mercoledì 15 aprile 2015

Gli efficaci attacchi della guerra popolare mettono a nudo le difficoltà delle forze armate dello stato genocida che si arma ancora di più…

Da questo articolo della stampa borghese indiana online viene messa in evidenza l’efficacia degli attacchi della guerra popolare che in questi giorni si succedono sempre più frequentemente; la necessità dello stato genocida di mettere in campo sempre più forze armate, militari e paramilitari, di ogni tipo; quanto questi attacchi demoralizzino i militari che combattono contro il popolo…

Il Ministero degli Interni indiano mette in guardia su altri attacchi da parte dei Naxaliti
Preso in contropiede dopo quattro attacchi Naxaliti in tre giorni nel Chhattisgarh, il Ministero dell'Interno lunedì ha avvertito il governo dello stato del Chhattisgarh di possibili ulteriori attacchi. Fonti del Ministero hanno riferito di due successivi allarmi emessi nelle ultime 24 ore per quanto riguarda i possibili attacchi che minacciano la ripresa della violenza Naxalita dopo un breve periodo di calma nello Stato.
17 veicoli di una delle aziende minerarie del distretto di kanker sono stati incendiati
Le licenze per lo sfruttamento delle miniere sono vendute ai capitalisti di mezzo mondo
Queste miniere sono la causa della distruzione di intere popolazioni che vengono deportate e dell'ambiente
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Il Ministero ha deciso di conferire medaglie al valore al personale di sicurezza ucciso in attacchi consecutivi, come hanno riferito i funzionari. "Il Ministero ha deciso di onorare i poliziotti martiri come parte dell'iniziativa per accrescere il morale delle forze che sono impegnate nelle operazioni anti-Naxalite," ha detto un alto funzionario, aggiungendo che il ministro degli Unione Rajnath Singh ha parlato con il Ministro del Chhattisgarh Raman Singh per fare il punto della situazione. Questi attacchi hanno inoltre messo in evidenza crepe nel muro di protezione anti-Naxalita messo in atto dal governo dello stato del Chhattisgarh e di quello centrale e anche messo in evidenza la mancanza di coordinamento tra i due, come hanno affermato le fonti lunedì scorso. Un funzionario ha ammesso che gli attacchi hanno messo in luce la mancanza di coordinamento tra le forze sul terreno, e cioè tra la Task Force speciale, la polizia di stato e le Forze paramilitari centrali, vale a dire la BSF [Forze speciali di confine] e il CRPF [Forze centrali della polizia di riserva].

Anche se i funzionari del Ministero hanno detto che gli attacchi sottolineano "un crescente scontro da parte della polizia di Stato con i maoisti", le vittime sul terreno hanno mostrato mancanza di intelligence attiva sugli attacchi imminenti. In uno degli attacchi un soldato della BSF è stato ucciso a meno di 500 metri dal suo campo nel distretto di Kanker mentre era in servizio di controllo. "E’ un segnale positivo che il governo dello Stato sia in prima linea nel portare avanti operazioni contro i Naxaliti. Procedure operative standard concernenti i movimenti delle truppe e le misure di contrasto agli IED [ordigni artigianali] sono già in atto e vengono monitorati”, hanno aggiunto altri funzionari.
Una dottrina globale di contrasto ai naxaliti recentemente elaborata dal Ministero prevede anche un ruolo di guida per le forze di polizia dello Stato nello svolgimento delle operazioni anti-Naxalite. Il funzionario ha detto: "Anche se vengono prese precauzioni per assicurare che non vi siano perdite da parte nostra, è in corso una guerra su un terreno difficile e di tanto in tanto, i preparativi si rivelano inadeguati. Tutti gli episodi sono stati analizzati per accertare come tali attacchi possono essere contrastati efficacemente."

Mentre il Ministero ha cinque aziende in più di forze para-militari per assistere la polizia di Stato nelle operazioni anti-Naxalite, lo Stato ha richiesto 26 battaglioni in più oltre i quasi 50 già presenti. Il Chhattisgarh è l'unico stato in cui la violenza Naxalita è cresciuta dal 2012.
Le agenzie di sicurezza sospettano che i recenti attacchi dei Naxaliti potrebbero essere parte della campagna di controffensiva tattica lanciata in questo periodo ogni anno per riaggregarsi e guadagnare terreno.

http://www.thehindu.com/news/national/union-home-ministry-warns-of-more-naxal-attacks/article7099064.ece

venerdì 20 marzo 2015

Il massacro del governo Modi

L'inchiesta afferma che, il fuoco della polizia che ha ucciso 17 abitanti del Villaggio di Chhattisgarh era immotivato 

Le dichiarazioni dei testimoni oculari, suggeriscono alla commissione di inchiesta sullo scontro tra forze di sicurezza e i tribali nel distretto di Chhattisgarh Bijapur, avvenuto tre anni fa e che ha provocato la morte di 17 abitanti del villaggio, che la polizia ha sparato senza alcuna provocazione.
Tali testimonianze, sostengono le ragioni degli abitanti del villaggio che erano in riunione per pianificare una festa di semina tribale ed erano disarmati, e smentiscono invece la versione della polizia secondo la quale gli abitanti del villaggio erano guerriglieri maoisti che hanno aperto il fuoco contro di loro.

