mercoledì 1 aprile 2026

Appello congiunto internazionale che ha dato vita alla straordinaria giornata internazionalista di lotta del 28 marzo contro l'operazione Kagar

RACCOGLIAMO L'APPELLO INTERNAZIONALE ALL'AZIONE

CONTRO L'OPERAZIONE KAGAAR IL 28 MARZO

VIVA LA SOLIDARIETÀ PROLETARIA INTERNAZIONALE!

Forum Against Corporatization And Militarization (FACAM)

La strenua resistenza del popolo indiano contro la genocida Operazione Kagaar nell'India centrale e orientale risuona in tutto il mondo come un appello alla giustizia per le vittime di massacri di massa, sturpi, esecuzioni stragiudiziali e assassinii politici, torture e detenzioni illegali. Scosso dalla massa di cadaveri di attivisti politici e indigeni in Bastar e altre regioni, il movimento proletariato internazionale ha risposto all'appello ha raccolto singoli e organizzazioni progressisti, democratici e amanti della giustizia per esigere la fine dell'Operazione Kagaar e del genocidio del popolo Adivasi e dei suoi attivisti politici. Il 27 gennaio si sono svolte proteste e presidi a Bruxelles presso l'Ambasciata indiana e il Parlamento europeo, oltre a una grande manifestazione di protesta organizzata dal Comitato Congiunto Stop Repressione in India (JCSR) e varie altre organizzazioni presso il Consolato Generale dell'India a Birmingham, Regno Unito, lo stesso giorno. Il 28 si è tenuta anche una protesta a Vienna.

Queste proteste sono state indette all’indomani della chiusura dei negoziati sull'Accordo di libero scambio UE-India e di fronte alla Sottocommissione per i diritti umani del Parlamento europeo, nonché in occasione della celebrazione del 77° Giorno della Repubblica, il 26 gennaio 2026, per riflettere sulla natura della "Repubblica" dello Stato indiano.

In precedenza, proteste e iniziative si erano svolte anche in Turchia, Cile, Brasile, Perù, Filippine, Bangladesh, Italia, Germania, Spagna, Polonia, Stati Uniti e Grecia, per chiedere la fine della campagna di sterminio condotta in India nell'ambito dell'Operazione Kagaar, in nome dello sviluppo.

Il FACAM esprime il suo caloroso saluto internazionale proletario e rivoluzionario a tutte le organizzazioni che nel Movimento Internazionale hanno assunto la loro responsabilità storica contro l'assalto imperialista al popolo oppresso dell'India e intrapreso questa campagna.

Inviamo inoltre un saluto rivoluzionario di solidarietà alle organizzazioni della diaspora di varie nazionalità oppresse, come quelli della diaspora kashmiri e palestinese, che si sono uniti alla protesta in solidarietà con i loro fratelli oppressi.

martedì 31 marzo 2026

Alcuni interventi della giornata internazionale di azione del 28 marzo a Zurigo contro l'Operazione Kagaar - sostegno alla guerra popolare e al PCI (Maoista)

 



Video della giornata internazionale di azione del 28 marzo a Zurigo contro l'Operazione Kagaar - sostegno alla guerra popolare e al PCI (Maoista) -2

  

Video della giornata internazionale di azione del 28 marzo a Zurigo contro l'Operazione Kagaar - sostegno alla guerra popolare e al PCI (Maoista) -1

 



Alcune immagini della giornata internazionale di azione del 28 marzo contro l'Operazione Kagar - Sostegno della guerra popolare e del PCI (Maoista) Zurigo

 








USA - New York 28 against Operation Kagar

 








Finlandia - 28 march against operation kagar

 On March 28th, Red Action in Finland carried out actions against operation Kagaar in Turku and in Tampere. In Turku, a speech was held denouncing the old Indian State’s Operation Kagaar, and the Finnish role in the exploitation of India. Slogans such as “Down with operation Kagaar! Long live the Indian revolution!” were chanted as well. In Tampere, leaflets were distributed.

