lunedì 5 febbraio 2018

LA DENUNCIA E L'APPELLO DEL CSGPINDIA ALLA MANIFESTAZIONE A POGGIOREALE NAPOLI

 Dall'intervento del rappresentante del Comitato di sostegno alla guerra popolare in India

Porto il saluto, la solidarietà, il contributo a questa manifestazione dei compagni che in Italia e in diversi paesi in Europa e nel mondo in questi giorni si stanno mobilitando nelle giornate di azione e solidarietà con i prigionieri politici in India.
Quel paese che i compagni indiani hanno definito la “prigione dei movimenti popolari”, dove oltre diecimila sono i prigionieri politici, quasi tutti appartenenti alle caste "inferiori", ai popoli in lotta per difendere le loro terre, alle minoranze religiose e nazionali oppresse, all’opposizione politica democratica, ai militanti maoisti che portano avanti la guerra popolare.
Italia e India, paesi geograficamente lontani sono in effetti legati da interessi e relazioni politiche ed economiche.
Sono italiane le multinazionali che armano le forze reazionarie indiane e che concorrono alla razzia delle risorse naturali del paese, è indiana la multinazionale che nella città da cui vengo, Taranto, ha acquistato la più grande acciaieria d’Europa, l’Ilva, per imporvi lo stesso sistema di sfruttamento con cui è cresciuta fino ad affermarsi tra i grandi giganti mondiali dell’acciaio.
Soprattutto, India e Italia sono parte dello stesso sistema mondiale, l’imperialismo, che produce devastazione, sfruttamento e oppressione e prigionia politica per chiunque osi opporsi.

Simili sono anche le denunce che dalle carceri vengono per il trattamento dei prigionieri.
Abbiamo sentito qui la testimonianza della moglie di un detenuto ammalato di leucemia cui è stata negata la scarcerazione perché “non ancora terminale”.
In India abbiamo la vicenda esemplare del prof. GN Saibaba, invalido al 90%, costretto su una sedia
a rotelle e seriamente ammalato. Saibaba non solo è stato condannato all’ergastolo per false accuse basate sulla confessione estorta con la tortura ad altro imputato, che le ha ritrattate durante il processo, ma oggi gli vengono negati in carcere l’assistenza cui un prigioniero nelle sue condizioni avrebbe diritto e anche le terapie per le serie patologie di cui soffre. La sua prigionia è una condanna a morte!

Ma anche la lotta contro il sistema, la giustizia di classe, la repressione, la disumanità delle condizioni detenzione attraversa le mura delle carceri come i confini degli Stati. Per questo oggi qui portiamo l'appello al sostegno alla campagna internazionale per Saibaba e i prigionieri politici in India e nello stesso tempo prendiamo l’impegno di riportare l’eco delle denunce, della lotta che qui si sta sviluppando contro il 41bis, il 14bis, la tortura, la differenziazione e il carcere in generale, in tutti i paesi in cui i compagni stanno sviluppando la campagna, affinché attraverso le mura delle carceri, oltre le frontiere degli Stati sia la stessa lotta e lo stesso il grido che si deve levare: LIBERTÀ!

L'imperialismo USA di Trump scende in campo contro la guerra popolare guidata dai maoisti in India - Lottare contro l'imperialismo significa sostenere la GP in India - Aderisci e rafforza il comitato di sostegno in Italia

 

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Il dipartimento di Stato USA in uno studio sul "terrorismo" segnala come la terza forza più pericolosa al mondo è il movimento naxalita in India, dopo ISIS e Talebani. Secondo questo informe... il PCI(maoista) è dietro 336 attacchi nel 2016, più della metà degli attacchi sono avvenuti in 4 stati J e K, Chattisgarh, Manipur e Jharkhand.
Continua il report: ...le aree geografiche mostrano che l'estremismo di sinistra guidata dai maoisti ha toccato inoltre parte dell'est in India...