“Durante la riunione la polizia è arrivata ed ha iniziato a sparare da tutte le direzioni gridando: “catturateli e sparate”...abbiamo gridato che eravamo abitanti del villaggio, ma questo non li ha fermati”
Questo ha affermato Sarke Pulayya, ventiduenne residente nel villaggio di Sarkeguda nella sua testimonianza raccolta dalla commissione di inchiesta.

L'attacco è avvenuto nella notte in un campo al centro di tre villaggi.
Il mattino ha portato alla luce i corpi insanguinati dei giovani sdraiati su di un telone. Tre dei morti erano adolescenti. La polizia non ha registrato vittime tra le proprie fila.
Molti abitanti del villaggio sono rimasti feriti durante l'agguato, mentre le testimonianze sollevano molti dubbi sulla veridicità delle lesioni subite dai poliziotti.


i maoisti estendono la loro presenza nel Kerala

Il cosiddetto "corridoio rosso" si estende verso l'estremo sud del paese... riportiamo stralci di una "analisi" online di un quotidiano borghese indiano


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RITORNO DEI NATIVI: IL PCI-maoista IN KERALA - ANALISI

Il 7 dicembre 2014, nel primo episodio mai avvenuto di questo genere, il personale di Thunderbolt, il commando paramilitare d’élite della polizia del Kerala ha avuto uno scontro a fuoco con un gruppo di sei membri del Partito Comunista dell'India-Maoista (CPI-maoista) nella foresta del Chappa superficie situata al confine Kozhikode-Wayanad. Non sono stati segnalati  feriti dopo i circa 10 minuti di scontro subito dopo il quale la squadra maoista è fuggita. Nei giorni successivi, piccole squadre di maoisti hanno distrutto uffici forestali a Wayanad e Palakkad ed effettuato un attacco contro le strutture di una cava privata nel distretto di Kannur.

Sulla base di questi tre episodi, che si sono verificati nell’arco di due mesi (dicembre 2014 e gennaio 2015), è difficile concludere che il Kerala potrebbe presto diventare una roccaforte di estremisti di sinistra. Tuttavia, ciò che è innegabile è che le condizioni sociali che hanno permesso la nascita del Naxalismo alla fine del 1960 in Kerala continuano a persistere e sono ancora sfruttate dagli estremisti. Peggio ancora, a dispetto di almeno due anni dall’ingresso del CPI-maoista nella regione, l'amministrazione statale ha fatto poco per soddisfare le esigenze popolari. Ispirato dalle rivolte Naxalbari, il Kerala è stato testimone del primo attacco violento della sinistra estremista sotto forma di un raid contro la stazione di polizia di Thalassery nel distretto di Kannur del Nord Malabar il 21 novembre 1968.... 

lunedì 23 febbraio 2015

Lotte operaie e partito maoista un intreccio fecondo in India - sostieni le campagne internazionaliste del comitato di sostegno alla guerra popolare in India e quella di solidarietà operaia indetta dallo slai cobas per il sindacato di classe che prevede uno scambio di delegazioni - info csgpindia@gmail.com - info slaicobasta@gmail.com

Il PCI (Maoista) annuncia un bandh (sciopero generale) il 20 febbraio in cinque stati


Il Partito Comunista dell'India (Maoista) ha indettto per il 20 febbraio un bandh (sciopero generale) in cinque stati, tra cui Andhra Pradesh, Telangana, Chhattisgarh, Odisha e Maharashtra per protestare contro le attività antipopolari dei governi centrali e degli stati, come viene riportato da vari media in India.
In un comunicato stampa inviato a The Times of India, l'Ufficio centrale regionale del PCI (Maoista) firmato dal suo portavoce Pratap, accusa il primo ministro Narendra Modi, il primo ministro dell'Andhra Pradesh N. Chandrabubu Naidu e del Telengana CM K Chandkrasekhar, così come i capi di governo degli stati di Chhattisgarh, Odisha e Maharashtra di attuare politiche distruttive e antipopolari e chiama ad uno sciopero generale di 24 ore. Il comunicato recita: "I progetti idrografici, le strade a otto corsie, piantagioni, le zone economiche speciali (SEZ), i corridoi industriali, le centrali nucleari e gli altri sono solo politiche distruttive. Sebbene il popolo si stia mobilitando per i propri bisogni essenziali, i governi si stanno concentrando solo sul settore delle imprese in nome dello 'sviluppo'.

martedì 17 febbraio 2015

Dopo la tre giorni internazionale di azione, report e indicazioni del Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India

Il Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India saluta tutte le iniziative che si sono sviluppate in diversi paesi del mondo nella 3 giorni internazionale di azione del 29-30-31 gennaio 2015.