Anti-imperialist Collective in Finland hung posters denouncing operation Kagaar and celebrating the resistance of the Indian people. They call attention to the international solidarity campaign called by FACAM. They also invite to a discussion meeting on Sunday the 29th at 17:00 in Artteli, Mustankahdenkatu 22.

Bangladesh - 28 march against operation Kagar

  

Solidarietà dall'Olanda - Contro l'Operazione Kagaar

 In The Hague, Netherlands, anti-imperialist revolutionary forces held a joint protest, marching to the Indian Consulate where speeches condemning the fascist Modi regime and calling for an end to the imperialist-backed attacks and crimes against the Indian people. Partizan, the Communist Committee of the Netherlands, the International League of People’s Struggle (ILPS), the Maya Solidarity Committee, and the Rotterdam Front for Liberation participated in the demonstration, and Anti-imperialist League (AIL) flags were also present. REBEL! Magazine also made a report on the occasion.

28 marzo contro Operazione Kagaar - Solidarietà dalle FILIPPINE

 

Statement


The Communist Party of the Philippines (CPP), the New People’s Army (NPA), and the entire revolutionary movement in the Philippines express unequivocal solidarity with the Communist Party of India (Maoist) and the People’s Liberation Guerilla Army (PLGA). We stand with the people of India and their revolutionary forces as they frustrate “Operation Kagaar” and the Narendra Modi regime’s desperate war to crush the people’s war in India. As its end of March self-imposed deadline approaches, the regime has resorted to more brutal tactics of suppression. We join various international parties and forces in today’s March 28 International Call to Action, initiated by the International Committee to Support the People’s War in India (ICSPWI).

Since January 2024, the Indian state has waged Operation Kagaar (the “Final War”) against its own people. Thousands of military, paramilitary, and mercenary forces have been deployed, primarily in Central India, to crush the people’s resistance. By establishing hundreds of new military camps within forest and mountain communities, the state aimed to suppress the people’s struggle.

Operation Kagaar is a campaign of state terror against the people of India, against Adivasis, and organized forces who dare to oppose oppression. It specifically targets the leadership of the CPI (Maoist) while flagrantly violating international humanitarian law and the rules of war. These operations ignore the special protections guaranteed to vulnerable sectors in areas of armed conflict.

In just over two years, nearly 700 revolutionary leaders and Adivasi people have been killed in a series of massacres and summary executions. Thousands more have fallen victim to illegal arrests on trumped-up charges, abductions, and systemic harassment. The Modi regime has further intensified its coercive “surrender and reintegration” campaign, forcing civilians among the Adivasis to collaborate or face escalating military abuse.

These attacks paved the way for corporate plunder. Since this war intensified, corporations have rushed to seize and destroy thousands of acres of land, rivers, and forests to satisfy an insatiable greed for profit.

The Communist Party of the Philippines and the revolutionary movement in the Philippines trusts that the CPI (Maoist), the PLGA, and the Indian people will overcome the wave of fascist suppression and emerge victorious. So long as exploitation persists, the people will resist.

This campaign of suppression mirrors the US-directed fascist tactics employed against the Filipino people people for decades under various regimes up to the current US-Marcos regime. The Indian and Filipino people both exemplify courage in fighting terrorism and oppression, ready to face all difficulties and make the necessary sacrifices. The valiant resistance of the Indian people and revolutionary forces inspire the Filipino people to wage armed struggle with even greater ardour.

Amid a world being shaken by wars ignited, instigated or supported by imperialists, it is imperative that the Indian people and the Filipino people to unite and advance their struggles for national freedom and democracy. The liberation of our countries from imperialist oppression and domination would serve as an invaluable contribution to the global struggle against imperialism and for freedom and socialism.

As the Filipino people commemorate the 57th anniversary of the NPA this March 29, we stand in revolutionary solidarity with our comrades of the CPI (Maoist) and the PLGA, honoring their unwavering resistance.

Mabuhay kayo, mga kasama!

