oppose it.

To support the people’s war in India and the Communist Party of India (Maoist) is one of the fundamental tasks of the revolutionary, anti-fascist, anti-imperialist communist movements of the world.
The Communist Party of India Maoist leads a people’s war to make the New Democratic revolution, to free the country and the working masses from exploitation and oppression and, united with the proletarians and the popular masses in the world, march to the proletarian and socialist revolution in the world.
For this reason, it is due to all of us to stop imperialism, Modi’s regime and their genocidal hand, as part of the global struggle against imperialism, that leads to wars, fascism, poverty and oppression of peoples.
 

all in struggle 28 march 2026!

 
STOP OPERATION KAGAAR! RELEASE ALL POLITICAL PRISONERS IN INDIA/ STOP ADIVASI'S GENOCIDE! 

SUPPORT PEOPLE'S WAR IN INDIA - SUPPORT CPI (MAOIST)  UNTIL THE VICTYORY!

Long live proletarian Internationalism !

ICSPWI 

sabato 14 marzo 2026

I POPOLI DEL MONDO SCRIVONO LA STORIA... DALLA PALESTINA ALL'INDIA - MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE A ZURIGO IL 28 ARZO


 

IL 28 MARZO TUTTI A ZURIGO - APPELLO ALLA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE PROLETARIA CONTRO L'OPERAZIONE KAGAAR

 

APPELLO ALLA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE PROLETARIA CONTRO L'OPERAZIONE KAGAAR

RACCOGLIAMO L'APPELLO INTERNAZIONALE ALL'AZIONE

CONTRO L'OPERAZIONE KAGAAR IL 28 MARZO

VIVA LA SOLIDARIETÀ PROLETARIA INTERNAZIONALE!

Forum Against Corporatization And Militarization (FACAM)

La strenua resistenza del popolo indiano contro la genocida Operazione Kagaar nell'India centrale e orientale risuona in tutto il mondo come un appello alla giustizia per le vittime di massacri di massa, sturpi, esecuzioni stragiudiziali e assassinii politici, torture e detenzioni illegali. Scosso dalla massa di cadaveri di attivisti politici e indigeni in Bastar e altre regioni, il movimento proletariato internazionale ha risposto all'appello ha raccolto singoli e organizzazioni progressisti, democratici e amanti della giustizia per esigere la fine dell'Operazione Kagaar e del genocidio del popolo Adivasi e dei suoi attivisti politici. Il 27 gennaio si sono svolte proteste e presidi a Bruxelles presso l'Ambasciata indiana e il Parlamento europeo, oltre a una grande manifestazione di protesta organizzata dal Comitato Congiunto Stop Repressione in India (JCSR) e varie altre organizzazioni presso il Consolato Generale dell'India a Birmingham, Regno Unito, lo stesso giorno. Il 28 si è tenuta anche una protesta a Vienna.

Queste proteste sono state indette all’indomani della chiusura dei negoziati sull'Accordo di libero scambio UE-India e di fronte alla Sottocommissione per i diritti umani del Parlamento europeo, nonché in occasione della celebrazione del 77° Giorno della Repubblica, il 26 gennaio 2026, per riflettere sulla natura della "Repubblica" dello Stato indiano.

In precedenza, proteste e iniziative si erano svolte anche in Turchia, Cile, Brasile, Perù, Filippine, Bangladesh, Italia, Germania, Spagna, Polonia, Stati Uniti e Grecia, per chiedere la fine della campagna di sterminio condotta in India nell'ambito dell'Operazione Kagaar, in nome dello sviluppo.

Il FACAM esprime il suo caloroso saluto internazionale proletario e rivoluzionario a tutte le organizzazioni che nel Movimento Internazionale hanno assunto la loro responsabilità storica contro l'assalto imperialista al popolo oppresso dell'India e intrapreso questa campagna.

Inviamo inoltre un saluto rivoluzionario di solidarietà alle organizzazioni della diaspora di varie nazionalità oppresse, come quelli della diaspora kashmiri e palestinese, che si sono uniti alla protesta in solidarietà con i loro fratelli oppressi.