Tutte queste azioni grandi e piccole che stiamo debitamente raccogliendo sono il segno della solidarietà dei proletari e dei popoli con le masse indiane in lotta e in marcia verso la loro liberazione dall'imperialismo, dalla borghesia compradora e dal feudalesimo, nella lunga epopea della rivolta iniziata a Naxalbari nel 1967 che arriva impetuosa fino ai giorni nostri.
Sono tutte iniziative di grande denuncia del regime fascista indù di Modi che prosegue nella politica antiproletaria e antipopolare e nella terza fase dell'operazione Green Hunt, con la quale si vogliono cancellare le lotte e le rivolte delle masse indiane, i diritti e i bisogni delle popolazioni adivasi, tutte le forme di organizzazione del movimento di massa nelle università, nei differenti paesi dell'India, allo scopo di affermare in forma totalitaria gli interessi della borghesia indiana e dell'imperialismo.

venerdì 30 gennaio 2015

Nella tre giorni internazionale India, lanciata dal Comitato di sostegno alla guerra popolare in India, il nuovo dossier del Mfpr "...la rivoluzione nella rivoluzione delle donne"

Nella 3 giorni a sostegno della guerra popolare in India a Palermo la solidarietà con le lotte operaie

tra gli operai della Fincantieri



La prima delle tre Giornate Internazionali di Azione a Roma, Università la Sapienza

Un'iniziativa di agitazione all'Università la Sapienza ha aperto le tre giornate internazionali di azione a sostegno della guerra popolare in India.
Una squadra di attivisti del Comitato Internazionale ha affisso i manifesti della campagna all'ingresso delle diverse facoltà, lungo i viali della cittadella universitarianel quartiere circostante di S. Lorenzo.
E' stato anche diffuso il volantino che riportiamo sotto.
La giornata è proseguita con alcuni incontri con organizzazioni di lavoratori e della solidarietà, che hanno espresso l'accordo con i temi della campagna e preso l'impegno a costruire una più ampia e approfondita giornata di informazione e approfondimento da tenersi nelle prossime settimane.     
 





Dall'INDIA all'Italia gli operai non hanno nazione… internazionalismo, rivoluzione

Oggi è stato portato tra i lavoratori il messaggio di speranza della lotta degli operai e del popolo dell'India, in mattinata nel corso della vertenza contro i licenziamenti di natura.com, per protestare contro la Direzione del lavoro che non effettua approfondite ispezioni sul trasferimento del lavoro, gli operai, tutti indiani, hanno convenuto che dall'India all'Italia i padroni sono uniti per attaccare i lavoratori attraverso i loro governi Modi=Renzi=JOB ACTS.
La lotta degli operai della Maruti-Suzuki, non è stata solo una lotta per migliori condizioni di lavoro, ma ha messo al centro la questione del comando di fabbrica, dove al centro ci sta lo sfruttamento dei lavoratori per il profitto, su cui si basa l'intero sistema capitalista.
Gli operai sono una classe internazionale e rappresentano l'unica forza in grado di trasformare il mondo, per questo hanno un unico obbiettivo, farla finita con il sistema dei padroni.
Al cambio turno una delegazione di lavoratori ha partecipato al sit-in con spikeraggio agli operai siderurgici della Tenaris Dalmine, multinazionale, che proprio in questo periodo sta utilizzando strumentalmente il calo del petrolio (generato dal fatto che un sistema assurdo prevede di continuare a mettere sul mercato il greggio anche quando non serve….), per riorganizzare la produzione nei suoi stabilimenti e attaccare i lavoratori, la crisi viene spiegata come un evento soprannaturale, quando invece è parte ciclica del capitale, sono i grandi padroni da Arcelor-Mittal a Rocca che generano e utilizzano le crisi per ritagliarsi nuovi mercati e fare sempre più profitti.
Gli operai non devono farsi la guerra tra loro, come vorrebbero i padroni e i sindacati confederali complici, gli operai non hanno niente da guadagnare se non spezzare le loro catene della schiavitù del lavoro salariato, devono osare alzare la testa e  guardare il mondo dal loro punto di vista…..i padroni costretti per mantenere i profitti a conquistare nuovi mercati per vendere i loro prodotti, hanno creato milioni di operai che li seppelliranno.

Italia-India - operai precari disoccupati in assemblea a Taranto nella tre giorni internazionale di azioni a sostegno della guerra popolare in India