End the Operation Kagaar in India!
Defend indigenous land in India and the Philippines!
Fight destructive mining in India and the Philippines!
Marcos and Modi, fascist-terrorists!
Down with Imperialism!
Long live the People’s Liberation Guerrilla Army of India and the New People’s Army!
Long live the Communist Party of India (Maoist) and the Communist Party of the Philippines!

giovedì 26 marzo 2026

Verso la manifestazione del 28 marzo a Zurigo... L’ INDIA sempre più strategica per l’imperialismo italiano… con la produzione militare in primo piano

E’ il programma “Make in India” del governo guidato dal fascista hindutva di Modi con cui “punta a sviluppare una supply chain tecnologica domestica nei settori aeronautico e della difesa, riducendo progressivamente la dipendenza dalle importazioni estere” che attrae sempre più gli imperialisti italiani, come dimostra l’articolo che riportiamo sotto, e soprattutto nel settore militare di altra tecnologia.

Mentre punta a “indigenizzare” la produzione, Modi continua a svendere il Paese alle multinazionali di tutto il mondo. In questo articolo si spiegano bene i motivi che spingono tante aziende italiane, sostenute dal governo tramite la SACE ad "impiantarsi" in India. 

Sempre grande disponibilità di forza lavoro a basso costo un “mercato con il tasso di crescita più elevato nel nostro settore e può contare su un bacino di competenze straordinario, con una popolazione molto giovane e un numero elevato di ingegneri. Tutti questi elementi la rendono una piattaforma altamente strategica … per servire altre aree, in particolare l’Asia-Pacifico”…  dice al padrone della Poggipolini e spiega anche le forme in cui agisce in questi paesi l’imperialismo.

Questa politica del “Make in India” alla quale si affiancano gli imperialisti italiani, e non solo, significa distruzione dell’ambiente e repressione per chi si oppone, dalle popolazioni tribali delle foreste che vengono distrutte per fare posto agli stabilimenti industriali (compreso la vendita dei fiumi!!!), ai gruppi e alle masse delle città, dagli studenti universitari agli intellettuali... che denunciano le azioni del governo, dal riarmo continuo (l’India è il primo importatore di armi del mondo) alle pratiche genocidarie!

Anche per tutto questo l'imperialismo italiano è complice della repressione dell'opposizione.

L’opposizione più minacciosa dichiarata apertamente dal governo fascista hindutva è la guerra popolare in corso diretta dal Partito Comunista dell’India (Maoista) che si sviluppa in diversi stati del Paese! È per questo che Modi e il suo ministro dell’interno Shah hanno detto che metteranno fine entro il 31 marzo prossimo alla guerra popolare che resiste e persiste!

A questa resistenza, alle masse indiane, alla guerra popolare bisogna che arrivi la solidarietà concreta di tutto il movimento progressista e rivoluzionario: e il 28 marzo a Zurigo è prevista una manifestazione internazionale e internazionalista!

**

Il make in India è un’opportunità per le imprese italiane. Poggipolini spiega perché

Di Riccardo Leoni

L’India punta a rafforzare la propria industria e a indigenizzare la produzione, ma ha bisogno di partner internazionali capaci di fornire a Nuova Delhi il know-how e le capacità per farlo. In questo contesto Poggipolini, azienda bolognese specializzata nella componentistica aeronautica critica, ha acquisito la maggioranza Aero Fasteners, società indiana che vanta collaborazioni con i principali stakeholder del subcontinente. Al centro dell’operazione, un modello win-win in grado di sostenere lo sviluppo locale e di diversificare gli investimenti. L’intervista di Airpress a Michele Poggipolini

24/03/2026

In vista della manifestazione internazionalista a Zurigo 28 marzo, si susseguono le manifestazioni di protesta contro l'Operazione Kagaar: il Fronte Studentesco Rivoluzionario a Kolkata

Fronte Studentesco Rivoluzionario – Manifestazione a Kolkata contro l'Operazione Kagaar e l'aggressione imperialista-sionista

25 marzo 2026

Il 23 marzo, nel Giorno dell'Anti-Imperialismo, varie organizzazioni di massa hanno indetto una manifestazione di protesta in College Street Square per chiedere la fine dell'Operazione genocida Kagar, contro il saccheggio di acqua, foreste e terre, l'abolizione dell'anti-popolo SIR, la fine della guerra aggressiva dell'imperialismo statunitense in Medio Oriente e il rilascio di tutti i prigionieri di guerra. All'inizio, si è tenuto uno spettacolo di strada davanti alla Presidency University dal gruppo culturale del Revolutionary Students Front (RSF), Lal Lanthan.

