sabato 18 agosto 2012

Lottare contro la messa al bando del Fronte Democratico Rivoluzionario


Opporsi e lottare contro la messa al bando del Fronte Democratico Rivoluzionario in Andhra Pradesh

Sollevarsi! Resistere! Liberare!

Fronte Democratico Rivoluzionario (RDF) 

COMUNICATO STAMPA - 11 agosto 2012

Il Fronte Democratico Rivoluzionario (FDR) è stato messo al bando dal governo dell'Andhra Pradesh, il 9 agosto 2012, mediante decreto del governo No.430 secondo la “Andhra Pradesh Public Security Act” [Legge sulla sicurezza pubblica] del 1992. Questo arriva come l'ultima delle misure anti-popolari repressive che il governo dell'Andhra Pradesh ha ripetutamente adottato nel corso degli ultimi decenni per schiacciare le voci democratiche e dei movimenti dei popoli con la scusa di combattere il maoismo. Ciò che accade è un altro esempio lampante della vacuità della pretesa del governo indiano di essere 'la più grande democrazia del mondo'. Condanniamo con forza questo atto di divieto e la criminalizzazione della nostra organizzazione e chiediamo il ritiro immediato di tale divieto autoritario.

L'ordinanza del governo marchia il FDR come "illegale" e lo mette al bando "con effetto immediato". L'Ordinanza del Governo collega il FDR con il PCI (Maoista), anch'esso al bando, definendolo come "organizzazione di fronte" del partito maoista. Accusando falsamente il FDR di essere "parte del Fronte Unito Tattico", esso in maniera dubbia mette in lista quanto segue definendole "attività illecite" dell'organizzazione:

- Serve gli interessi e gli obiettivi del Partito Comunista dell'India (Maoista), il cui dichiarato obiettivo è quello di rovesciare il governo legalmente stabilito per mezzo della forza e della violenza attraverso attività terroristiche che comprendono l'uso di armi da fuoco ed esplosivi;

- Invita il popolo a combattere contro la polizia e ad aderire al movimento maoista;

- Si oppone e richiede che si fermino le operazioni di rastrellamento contro gli estremisti delle forze di polizia e di sicurezza nelle zone affette dall'estremismo di sinistra dei vari Stati e qui incitando ed incoraggiando le attività violente dei maoisti;

- Organizza dharnas(*), raduni e altre forme di agitazioni a sostegno delle attività illecite del Partito Comunista dell'India (Maoista) e

- Si oppone alle azioni legali della polizia e del sistema giudiziario penale e incita la gente ad usare la violenza contro il governo democraticamente eletto stabilito per legge.

La reazione arbitraria e istintiva del governo dell'AP nel mettere al bando il FDR nello stato arriva appena tre mesi dopo l'organizzazione, che si è svolta con successo, della sua prima Conferenza Generale a Hyderabad il 22-23 aprile 2012. L'indicazione della risposta del governo dell'AP era ben visibile anche durante la conferenza. Esso ha vietato la Manifestazione Pubblica del 23 aprile in modo arbitrario, dandoci una lettera in cui sosteneva che alcuni presunti maoisti erano presenti alla conferenza e che la Manifestazione avrebbe potuto 'disturbare' la legge e l'ordine pubblico dello Stato. Seguendo le istruzioni del governo dello stato, la polizia dell'Andhra Pradesh ha arrestato anche un gruppo di 35 attivisti culturali del Chhattisgarh con false accuse e impedendo loro di partecipare alla conferenza.

Non vi è alcuna struttura organizzativa del FDR in Andhra Pradesh al momento. È quindi ridicolo attribuire le cosiddette attività illecite alla nostra organizzazione. Attualmente solo il Presidente dell'All India FDR, Varavara Rao (membro della Virasam o Associazione degli scrittori rivoluzionari) e il Vice-Presidente Ganti Prasadam sono i nostri membri di questo stato. L'unica attività svolta sotto la bandiera del FDR in Andhra Pradesh dopo la conferenza è stata una tavola rotonda che ha raccolto le voci di protesta contro il recente massacro di 20 adivasi in Bijapur, distretto del Chhattisgarh. Si è trattato di un incontro ben partecipato che ha visto la presenza di numerosi importanti intellettuali, scrittori e rappresentanti di organizzazioni per i diritti civili oltre ad essere assistito e indirizzato da tre importanti direttori di giornali. C'è qualche fondamento o giustificazione per definire tale incontro 'illegale'?

Opporsi e resistere ai massacri di adivasi o protestare contro la polizia e le operazioni delle forze armate nelle zone tribali è una menzione frivola quella del decreto del governo che li definisce come attività illecite. Tutte le persone e le organizzazioni democratiche in tutto il paese e nel mondo si sono opposte e hanno chiesto uno stop alle operazioni paramilitari nelle regioni tribali centrali e orientali dell'India portate avanti nel nome della lotta contro i maoisti. Anche il FDR ha alzato costantemente la sua voce democratica contro ogni forma di violenza dello stato e della classe dominante - che si tratti di stragi, omicidi sotto il nome di scontri, torture, arresti e l'incendio di villaggi tribali, e così via. Con la criminalizzazione del dissenso e tacitare l'opposizione politica democratica attraverso il divieto del FDR, il governo ha ancora una volta messo in mostra le sue zanne fasciste.

