giovedì 26 febbraio 2026

Contro l'alleanza infame fascio/imperialista Modi/Netanyahu sostenere la lotta del popolo palestinese e delle masse popolari indiane in armi

 Modi e Bibi, accordi miliardari e un «asse delle nazioni»


Da Il manifesto
GRANDE MEDIO ORIENTE Il premier indiano arriva in Israele: sul tavolo un’alleanza da opporre ai paesi sunniti
Lo chiamano il viaggio della «svolta» nelle relazioni già strette tra due paesi in possesso di armi atomiche che non hanno mai firmato il trattato di non proliferazione nucleare. Durante la sua visita oggi e domani in Israele, Narendra Modi approfondirà ed espanderà i legami strategici e la cooperazione in materia di difesa con Tel Aviv, a partire dai sistemi antimissili balistici per finire con armi laser, razzi a lungo raggio e droni. Obiettivi quindi ben più ampi di quelli del luglio 2017, quando il primo ministro indiano effettuò la sua prima visita nello Stato ebraico firmando con Benyamin Netanyahu accordi per un valore di 13 milioni di dollari in sviluppo satellitare, agricoltura e acqua, insieme alla creazione di un fondo di investimento congiunto da 40 milioni di dollari. Otto anni dopo Modi punta ad intese molto più ricche che nella Difesa varranno circa dieci miliardi di dollari nei prossimi anni. Ma la visita dovrebbe aprire le porte anche a un importante sviluppo dell’alleanza tra Israele e India in termini geopolitici riguardo il controllo strategico di un’area vasta che include il Mediterraneo orientale, il Medio oriente, l’Asia meridionale e l’Oceano indiano. Almeno così progetta Netanyahu che domenica scorsa ha parlato della costituzione, assieme all’India e altri Stati, anche arabi (gli Emirati?), di un «Asse delle Nazioni» contro paesi «ostili» (con la Turchia in testa), che a suo dire intenderebbero circondare Israele con un «Muro sunnita».
Oggi subito dopo l’atterraggio, Modi incontrerà Netanyahu per un primo scambio di vedute sulle relazioni tra i due paesi. In seguito, si trasferirà a Gerusalemme, dove terrà un discorso davanti alla Knesset. Quindi incontrerà i rappresentanti della locale comunità indiana. La giornata di domani inizierà con una visita al memoriale dell’Olocausto, Yad Vashem, a Gerusalemme. Poi, il primo ministro indiano vedrà il presidente di Israele Herzog e avrà un lungo incontro con Netanyahu, durante il quale i due premier finalizzeranno e si scambieranno i documenti di accordi di cooperazione in vari settori. Si ritiene che Israele abbia accettato di condividere con l’India le più recenti tecnologie militari, tra cui i tanto richiesti sistemi laser ad alta tecnologia e sistemi di difesa a distanza.
Nuova Delhi è già il principale partner commerciale dell’industria bellica israeliana. Secondo lo Stockholm International Peace Research Institute, l’India ha rappresentato il 34 per cento delle esportazioni militari israeliane nel periodo 2020-2024. I dati del ministero della Difesa israeliano indicano che, nello stesso arco temporale, le vendite verso il paese asiatico hanno raggiunto circa 20,5 miliardi di dollari. Una cifra che conferma la centralità del mercato indiano per lo Stato ebraico, oggi ottavo esportatore mondiale di armi con una quota del 3,1% del commercio globale. Le aziende militari e di sicurezza israeliane hanno aperto joint venture in India.
La cooperazione guarda ora a settori sensibili come la difesa aerea e la difesa missilistica balistica. Secondo Forbes India, sarebbero già stati conclusi accordi per 8,6 miliardi di dollari. L’India ora sta valutando lo sviluppo congiunto con Israele di armi per proteggere il suo territorio più interno. «La cooperazione in materia di difesa e sicurezza è la pietra angolare del partenariato strategico tra Nuova Delhi e Tel Aviv», ha spiegato in questi giorni l’ambasciatore indiano a Tel Aviv, JP Singh. «È un’occasione storica» ha aggiunto «fondata sulla visita di Modi del 2017, che ha consolidato per la prima volta le relazioni bilaterali. Le due nazioni hanno ora avviato una nuova fase di legami strategici più profondi che va ben oltre il memorandum d’intesa firmato lo scorso anno».
Se Modi punta a procurarsi armi e tecnologia avanzata per una possibile nuova escalation con il Pakistan, invece Israele lavora per creare una propria alleanza da opporre a un presunto schieramento di paesi musulmani pronti a prendere il posto della declinante «Mezzaluna sciita» iraniana per alzare un «Muro sunnita» intorno a Israele. L’ha detto ieri Netanyahu durante un incontro dei vertici dell’agenzia di intelligence interna Shin Bet, ribadendo quanto aveva annunciato domenica scorsa nella riunione del governo. L’India, nella visione del premier israeliano, rappresenta una colonna di questa alleanza emergente che «comprende molti paesi». L’obiettivo di Netanyahu è «riunire le nazioni che condividono una visione comune della realtà, delle sfide e degli obiettivi». Israele, afferma, «lavora per formare un nuovo asse che includa India, paesi arabi, africani e mediterranei, come Cipro e Grecia, in contrapposizione agli assi sciita e sunnita».

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