Apprezziamo gli sforzi di e di altre organizzazioni nel Regno Unito e a Bruxelles, che hanno denunciato le potenze imperialiste europee che mirano a saccheggiare le ricche risorse minerarie del popolo indiano e la nostra forza lavoro a basso costo, mentre tengono riunioni sul rispetto dei diritti umani. Chiamando i loro governi a sospendere l'Accordo di Libero Scambio UE-India alla luce delle palesi violazioni dei diritti umani e delle enormi deportazioni causati dall'aziendalizzazione, dalla militarizzazione e dalla guerra genocida nell'India centrale, questi compagni hanno chiesto apertamente agli imperialisti europei di non intensificare e raccogliere il bottino della guerra scatenata contro il popolo indiano, in particolare contro popolo indigeno Adivasi, nell'ambito dell'Operazione Kagaar.

Sottolineiamo inoltre che l'Accordo di Libero Scambio UE-India non è altro che uno strumento imperialista per rafforzare la morsa imperialista sull'India e sul suo popolo, per il saccheggio sfrenato delle risorse indiane, lo sfruttamento del lavoro del popolo indiano e il prosciugamento del suo mercato, inondandolo di beni realizzati con le nostre risorse e il nostro duro lavoro a prezzi alle stelle. È uno dei tanti motivi per cui lo Stato indiano e i lacchè delle multinazionali straniere hanno tinto il suolo di Bastar e Saronda del rosso sangue del popolo Adivasi e dei ribelli maoisti.

In oltre due anni di Operazione Kagaar, quasi 700 ribelli maoisti e Adivasi hanno perso la vita nella guerra di rapina delle multinazionali, scatenata dall’alleanza Stato-aziende, occupando e distruggendo migliaia di acri di terre, fiumi e foreste per riempire il pozzo senza fondo dell'avidità aziendale. Decine di Protocolli d'Intesa sono stati firmati tra lo Stato indiano e aziende come Jindal, Adani, Ambani, Vedanta e Mittal, molto prima che iniziassero i quotidiani omicidi a sangue freddo. Sono stati firmati mentre i campi militari strangolavano le foreste di Dandaranya in Bastar e Saranda in Jharkhand, come avvoltoi che aspettano la morte di un animale, per saccheggiare le risorse dopo che i cadaveri hanno iniziato ad accumularsi su un terreno ricco di minerali.

Dopo l'uccisione di centinaia di maoisti, di importanti leader e l'arresto di attivisti del movimento democratico armato e disarmato, Bastar ha visto investimenti per oltre 500 miliardi nell'estrazione di minerale di ferro e nei lotti minerari messi all’asta.

Centinaia di migliaia di ettari di foreste sono stati abbattuti per attività mineraria nelle colline di Hasdeo, Niyamgiri, Bailadila, Amdai, Saranda, Rowghat, Sujagarh, oltre ai tagli che hanno trasformato regioni forestali ricche di minerali in una vasta rete di campi paramilitari che fungono da sistema di sicurezza per proteggere gli interessi delle multinazionali straniere dai danni prodotti alla resistenza popolare armata e disarmata.

Considerando l'intensificarsi delle contraddizioni tra l'imperialismo e i popoli oppressi del mondo, riconosciamo che una forte solidarietà antimperialista tra tutti i popoli oppressi che lottano contro l'aggressione imperialista, per la liberazione nazionale, l'autodeterminazione, la democrazia e la sovranità, è la chiamata alla lotta del momento e una necessità per il Movimento Proletario Internazionale.

Salutiamo la crescente ondata di solidarietà dei compagni del Movimento Proletario Internazionale, che si trovino nelle Filippine, in Perù, in Turchia, in Brasile, in Cile, negli Stati Uniti, nel Regno Unito, a Bruxelles, in Germania o altrove. Li apprezziamo per aver individuato il filo conduttore nella lotta dei popoli di India, Filippine e Palestina contro il nemico comune, ovvero l'imperialismo e i suoi regimi fantoccio.

Invitiamo questi compagni e amici a intensificare la propaganda internazionale e le azioni dirette per chiedere la fine dell'Operazione Kagaar e del saccheggio imperialista delle risorse del popolo indiano.

Con questa lettera, inviamo anche un caloroso saluto a tutte le organizzazioni della diaspora in Europa che si sono impegnate instancabilmente per portare il genocidio nel Bastar e nel resto dell'India centrale all'attenzione dei vari organi delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e degli organismi internazionali per i diritti umani. Il FACAM ha collaborato con molte di queste organizzazioni e riconosce il loro impegno nel contribuire alla Campagna Internazionale contro l'Operazione Kagaar. Apprezziamo in particolare gli sforzi delle organizzazioni comuniste e progressiste filippine e del movimento dei popoli indigeni nel loro costante impegno contro l'Operazione Kagaar.