I rappresentanti delle organizzazioni operaie-contadini-studentesche si sono uniti sotto gli slogan di protesta del corteo. Al termine del corteo, hanno parlato il compagno Sukumar Kayal del Sangrami Krishak Mancha, il compagno Sanchita del CRPP, il compagno Sushil Thakur del Sangrami Sramik Mancha, il compagno Arghyajit, portavoce del Biplobi Students Front e molti altri.

I compagni di Lal Lanthan hanno eseguito un canto collettivo. Infine, la manifestazione di protesta si è conclusa bruciando le bandiere dell'America imperialista e del suo sostenitore Israele fascista sionista, che stanno conducendo una guerra aggressiva in Medio Oriente, con l’impegno ad eliminare l'imperialismo e il fascismo secondo la strada indicata dal compagno Bhagat Singh.

        

 

lunedì 23 marzo 2026

Tutti in lotta il 28 marzo 2026! Manifestazione internazionalista a Zurigo!

 


La campagna mondiale contro l'Operazione Kagaar ha denunciato l'obiettivo che imperialisti e governo di Modi si sono posti: annientare il movimento rivoluzionario indiano e il PCI (maoista), che rappresentano la vera alternativa politica per i proletari e le masse popolari dell'India.

Modi ha proclamato che annienterà la guerra popolare, il movimento rivoluzionario e il PCI(M) entro il 2026.
Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) ha invitato tutti i partiti e le forze rivoluzionarie, gli amici e compagni della rivoluzione indiana, a raccogliere la sfida lanciata dal governo di Modi con una campagna di un anno, da marzo 2025 a marzo 2026. Una mobilitazione nelle strade, nei luoghi di lavoro, nelle piazze.

Il CPI(M) e le masse in India stanno resistendo e respingendo l'Operazione Kagaar, sulla base della difesa degli interessi materiali e delle condizioni di vita e di lavoro dei proletari, dei contadini e delle masse indiane.
In ogni settore dell'economia, il regime di Modi sta scaricando sulle masse la crisi causata dall'imperialismo, dai suoi lacchè e dalle politiche al servizio dei grandi capitalisti indiani, come Adani, Ambani e altri.
Ma il sistema capitalistico non ha alcuna possibilità di uscire dalla sua profonda crisi; al contrario, produce una nuova ondata di lotte e rivolte di massa.

Il regime indiano appoggia la campagna genocida in Palestina perché esso stesso, con l'Operazione Kagaar, commette massacri, deportazioni forzate, omicidi di abitanti dei villaggi e leader delle masse tribali, attivisti sociali e leader rivoluzionari, oltre a perseguitare giornalisti e attivisti per i diritti umani che si oppongono ad essa.

Sostenere la guerra popolare in India e il Partito Comunista Indiano (Maoista) è uno dei compiti fondamentali dei movimenti comunisti rivoluzionari, antifascisti e antimperialisti di tutto il mondo.
Il Partito Comunista dell’India (Maoista) guida una guerra popolare per la Rivoluzione di Nuova Democrazia, per liberare il Paese e le masse lavoratrici dallo sfruttamento e dall'oppressione e, unito ai proletari e alle masse popolari di tutto il mondo, marciare verso la rivoluzione proletaria e socialista mondiale.

Perciò è dovere di tutti noi fermare l'imperialismo, il regime di Modi e la sua mano genocida, come parte della lotta mondiale contro l'imperialismo, che porta guerre, fascismo, povertà e oppressione dei popoli.

Tutti in lotta il 28 marzo 2026!

STOP OPERATION KAGAAR!

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI IN INDIA!