Brasile solidale con i prigionieri politici dell'India nelle giornate internazionali indette dal comitato di sostegno

 Jovens militantes da Liga da Juventude Revolucionária (UV - LJR) e do Movimento Estudantil Popular Revolucionário (MEPR) prestaram suas saudações revolucionárias em solidariedade aos presos políticos da Índia, somando-se à campanha internacional.

26 e 27 de janeiro foram definidos pelo Comitê Internacional de Apoio à Guerra das Pessoas na Índia (ICSPWI, sigla em inglês) como dias internacionais de ação em solidariedade aos prisioneiros políticos da Índia. A vigorosa campanha exige a Liberdade para o Dr. GN Saibaba, principal dirigente da Frente Democrática Revolucionária (RDF), e os dirigentes maoístas Camarada Kobad Ghandy e Camarada Ajith.

dall'Austria all'India - solidarietà con Saibaba e i prigionieri politici in India

 


Austria: Actions for solidarity to G.N. Saibaba!

On an antifascist demonstration this weekend in Austria activists supported the international days of action for the political prisoners in India. Within the protests against the most aggresive parts of the Austrian Bourgeoisie the demonstrators defend proletarian internationalism and held up a banner and posters in solidarity to Saibaba and all political prisioners in India.
 Austria: Actions for solidarity to G.N. Saibaba!

On an antifascist demonstration this weekend in Austria activists supported the international days of action for the political prisoners in India. Within the protests against the most aggresive parts of the Austrian Bourgeoisie the demonstrators defend proletarian internationalism and held up a banner and posters in solidarity to Saibaba and all political prisioners in India.

venerdì 26 gennaio 2018

L'appello del Comitato Internazionale di sostegno alla guerra popolare in India - Italia 26-27 gennaio

Libertà per Saibaba e tutti i prigionieri politici in India!
Invitiamo tutti a farlo ampiamente circolare in tutte le maniere,
organizziamo ovunque iniziative, video-assemblee, petizioni e campagne internet
Costruiamo ovunque è possibile comitati popolari di solidarietà 
info csgpindia@gmail.com

Il 26 e il 27 gennaio 2018 si tengono a livello internazionale  due giornate di iniziative in solidarietà e per la liberazione dei prigionieri politici dell’India. L’appello è stato lanciato nella sua ultima riunione dal Comitato di sostegno alla guerra popolare in India. Si stima attualmente che ci siano circa 10.000 prigionieri politici nelle carceri indiane, la maggior parte accusata di appartenere ai “naxaliti”, che è la definizione più frequente usata dal governo e dai mezzi di comunicazione di massa al posto di “maoista”, nome che i governi indiani danno a chiunque si ribelli alle sue politiche in totale dispregio dei diritti umani e delle stesse leggi del paese.
Tra i prigionieri politici negli ultimi tempi è aumentato esponenzialmente, oltre al numero dei “maoisti”, anche il numero degli intellettuali, scrittori, giornalisti e professori universitari. Uno di questi è il Professor GN Saibaba. Si tratta di un professore invalido al 90 percento e sulla sedia a rotelle condannato all’ergastolo. La condanna all’ergastolo – dice l’associazione dei lavoratori indiani in Inghilterra - emessa il 7 marzo 2017 dal Tribunale distrettuale di Gadchiroli, stato del Maharashtra, contro il Professor G N Saibaba della Delhi University è scandalosamente ingiusta. La corte lo ha condannato insieme ad altri cinque in base alla draconiana legislazione antiterrorismo, Unlawful Activities Prevention Act (UAPA). I cinque condannati insieme a Saibaba sono il giornalista e
attivista Prashant Rahi, lo studente della Jawaharlal Nehru University Hem Mishra e gli adivasi Pandu Narote, Mahesh Tirki e Vijay Tirki. (i primi cinque sono stati condannati all’ergastolo, Vijay Tirki a 10 anni di carcere).