venerdì 20 marzo 2015

Il massacro del governo Modi

L'inchiesta afferma che, il fuoco della polizia che ha ucciso 17 abitanti del Villaggio di Chhattisgarh era immotivato 

Le dichiarazioni dei testimoni oculari, suggeriscono alla commissione di inchiesta sullo scontro tra forze di sicurezza e i tribali nel distretto di Chhattisgarh Bijapur, avvenuto tre anni fa e che ha provocato la morte di 17 abitanti del villaggio, che la polizia ha sparato senza alcuna provocazione.
Tali testimonianze, sostengono le ragioni degli abitanti del villaggio che erano in riunione per pianificare una festa di semina tribale ed erano disarmati, e smentiscono invece la versione della polizia secondo la quale gli abitanti del villaggio erano guerriglieri maoisti che hanno aperto il fuoco contro di loro.

“Durante la riunione la polizia è arrivata ed ha iniziato a sparare da tutte le direzioni gridando: “catturateli e sparate”...abbiamo gridato che eravamo abitanti del villaggio, ma questo non li ha fermati”
Questo ha affermato Sarke Pulayya, ventiduenne residente nel villaggio di Sarkeguda nella sua testimonianza raccolta dalla commissione di inchiesta.

L'attacco è avvenuto nella notte in un campo al centro di tre villaggi.
Il mattino ha portato alla luce i corpi insanguinati dei giovani sdraiati su di un telone. Tre dei morti erano adolescenti. La polizia non ha registrato vittime tra le proprie fila.
Molti abitanti del villaggio sono rimasti feriti durante l'agguato, mentre le testimonianze sollevano molti dubbi sulla veridicità delle lesioni subite dai poliziotti.


i maoisti estendono la loro presenza nel Kerala

Il cosiddetto "corridoio rosso" si estende verso l'estremo sud del paese... riportiamo stralci di una "analisi" online di un quotidiano borghese indiano


***

RITORNO DEI NATIVI: IL PCI-maoista IN KERALA - ANALISI

Il 7 dicembre 2014, nel primo episodio mai avvenuto di questo genere, il personale di Thunderbolt, il commando paramilitare d’élite della polizia del Kerala ha avuto uno scontro a fuoco con un gruppo di sei membri del Partito Comunista dell'India-Maoista (CPI-maoista) nella foresta del Chappa superficie situata al confine Kozhikode-Wayanad. Non sono stati segnalati  feriti dopo i circa 10 minuti di scontro subito dopo il quale la squadra maoista è fuggita. Nei giorni successivi, piccole squadre di maoisti hanno distrutto uffici forestali a Wayanad e Palakkad ed effettuato un attacco contro le strutture di una cava privata nel distretto di Kannur.

Sulla base di questi tre episodi, che si sono verificati nell’arco di due mesi (dicembre 2014 e gennaio 2015), è difficile concludere che il Kerala potrebbe presto diventare una roccaforte di estremisti di sinistra. Tuttavia, ciò che è innegabile è che le condizioni sociali che hanno permesso la nascita del Naxalismo alla fine del 1960 in Kerala continuano a persistere e sono ancora sfruttate dagli estremisti. Peggio ancora, a dispetto di almeno due anni dall’ingresso del CPI-maoista nella regione, l'amministrazione statale ha fatto poco per soddisfare le esigenze popolari. Ispirato dalle rivolte Naxalbari, il Kerala è stato testimone del primo attacco violento della sinistra estremista sotto forma di un raid contro la stazione di polizia di Thalassery nel distretto di Kannur del Nord Malabar il 21 novembre 1968.... 

lunedì 23 febbraio 2015

Lotte operaie e partito maoista un intreccio fecondo in India - sostieni le campagne internazionaliste del comitato di sostegno alla guerra popolare in India e quella di solidarietà operaia indetta dallo slai cobas per il sindacato di classe che prevede uno scambio di delegazioni - info csgpindia@gmail.com - info slaicobasta@gmail.com

Il PCI (Maoista) annuncia un bandh (sciopero generale) il 20 febbraio in cinque stati