IL FDR ha tenuto una giornata di dharna [richiesta pressante e costante] contro il massacro di Bijapur il 31 luglio 2012 davanti al Parlamento nello spazio assegnato dalla Polizia di Delhi di fronte alla stazione di polizia di Parliament Street. Un certo numero di oratori di spicco e di organizzazioni democratiche, provenienti da diverse parti dell'India hanno partecipato e hanno praticato il dharna. Un certo numero di famosi personaggi pubblici del paese tra cui il giudice Rajinder Sachar, il Dr. BD Sharma, Bojja Tharakam, professore di economia, Jean Dreze, importanti scrittori e poeti Hindi come Madan Kashyap, Manglesh Dabral e altri hanno unito le loro voci alle nostre contro il massacro degli adivasi. Dopo il dharna il FDR ha presentato due memorie, con una carta di richieste al Sig. Presidente Pranab Mukherjee nonché al presidente dell'UPA e del NAC signora Sonia Gandhi. In effetti, abbiamo chiesto sia al Presidente e alla signora Gandhi un incontro con una delegazione di cittadini interessati, che è stato debitamente riconosciuto. Il Governo dell'Andhra Pradesh considera anche queste attività illegali?

Noi siamo contro lo strumento draconiano del divieto che il governo ha consistentemente usato per soffocare l'opposizione politica. Nel 2005, l'Associazione degli scrittori rivoluzionari (Virasam) è stata vietata dal governo dell'Andhra Pradesh. Varavara Rao e G Kalyana Rao, due membri dell'organizzazione hanno agito come emissari del PCI (ML) Guerra Popolare e hanno partecipato ai colloqui con il governo dell'AP. Lo stesso governo ha messo al bando la loro organizzazione e li ha arrestati subito dopo che i colloqui si interruppero. La Virasam condusse una lotta vittoriosa insieme con intellettuali, scrittori e forze democratiche contro il governo dell'Andhra Pradesh per far ritirare il divieto.

Allo stesso modo, il governo dell'Odisha ha imposto il bando al FDR, e alle organizzazioni Chasi Mulia Adivasi Sangh, Kui Labang Sangh, Bala Sangam, Daman Pratirodh Mancha e Krantikari Mahila Sangh nel giugno 2006 secondo gli articoli del codice coloniale CRPC del 1881 modificato nel 1967 con il nome di Legge di Modifica Penale. Il FDR è stato costantemente impengato nella lotta contro questi divieti. Dopo che il Daman Pratirodh Manch ha sfidato il divieto presso l'Alta Corte nello stato dell'Odisha, questa non ha approvato la messa al bando e ha suggerito che queste organizzazioni si registrassero e partecipassero alla lotta elettorale. Una seconda opzione proposta dall'Alta Corte è stata quella di indirizzare le organizzazioni verso il governo spingendolo a rivedere la propria decisione. Il caso al momento è davanti alla Corte Suprema che ha emesso un avviso nei confronti del governo dello stato dell'Odisha invitandolo a presentare la sua documentazione necessaria.

Il FDR condanna con fermezza il divieto imposto alle organizzazioni di cui sopra da parte del governo dell'Odisha e chiede il loro ritiro. Chiediamo al governo dell'Andhra Pradesh di revocare la messa al bando del PCI (Maoista) e di sei organizzazioni di massa - All India Student Revolutionary Federation (AIRSF), Federazione dei lavoratori delle miniere di carbone Singareni, (Singareni Karmika Samakhya o SIKASA), Radical Students Union (RSU ), Associazione contadini e operai (Rythu Coolie Sangham), Radical Youth League (RYL) e la Federazione dei Lavoratori Rivoluzionari (Viplava Karmika Samakhya o VIKASA). Chiediamo anche che il divieto imposto dal governo centrale sul PCI (Maoista) e 30 altre organizzazioni nell'ambito della Legge di Prevenzione sulle Attività Illecite (UAPA) venga immediatamente soppresso.

IL FDR è un'organizzazione democratica popolare che lavora al livello di tutta l'India, sollevando problemi ed esigenze delle masse. Noi consideriamo questo divieto come un attacco diretto ai diritti democratici del popolo che si organizza e protesta contro le politiche antipopolari del governo e delle classi dominanti. Il FDR non si lascia intimidire dal presente divieto autoritario. Ci impegniamo a stare risolutamente in mezzo al popolo e ad unirci spalla a spalla con tutte le organizzazioni democratiche e rivoluzionarie del paese e nel mondo per lottare contro questo divieto antidemocratico e criminale contro la nostra organizzazione. Noi dichiariamo che useremo tutti i mezzi di protesta democratica, raduni, incontri e dharnas per fare pressione sul governo dell'AP affinché ritiri il divieto. Esploreremo anche tutte le vie giudiziarie per rimuovere il divieto e per sfidare la draconiana Legge di Sicurezza Pubblica dell'AP del 1992.

Il FDR fa appello a tutti i democratici e le organizzazioni democratiche nel paese e in tutto il mondo a far sentire la propria voce contro il divieto autoritario, arbitrario e antidemocratico imposto alla nostra organizzazione da parte del governo dell'Andhra Pradesh, e combattere per il suo ritiro immediato.

Rajkishore Segretario Generale 09717583539
Varavara Rao Presidente 
 
 09676541715

(*) Si tratta di un antico metodo (trasferito alla politica) di pressione “fisica”, ripetuta e costante per ottenere giustizia, come il pagamento di un debito, stando seduti, digiunando, davanti alla porta della persona da cui si chiede il risarcimento

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