FERNARE IL GENOCIDIO DEGLI ADIVASI!

SOSTENERE LA GUERRA POPOLARE IN INDIA, SOSTENERE IL PCI (MAOISTA) FINO ALLA VITTORIA!

VIVA L’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO

mercoledì 18 marzo 2026

Il governo fascista indù di Modi applica la “nuova dottrina” Prahaar contro le masse popolari e la guerra popolare

“Voglio assicurare al popolo indiano che entro il 31 marzo 2026 l'India sarà libera dal naxalismo. Coloro che sognano di creare un Corridoio Rosso da Tirupati a Pashupati [dal sud al nord! ndr] saranno completamente sconfitti e le nostre forze di sicurezza ristabiliranno il pieno controllo.”

Questo è stato ripetuto da Amit Shah, il ministro degli interni dell’India “Intervenendo alla celebrazione del 57° anniversario della Central Industrial Security Force a Cuttack”. (https://www.thehindu.com/news/national/amit-shah-reiterates-commitment-to-eliminate-maoism-by-march-31/article70710822.ece)

Ma il 31 marzo si avvicina e non sembra che il proposito del duo fascista indù Modi-Shah possa andare in porto, ed è per questo che hanno deciso di accentrare tutte le operazioni di repressione finora messe in atto dal governo, mettendolo nero su bianco in un documento chiamato Prahaar, che è un lungo acronimo dei vari aspetti di questa politica.

Ne hanno parlato naturalmente i mezzi di informazione indiani ma anche linkiesta.it vi ha dedicato un lungo e dettagliato articolo da cui traiamo alcuni pezzi.

Si tratta,  dice l’articolo, di “una dottrina completa di contrasto al terrorismo, con l’obiettivo di coordinare le diverse strutture statali e adattare gli strumenti di sicurezza alle nuove forme di minaccia.” La “minaccia” di cui si parla ma che non viene esplicitamente citata è quella ricordata invece da un attento articolo del febbraio scorso di un quotidiano giapponese online: “Secondo l'ex Primo Ministro Manmohan Singh, si tratta della "più grande sfida alla sicurezza interna" che l'India abbia "mai dovuto affrontare" (https://www.japantimes.co.jp/)

“Prahaar – continua Formiche - rappresenta il tentativo di trasformare l’approccio indiano da una gestione episodica delle crisi a un sistema permanente di prevenzione: non più uno strumento che risponde agli attacchi, ma uno che cerca di impedirli. In un contesto globale in cui il terrorismo assume forme sempre più ibride e transnazionali, questo tipo di integrazione tra intelligence, tecnologia, cooperazione internazionale e resilienza istituzionale diventa una componente centrale della sicurezza nazionale.”

La sottolineatura della “resilienza istituzionale” meriterebbe un articolo a sé! Ma qui mettiamo in evidenza il fatto che il governo fascista coglie l’occasione per riorganizzare tutta la sua strategia contro la ribellione delle masse popolari, soprattutto di quelle adivasi delle foreste, ma anche delle crescenti proteste delle città, dai lavoratori agli studenti universitari che Modi chiama “Urban maoists” mettendo insieme “un maggiore coordinamento tra il National Investigation Agency (NIA), l’Intelligence Bureau, le agenzie di sicurezza statali e le forze armate, creando meccanismi più strutturati di condivisione delle informazioni.”

Si tratta di organismi tutti già fortemente impegnati da anni nella sanguinosa repressione che ha portato a tante uccisioni e assassini a sangue freddo travestiti da scontri armati da parte dell’esercito e della polizia, ad arresti sempre più frequenti in tutti gli ambiti, dalle foreste alle città, alla creazione di campi di concentramento per gli sfollati con la forza dai villaggi, a torture di uomini e donne nel tentativo disperato di spezzare la forza ideologica che guida la ribellione, ma a quanto pare tutto questo non è bastato tanto che adesso vengono riunite in un unico centro per accrescerne il potenziale.