Il Partito Comunista dell'India (Maoista) ha indettto per il 20 febbraio un bandh (sciopero generale) in cinque stati, tra cui Andhra Pradesh, Telangana, Chhattisgarh, Odisha e Maharashtra per protestare contro le attività antipopolari dei governi centrali e degli stati, come viene riportato da vari media in India.
In un comunicato stampa inviato a The Times of India, l'Ufficio centrale regionale del PCI (Maoista) firmato dal suo portavoce Pratap, accusa il primo ministro Narendra Modi, il primo ministro dell'Andhra Pradesh N. Chandrabubu Naidu e del Telengana CM K Chandkrasekhar, così come i capi di governo degli stati di Chhattisgarh, Odisha e Maharashtra di attuare politiche distruttive e antipopolari e chiama ad uno sciopero generale di 24 ore. Il comunicato recita: "I progetti idrografici, le strade a otto corsie, piantagioni, le zone economiche speciali (SEZ), i corridoi industriali, le centrali nucleari e gli altri sono solo politiche distruttive. Sebbene il popolo si stia mobilitando per i propri bisogni essenziali, i governi si stanno concentrando solo sul settore delle imprese in nome dello 'sviluppo'.

martedì 17 febbraio 2015

Dopo la tre giorni internazionale di azione, report e indicazioni del Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India

Il Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India saluta tutte le iniziative che si sono sviluppate in diversi paesi del mondo nella 3 giorni internazionale di azione del 29-30-31 gennaio 2015.


Tutte queste azioni grandi e piccole che stiamo debitamente raccogliendo sono il segno della solidarietà dei proletari e dei popoli con le masse indiane in lotta e in marcia verso la loro liberazione dall'imperialismo, dalla borghesia compradora e dal feudalesimo, nella lunga epopea della rivolta iniziata a Naxalbari nel 1967 che arriva impetuosa fino ai giorni nostri.
Sono tutte iniziative di grande denuncia del regime fascista indù di Modi che prosegue nella politica antiproletaria e antipopolare e nella terza fase dell'operazione Green Hunt, con la quale si vogliono cancellare le lotte e le rivolte delle masse indiane, i diritti e i bisogni delle popolazioni adivasi, tutte le forme di organizzazione del movimento di massa nelle università, nei differenti paesi dell'India, allo scopo di affermare in forma totalitaria gli interessi della borghesia indiana e dell'imperialismo.

venerdì 30 gennaio 2015

Nella tre giorni internazionale India, lanciata dal Comitato di sostegno alla guerra popolare in India, il nuovo dossier del Mfpr "...la rivoluzione nella rivoluzione delle donne"

Nella 3 giorni a sostegno della guerra popolare in India a Palermo la solidarietà con le lotte operaie

tra gli operai della Fincantieri



La prima delle tre Giornate Internazionali di Azione a Roma, Università la Sapienza

Un'iniziativa di agitazione all'Università la Sapienza ha aperto le tre giornate internazionali di azione a sostegno della guerra popolare in India.
Una squadra di attivisti del Comitato Internazionale ha affisso i manifesti della campagna all'ingresso delle diverse facoltà, lungo i viali della cittadella universitarianel quartiere circostante di S. Lorenzo.
E' stato anche diffuso il volantino che riportiamo sotto.
La giornata è proseguita con alcuni incontri con organizzazioni di lavoratori e della solidarietà, che hanno espresso l'accordo con i temi della campagna e preso l'impegno a costruire una più ampia e approfondita giornata di informazione e approfondimento da tenersi nelle prossime settimane.     
 





Dall'INDIA all'Italia gli operai non hanno nazione… internazionalismo, rivoluzione