Apprezziamo le dichiarazioni rilasciate da vari gruppi progressisti-democratici come la Lega Internazionale delle Lotte dei Popoli e le sue varie sezioni e organizzazioni affiliate. Riteniamo inoltre che l'appello di "Allarme immediato e Azione Urgente" lanciato dal Comitato delle Nazioni Unite per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale (UN CERD) il 17 gennaio 2026, in merito alle palesi violazioni dei diritti umani a Bastar e alle evacuazioni del popolo Adivasi nell'India centro-orientale, sia il risultato del costante impegno di varie organizzazioni impegnate in questa Campagna Internazionale.

Confidiamo inoltre molto nell'Appello Internazionale all'Azione contro l'Operazione Kagaor il 28 marzo 2026, lanciato dai vari comitati e organizzazioni solidali con la causa del popolo indiano. Apprezziamo la decisione del Comitato Operazione Kagaar di New York di rispondere e dare risonanza all'Appello Internazionale all'Azione.

Invitiamo tutte le organizzazioni rivoluzionarie, progressiste e democratiche e i collettivi della diaspora a rispondere all'Appello Internazionale all'Azione contro l'Operazione Kagaar del 28 marzo 2026.

VIVA LA SOLIDARIETÀ PROLETARIA INTERNAZIONALE!

VIVA LA SOLIDARIETÀ ANTIMPERIALISTA TRA I POPOLI OPPRESSI!

VIVA LA CAMPAGNA INTERNAZIONALE CONTRA L’OPERAZIONE KAGAAR!

VIVA LA TRENUA RESISTENZA DEL POPOLO INDIANO!

ABBASSO L’OPERAZIONE KAGAAR E IL PIANO SURAJKUND!

ABBASSO FASCISMO BRAMINICO HINDUTVA!

 

Forum Against Corporatization And Militarization (FACAM)

giovedì 12 marzo 2026

Campagna Internazionale di Emergenza contro l’Operazione Kagaar - Manifestazioni in tutto il mondo - Manifestazione internazionale a Zurigo 28 marzo

Campagna Internazionale di Emergenza 

contro l’Operazione Kagaar

Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) chiama le forze democratiche, progressiste, antifasciste, antimperialiste e rivoluzionarie di tutto il mondo a unirsi alla Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar.

Cos'è l'Operazione Kagaar?

Dal gennaio 2024, lo Stato indiano sotto il regime fascista Hindutva di Narendra Modi conduce l'Operazione Kagaar, un'operazione militare il cui obiettivo dichiarato è la completa distruzione del movimento rivoluzionario in India entro marzo 2026. In realtà, si tratta di una guerra totale contro il popolo, principalmente contro la popolazione Adivasi, i contadini poveri, gli attivisti rivoluzionari, i giornalisti, gli studenti e i prigionieri politici. Intere regioni vengono occupate dai militari, i villaggi sono bombardati e incendiati, i civili usati come scudi umani, i prigionieri torturati ed giustiziati stragiudizialmente in cosiddetti "scontri simulati".

L'Operazione Kagaar è la continuazione ed escalation di precedenti operazioni militari controrivoluzionarie quali Samadhan-Prahar e Green Hunt. Con l’impiego di esercito, paramilitari e avizione, lo stato indiano sta tentando di distruggere il Partito Comunista dell'India (Maoista), l'Esercito Popolare di Liberazione Guerrigliero (PLGA) e la Rivoluzione di Nuova Democrazia guidata da questi. Questa offensiva controrivoluzionaria ha colpito il movimento rivoluzionario in modo particolarmente duro nel 2025, anno in cui sono stati assassinati numerosi quadri dirigenti, tra cui il segretario generale del partito, compagno Basavaraj (Nambala Keshava Rao), e altri noti dirigenti Adivasi. Allo stesso tempo, lo Stato sta intensificando la guerra psicologica, diffondendo deliberatamente voci su presunte rese, tentando di demoralizzare le forze rivoluzionarie.

Contro genocidio, massacri, repressione - manifestazione internazionalista a Zurigo il 28 marzo

               


La manifestazione è aperta a tutti - delegazione dall'Italia - info csgpindia@gmail.com wa 3519575628

disponibili materiali, video, interventi diretti e telematici