Da qui il documento di 9  pagine che riserva grande attenzione “alle nuove tecnologie. Il documento identifica come prioritarie le minacce emergenti legate alla radicalizzazione online, all’uso di piattaforme criptate, ai droni impiegati per il trasporto di armi o esplosivi e ai flussi finanziari che transitano attraverso criptovalute o sistemi informali. Viene inoltre rafforzato il monitoraggio dei flussi di finanziamento del terrorismo e la cooperazione internazionale nel campo dell’intelligence finanziaria.”

E quando si parla di nuove tecnologie legate alla repressione non si può che parlare dell’entità nazisionista di Israele. Sono decenni oramai che l’India e Israele hanno rapporti militari e Modi e Netanyahu si sono incontrati ancora a febbraio scorso per rafforzare questi legami. Tutte le armi che  Israele fornisce (aerei, droni, bombe… mezzi di sorveglianza) che l’India paga a suon di dollari (9 miliardi gli ultimi acquisti), vengono usate dal fascista Modi contro il proprio popolo: questo “interscambio” rende Modi complice del genocidio palestinese, mentre per i nazisionisti israeliani non è affatto un problema essere complici dei massacri del popolo indiano.

Questa nuova iniziativa del fascismo hindutva di Modi che approfondisce e renderà ancora più brutale il massacro in atto del popolo indiano, rafforza la necessità della solidarietà e della mobilitazione a sostegno delle popolazioni adivasi dell’India e della guerra popolare in corso diretta dal Partito Comunista dell’India (Maoista) incubo della classe dominante indiana.

È per questo che la Campagna Internazionale di Emergenza  contro l’Operazione Kagaar fa appello e chiama tutti i compagni e le organizzazioni solidali a partecipare al mese di azione contro l'Operazione Kagaar nel marzo 2026.

Il 28 marzo 2026 si terrà a Zurigo una manifestazione internazionale in solidarietà con il movimento rivoluzionario in India.

Oggi più che mai è importante prendere una posizione chiara. L'Operazione Kagaar deve essere fermata. I massacri della popolazione Adivasi devono essere fermati. Tutti i prigionieri politici in India devono essere rilasciati immediatamente. Il sostegno imperialista al regime indiano deve cessare.

La lotta dei rivoluzionari indiani è la nostra lotta. La loro fermezza è un appello a tutti noi a rafforzare la solidarietà internazionale e promuovere la lotta comune contro l'imperialismo, il fascismo e l'oppressione.

STOP OPERAZIONE KAGAAR!

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI

VIVA LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE

SOLIDARIETÀ CON LA GUERRA POPOLARE IN INDIA

martedì 17 marzo 2026

28 marzo in tutti i paesi contro l’Operazione Kagaar! Sostenere la guerra popolare! Sostenere il PCI (maoista) in questa fase difficile

manifestazione internazionale e internazionalista a Zurigo info per adesioni e partecipazione csgpindia@gmail.com 

La campagna mondiale contro l'Operazione Kagaar ha denunciato l'obiettivo che imperialisti e governo di Modi si sono posti: annientare il movimento rivoluzionario indiano e il PCI (maoista), che rappresentano la vera alternativa politica per i proletari e le masse popolari dell'India.
Modi ha proclamato che annienterà la guerra popolare, il movimento rivoluzionario e il PCI(M) entro il 2026.
Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) ha invitato tutti i partiti e le forze rivoluzionarie, gli amici e compagni della rivoluzione indiana, a raccogliere la sfida lanciata dal governo di Modi con una campagna di un anno, da marzo 2025 a marzo 2026. Una mobilitazione nelle strade, nei luoghi di lavoro, nelle piazze.

Il CPI(M) e le masse in India stanno resistendo e respingendo l'Operazione Kagaar, sulla base della difesa degli interessi materiali e delle condizioni di vita e di lavoro dei proletari, dei contadini e delle masse indiane.
In ogni settore dell'economia, il regime di Modi sta scaricando sulle masse la crisi causata dall'imperialismo, dai suoi lacchè e dalle politiche al servizio dei grandi capitalisti indiani, come Adani, Ambani e altri.
Ma il sistema capitalistico non ha alcuna possibilità di uscire dalla sua profonda crisi; al contrario, produce una nuova ondata di lotte e rivolte di massa.

Il regime indiano appoggia la campagna genocida in Palestina perché esso stesso, con l'Operazione Kagaar, commette massacri, deportazioni forzate, omicidi di abitanti dei villaggi e leader delle masse tribali, attivisti sociali e leader rivoluzionari, oltre a perseguitare giornalisti e attivisti per i diritti umani che si oppongono ad essa.

Sostenere la guerra popolare in India e il Partito Comunista Indiano (Maoista) è uno dei compiti fondamentali dei movimenti comunisti rivoluzionari, antifascisti e antimperialisti di tutto il mondo.
Il Partito Comunista dell’India (Maoista) guida una guerra popolare per la Rivoluzione di Nuova Democrazia, per liberare il Paese e le masse lavoratrici dallo sfruttamento e dall'oppressione e, unito ai proletari e alle masse popolari di tutto il mondo, marciare verso la rivoluzione proletaria e socialista mondiale.

Perciò è dovere di tutti noi fermare l'imperialismo, il regime di Modi e la sua mano genocida, come parte della lotta mondiale contro l'imperialismo, che porta guerre, fascismo, povertà e oppressione dei popoli.


Tutti in lotta il 28 marzo 2026!

 
STOP OPERATION KAGAAR!

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI IN INDIA!

FERNARE IL GENOCIDIO DEGLI ADIVASI!

SOSTENERE LA GUERRA POPOLARE IN INDIA, SOSTENERE IL PCI (MAOISTA) FINO ALLA VITTORIA!

VIVA L’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO


I

 28 march in all countries -against Operation Kagar /support people's war! support CPI (maoist) 


All in struggle 28 march 2026!

The world campaign against Operation Kagaar has denounced that imperialists and Modi’s government set the target to wipe put the Indian revolutionary movement and the CPI (Maoist), that are the real political alternative for the proletarians and the people’s masses of India.

 Modi claims he will wipe out the people’s war, the revolutionary movement and the CPI(M) by 2026.
The International Committee to Support the People’s War In India (ICSPWI)  has called all the revolutionary parties and forces, the friends and comrades of the Indian revolution, to meet the challenge launched by the Modi’s government with a one-year-long campaign from March 2025 to March 2026.  . A mobilization in the streets, in the workplaces, in the squares.

The CPI(M) and the masses in India are withstanding and repelling the Operation Kagaar, based on the defense of material interests and living and working conditions of proletarians, peasants and masses of India.
In any sector of the economy, the Modi’s regime is unloading on the masses the crisis brought by imperialism, its lackeys and  the policies at the service of the big Indian capitalists, as Adani, Ambani and others.
However, there is no chance for capitalist system to way out its deep crisis; rather it produces a new wave of struggles and mass uprising.
The Indian regime supports the genocidal campaign in Palestine because itself, with the Kagaar operation, commits massacres, forced deportations, murders of villagers and leaders of the tribal masses, social activists and revolutionary leaders, as well as persecute the journalists and human rights activists who oppose it.

To support the people’s war in India and the Communist Party of India (Maoist) is one of the fundamental tasks of the revolutionary, anti-fascist, anti-imperialist communist movements of the world.
The Communist Party of India Maoist leads a people’s war to make the New Democratic revolution, to free the country and the working masses from exploitation and oppression and, united with the proletarians and the popular masses in the world, march to the proletarian and socialist revolution in the world.
For this reason, it is due to all of us to stop imperialism, Modi’s regime and their genocidal hand, as part of the global struggle against imperialism, that leads to wars, fascism, poverty and oppression of peoples.
 

all in struggle 28 march 2026!

 
STOP OPERATION KAGAAR! RELEASE ALL POLITICAL PRISONERS IN INDIA/ STOP ADIVASI'S GENOCIDE! 

SUPPORT PEOPLE'S WAR IN INDIA - SUPPORT CPI (MAOIST)  UNTIL THE VICTYORY!

Long live proletarian Internationalism !

ICSPWI