Oggi è stato portato tra i lavoratori il messaggio di speranza della lotta degli operai e del popolo dell'India, in mattinata nel corso della vertenza contro i licenziamenti di natura.com, per protestare contro la Direzione del lavoro che non effettua approfondite ispezioni sul trasferimento del lavoro, gli operai, tutti indiani, hanno convenuto che dall'India all'Italia i padroni sono uniti per attaccare i lavoratori attraverso i loro governi Modi=Renzi=JOB ACTS.
La lotta degli operai della Maruti-Suzuki, non è stata solo una lotta per migliori condizioni di lavoro, ma ha messo al centro la questione del comando di fabbrica, dove al centro ci sta lo sfruttamento dei lavoratori per il profitto, su cui si basa l'intero sistema capitalista.
Gli operai sono una classe internazionale e rappresentano l'unica forza in grado di trasformare il mondo, per questo hanno un unico obbiettivo, farla finita con il sistema dei padroni.
Al cambio turno una delegazione di lavoratori ha partecipato al sit-in con spikeraggio agli operai siderurgici della Tenaris Dalmine, multinazionale, che proprio in questo periodo sta utilizzando strumentalmente il calo del petrolio (generato dal fatto che un sistema assurdo prevede di continuare a mettere sul mercato il greggio anche quando non serve….), per riorganizzare la produzione nei suoi stabilimenti e attaccare i lavoratori, la crisi viene spiegata come un evento soprannaturale, quando invece è parte ciclica del capitale, sono i grandi padroni da Arcelor-Mittal a Rocca che generano e utilizzano le crisi per ritagliarsi nuovi mercati e fare sempre più profitti.
Gli operai non devono farsi la guerra tra loro, come vorrebbero i padroni e i sindacati confederali complici, gli operai non hanno niente da guadagnare se non spezzare le loro catene della schiavitù del lavoro salariato, devono osare alzare la testa e  guardare il mondo dal loro punto di vista…..i padroni costretti per mantenere i profitti a conquistare nuovi mercati per vendere i loro prodotti, hanno creato milioni di operai che li seppelliranno.

Italia-India - operai precari disoccupati in assemblea a Taranto nella tre giorni internazionale di azioni a sostegno della guerra popolare in India

giovedì 29 gennaio 2015

Maruti Suzuki gli operai indiani in lotta - lo Slai cobas per il sindacato di classe lancia dal 29 gennaio - all'interno della 3 giorni internazionale di azione promossa dal comitato di sostegno alla guerra popolare in india, guidata dai maoisti - una campagna nazionale che prevede una delegazione in India - chi fosse interessato contatti slaicobasta@gmail.com - csgpindia@gmail.com

vedi articolo

INDIA. GIOVANI OPERAI SFIDANO LA MARUTI SUZUKI

 Appello degli operai MARUTI SUZUKI WORKERS UNION

Compagni e amici,
Per portare avanti la nostra lotta ed esigere giustizia per tutti i 147 arrestati, i 2500 lavoratori Maruti licenziati e le nostre famiglie, oggi 5 ottobre abbiamo organizzato una manifestazione a Kaithal, Haryana. Abbiamo portato i nostri slogan in corteo attraverso la città di Kaithal, come parte di una campagna nazionale contro la politica anti-operaia del governo e i padroni, nel cui interesse esso agisce.
Gli interventi al termine della manifestazione hanno sottolineato che, guardando alle prossime elezioni in Haryana, il 15 ottobre, sappiamo già per esperienza che, per quanto abbiamo bussato alla porta di ogni rappresentante eletto, il governo si è sempre schierato dalla parte della proproietà. Non vogliamo un governo sotto il controllo dei capitalisti.
Quando siamo andati in corteo verso la sede del ministero dell’Industria, abbiamo trovato ancora una volta le strade sbarrate. Abbiamo presentato una richiesta al ministro, attraverso il DC Kaithal.
Nella manifestazione di oggi, come nelle tante altre degli ultimi due anni e mezzo, c’erano ad incoraggiarci gli sguardi determinati dei nostri amici e familiari, insieme ai nostri compagni di lavoro. La nostra famiglia, oggi presente in gran numero, sono i lavoratori venuti da tutto l’Haryana, l’UP, il MP, Rajasthan, Bihar e da altrove. Negli ultimi due anni e mezzo hanno sopportato continui abusi e violenze nell'indifferenza, ne migliore dei casi, del governo. Allo stesso tempo, ci hanno mostrato il coraggio e la lotta determinata con cui hanno affrontato difficoltà economiche e pressioni psicologiche per stare dalla parte dei fratelli, figli, padri, amici lavoratori arrestati.
Amici, voi sapete che questa è stata una lotta prolungata dei lavoratori per i loro diritti, guidata dalla Maruti Suzuki Workers Union. E di fronte ai crescenti attacchi contro operai e lavoratori, sotto forma di aumento degli appalti, disoccupazione, riforme delle leggi sul lavoro, ecc., queste lotte sono destinate a intensificarsi nei prossimi giorni. Diamo qui un breve aggiornamento sui processi in corso, e ultime notizie apparse sui media: